Gli accordi Italia-Libia servono solo a rendere più diffusi e continui i crimini commessi in mare dalla sedicente guardia costiera libica. Gli spari contro la nave Sea Watch mentre effettuava operazioni di soccorso, avvenuti a bordo di motovedette donate dal governo italiano, sono gravissimi.
Questi accordi vanno stracciati. Chi rischia di annegare in mare va sbarcato nel porto sicuro più vicino, e la Libia non è un porto sicuro secondo il diritto internazionale. Bisogna rispettare le leggi internazionali e la legge del mare, e costruire una missione di salvataggio europea nel Mediterraneo che aiuti anche a condividere la gestione dei flussi migratori, che non possono pesare solo sull'Italia.
Ma il Governo invece che perseguire questa strada ha scelto quella fallimentare dei centri in Albania.
Idee in Circolo - Latina | Terra di diritti | Mercoledì 13 Maggio - 17:30
Il terzo appuntamento di “Idee in circolo”, il percorso di lavoro politico promosso dalla Fondazione Friedrich Ebert Italia ( @fes_italy ) insieme al Partito Democratico del Lazio ( @pd_lazio ) è dedicato a uno dei nodi più critici e strutturali della regione: il rapporto tra lavoro, illegalità e sfruttamento.
Dopo i primi incontri a Roma e Frascati, il lavoro prosegue a Latina, territorio simbolo per affrontare il tema del caporalato e delle forme di sfruttamento lavorativo che attraversano interi settori produttivi, in particolare l’agricoltura e la logistica.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice. Da un lato, mettere a fuoco le dinamiche concrete dello sfruttamento, attraverso il contributo di chi lavora sul campo – sindacati, associazioni, realtà impegnate nel contrasto all’illegalità. Dall’altro, ragionare su quali strumenti politici e istituzionali possano essere rafforzati a livello regionale per prevenire e contrastare questi fenomeni, promuovendo lavoro dignitoso, legalità e diritti.
In continuità con il percorso “Idee in circolo”, l’incontro si inserisce nel lavoro più ampio di costruzione di un’agenda programmatica per il Lazio, capace di tenere insieme analisi, ascolto dei territori e proposte concrete.
Ci vediamo mercoledì 13 maggio dalle 17:30 a Latina presso Sala De Pasquale, Piazza del Popolo 1
Presidio a Cinecittà: La morte della dignità del lavoro. 🚩
Ringraziamo per il supporto e la presenza l'Onorevole Matteo Orfini (PD)
Il 6 maggio 2026 siamo scesi in piazza per denunciare una crisi senza precedenti. Da 27 anni le lavoratrici e i lavoratori delle troupe vivono in uno stato di illegalità e caporalato, una situazione oggi aggravata dalle scelte del Governo Meloni.
Tra il maldestro tentativo di costruire una egemonia culturale e i tagli punitivi delle risorse alla cultura per destinarle a politiche belliciste, le maestranze e i tecnici affogano in una crisi sistemica.
Avevamo chiesto un gesto di solidarietà a chi godeva dei privilegi della kermesse dei David: quel gesto non è arrivato. Si è preferito festeggiare, ignorando la nostra lotta e i nostri gravi disagi.
#Cinecittà #CrisiCinema #DirittiLavoratori #USBCinema #DavidDiDonatello #CulturaInCrisi #TroupeItaliane
Per la prima volta, in Umbria, si sono riuniti gli assessori e le assessore alla cultura delle regioni progressiste.
Non teoria, ma politiche che funzionano: investire nella cultura significa creare sviluppo, inclusione e futuro.
C’è chi la taglia.
Noi la costruiamo.
Per troppo tempo ci hanno raccontato che la cultura è un costo.
Noi diciamo il contrario: è l’infrastruttura più solida che tiene insieme comunità, territori e futuro.
Per la prima volta in Umbria, a Perugia, si sono riuniti gli assessori e le assessore alla cultura delle regioni progressiste d’Italia — dalla Campania all’Emilia-Romagna, dalla Puglia alla Sardegna fino alla Toscana — per condividere esperienze, politiche e risultati concreti. Non teoria, ma pratiche che stanno già cambiando i territori.
C’è un’Italia che investe nella cultura, che la considera leva di sviluppo, inclusione e crescita.
E poi c’è chi continua a trattarla come la prima voce da tagliare: una scelta miope, che indebolisce tutto il resto.
Noi scegliamo un’altra strada: quella della bellezza, della partecipazione, delle opportunità.
Perché senza cultura non c’è sviluppo, e senza sviluppo non c’è libertà.
🚩 IL MANIFESTO DEL 1° MAGGIO
"Il lavoro nobilita l'uomo." Una frase che suona altisonante, quasi sacra, se non fosse che l’ha scritta il padrone.
Per chi sta dietro una macchina da presa, per chi monta i fari sotto la pioggia, per chi scrive storie di notte, per chi l’indomani le interpreta o per chi trasporta bauli all'alba, quella "nobiltà" si è trasformata troppo spesso in un velo per coprire lo sfruttamento.
Se il lavoro non è dignità, se non è diritto, se non è sicurezza, allora non è nobiltà: è una maschera che nasconde la schiavitù moderna.
Nell’immagine che vedete — disegnata a mano da una di noi, perché qui regna eterna l’idea dell'intelligenza artigianale — c'è il nostro mondo. Non ci sono "stelle", ci sono artisti e artigiani. C'è la forza collettiva di chi rende possibile l'immaginario.
La cultura è un lavoro e questo lavoro deve proteggere la cultura: chi la fa deve poter mangiare, tutelarsi e, soprattutto, vivere.
La libertà nel nostro settore non si ottiene chiedendo il permesso, ma attraverso la Solidarietà concreta, perché non basta leggere parole che richiamano ai diritti. Servono Sacrificio e Attivismo, perché la partecipazione ha un costo in termini di tempo e impegno, ma è l'unico investimento che garantisce un futuro. E, soprattutto, serve la Comunità: senza il senso di appartenenza siamo solo singoli ingranaggi sostituibili. Insieme, invece, siamo un corpo vivo che non si può ignorare.
Il lavoro nel mondo dello spettacolo e della cultura deve tornare a essere un atto di libertà, non una concessione benevola. Esso non dovrebbe solo garantire diritti e un guadagno dignitoso; finché il tempo che ci viene sottratto sarà maggiore del valore del guadagno, non saremo mai liberi. Il tempo rimane l’unica vera unità di misura della vita: il tempo nobilita l’uomo e la cultura deve creare la qualità di questo tempo.
Oggi lottiamo per il lavoro come dovrebbe essere. Oggi lottiamo per la Cultura e per il Tempo da proteggere.
Siamo professionisti. Siamo lavoratori. Siamo artigiani e artisti ma, soprattutto, dobbiamo tornare ad essere comunità SINCERA.
#SiamoAiTitoliDiCoda e stiamo per iniziare un nuovo film.
Oggi a Perugia, insieme alle colleghe e ai colleghi delle Regioni Umbria, Toscana, Sardegna, Campania, Puglia, per lanciare il percorso verso un documento d'intenti condiviso sulla cultura.
Per noi la cultura è un diritto, un motore di crescita sociale ed economica, un lavoro che va riconosciuto, un'infrastruttura strategica, su cui investire.
Lavoreremo in modo coordinato perchè questi temi abbiano centralità a livello nazionale, per una diversa politica culturale, che favorisca chi vuole crescere e produrre, chi sceglie la sperimentazione, chi ancora alla cultura non ha accesso, per mettere in rete buone pratiche e favorire un dibattito adeguato e azioni necessarie, dai territori al Governo del Paese.
Ringrazio il Vice Presidente dell'Umbria Tommaso Bori che ha lavorato per organizzare l'evento col gruppo consiliare PD e ci ha ospitati, insieme alla Presidente Stefania Proietti, l'on. Matteo Orfini che ha concluso i lavori, gli assessori Onofrio Cutaia, Cristina Manetti, Silvia Miglietta, Ilaria Portas.
Grazie a tutti i rappresentanti istituzionali e del mondo culturale presenti!
#laculturanonostante
Non si salva l’umanità restando a guardare.
La Flottilla racconta questo: corpi che si espongono, che scelgono di non voltarsi dall’altra parte, che trasformano un principio in presenza.
Ieri da Augusta è partita una nuova missione della Global Sumud Flotilla per Gaza: oltre 60 barche, centinaia di attiviste e attivisti, aiuti umanitari, una rotta pacifica contro un blocco illegale.
Sono in mare per dire che Gaza non è sparita. Che la tragedia continua. Che il silenzio non può diventare abitudine.
Due giorni intensi nel Lazio con Flotilla, in viaggio per Gaza.
Cisterna di Latina, Latina, Cassino.
Una bella risposta nei giorni in cui si celebra l’Italia che si è liberata.
Tante domande: quella fondamentale ci dice che non bisogna abbassare la guardia davanti alla tragedia dei palestinesi, ancora oggi sotto occupazione.
Ciascun popolo ha diritto alla libertà.
Oggi Modena e Vignola.
CULTURA E DIRITTI DEI LAVORATORI SONO LA NOSTRA RESISTENZA
La lotta antifascista e antinazista non è soltanto un esercizio di memoria, ma una necessità costante; oggi più che mai è Resistenza culturale, necessaria per contrastare l’irruzione devastante di logiche che nulla hanno a che fare con l’arte, ma molto con il controllo.
La storia ci insegna che le disfatte umane non tornano sempre con le camicie nere o le marce squadriste, ma si ripresentano sotto forme subdole: con la cultura del ricatto che impone l’accondiscendenza e il compromesso morale.
Il diritto di esprimere il proprio vissuto senza dover chiedere il permesso a chi siede sui troni del potere temporaneo, la libertà di conquistare la propria dignità e il diritto di affermare, sempre e ovunque, il proprio valore umano: questo è lo scopo della lotta.
Per il diritto, per la pace, per la dignità e per la libertà, sempre si dovrà trarre ispirazione dal sacrificio dei partigiani per essere la voce di tutti coloro che da soli non possono lottare.
Il nostro punto cardinale, la bussola che ci riporta sempre a casa, è la Costituzione Antifascista Italiana. Una Carta nata dal sangue, dal sacrificio e dalla Resistenza di chi ha lottato per regalarci il privilegio di questa libertà. Riconoscerla e difenderla significa tutelare chi non ha la forza di far sentire la propria voce; significa vivere nella solidarietà ogni giorno, in ogni set, in ogni teatro, in ogni piazza.
Non chiediamo il permesso di esistere, rivendichiamo il diritto di dissentire.
Oggi più che mai: Resistenza è Cultura. Cultura è Libertà.
VIVA LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA ITALIANA.
VIVA LA LIBERTÀ.
VIVA L’ANTIFASCISMO.
VIVA LA RESISTENZA.
Movimento #siamoaititolidicoda
25 Aprile 2026