Jonathan Bazzi

@jonathanbazzi

☿♇Y 📚 Febbre, Corpi minori, altro. ✍🏻 @corriere @domanieditoriale @drepubblicait editoria: @theitalianliteraryagency eventi live: @ottantuno_cento
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L’ho scritto tra la primavera del 2017 e il Natale 2018, quasi tutto al mattino presto, prima dell’alba. È diventato realtà nonostante io abbia più volte tentato di sabotarlo, di lasciarlo fluttuare nel mondo dei futuri solo possibili. È sopravvissuto ai miei dubbi oceanici e agli scoramenti. All’occorrenza ha cercato alleati, dei complici, per superare le ripetute derive dei miei boicottaggi. E alla fine è stato più forte di me: ha vinto lui, sta arrivando davvero. Esce il 9 maggio con @fandangolibri e la copertina di @elisaseitzinger , la sola possibile. Ho paura e sono felice. Se vi riesce, vogliategli bene. #febbre #novemaggio #romanzo #rozzano #hiv #fandango #libri #romanzi #libridaleggere #librichepassione #bookstagram #copertine #elisaseitzinger
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7 years ago
Sono stordito dalla bellezza del ritratto che mi (ci) ha fatto @elisaseitzinger madre della copertina di Febbre. Eccomi, santino queer, nei panni di una Santa Lucia gattara, figlia di Artemide, bardata di amuleti e accessori Valentino, che impugna una palma del martirio divenuta piuma delle lettere, e passeggia sotto le influenze – benefiche o meno, lo scopriremo – dei corpi celesti. Elisa pratica l’ars combinatoria dell’iconografia, che fortuna averti incontrato ❤️
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5 years ago
L’ho scritto mentre tutto chiudeva e insieme si spalancava, durante il primo e il secondo lockdown ma anche durante i mesi girovaghi e commoventi dello Strega, in quella più che imprevedibile sovrapposizione di eccezioni. L’ho scritto soprattutto alle prese con ciò che è accaduto in me dopo, quando quasi tutto all’esterno si è fermato e le voci degli altri hanno preso dimora nella mia testa, intimando, giudicando. È stato complicato, eppure eccolo qua. Si intitola Corpi minori e racconta due movimenti essenziali: dalla periferia al centro e dall’amore atteso, sperato, immaginato, all’amore reale. A ciò che accade, può accadere – di oscuro, doloroso – quando le benedizioni discendono su di noi e l’amore dura, continua nel tempo. Rimane. Tra le sue pagine scorrono i desideri e le storie di Pietro e di Minnie, di Dylan e di Melissa, di Nora, di Léon, di Spina e di Marius, oltre a quelli del protagonista, che per me significa soprattutto ‘testimone’. È un libro su Milano, dirò – ogni capitolo porta il nome di una sua via o piazza, in una specie di mappatura mnestica ovvero sentimentale –, ed è un libro sull’amore, ovvero la più ostinata delle nostre ossessioni. Sul mostro che ogni amore – soprattutto ogni grande amore – custodisce, e qualche volta scatena. Esce l’8 febbraio con @librimondadori sotto il segno dell’Acquario – ma con molti pianeti in Capricorno –, nel giorno del compleanno di James Dean. La copertina è di @mp5art a cui va tutta la mia gratitudine. Se volete preordinarlo trovate i link nei commenti e nelle storie ❤️ #corpiminori #mondadori #mp5
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4 years ago
Seconda metà ‘80 – 2026: la Tina aspetta un figlio, e ora eccoci qui ❤️ #mothersday
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8 days ago
«Ricomincerò a lamentarmi di Milano: è diventata un laboratorio di diseguaglianze. È importante parlarne in una città che ha un governo progressista da tre mandati», ha detto Ferdinando Cotugno a Il senso della città. La città è di tutti, nella seconda giornata del nostro evento Le sfide di Domani. Con lui sul palco lo scrittore Jonathan Bazzi, moderati da Youssef Hassan Holgado. La propensione alla frenesia, rappresentata plasticamente dai grattacieli che si rivolgono verso l’alto, non riguarda la riqualificazione delle zone che davvero ne avrebbero bisogno. «Le nuove generazioni vivono con tensione e rabbia la polarizzazione della ricchezza. Serve più sinistra, rendersi conto che le operazioni cosmetiche verso le periferie non sono sufficienti. Capisco la volontà di rendere Milano competitiva, ma la città è fatta di tante persone». Leggi l'articolo integrale di Lisa Di Giuseppe nel link in bio 📌Oltre i titoli, dentro i fatti. Scegli di informarti ogni giorno con Domani a €80/anno, meno di €1,50 a settimana. Prezzo bloccato e disdici quando vuoi. Info nel link in bio
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8 days ago
Il 9 maggio di sette anni fa usciva questo libro che mi ha cambiato la vita. Grazie a tutti quelli che l’hanno letto e al bambino che ha aspettato e, poi, non so ancora bene come, si è messo a raccontare ❤️
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9 days ago
Domani al @macromuseoroma inaugura la mostra per gli 80 anni del @premiostrega curata da @lafrisa e @mario___lupano (grazie!). Sono già passati 6 anni: rimane la cosa più inconsapevole e onirica che ho fatto (grazie sempre @nickcerioni , per il cuore e la visione: Capricorns are always my favorite partners in crime) ❤️ @premiostrega @fondazionebellonci @bper_banca @cameramoda
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20 days ago
Proprio in questi ultimi 12 mesi – credo i più spietati di sempre – non so come, ma mi sono rimesso a scrivere. Davvero non si può sapere mai. Ci sentiamo presto ❤️
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24 days ago
È un periodo difficile per tutti. Per chi vive in condizioni di precarietà materiale forse un po’ di più. Non posso specificare meglio, ma questo è uno di quei momenti in cui mi sento appeso a un filo. Ed è faticoso, ma non è davvero nuovo. Nasco così, cresco frammentato tra molte case diverse, in mezzo a persone che insieme mi vedono e sono distratte. Come un topolino che prende un pezzo di qui e uno di là, dice la mia analista. Siccome so che tanti altri attraversano una primavera balorda, vorrei provare a dire come sto resistendo io, dove trovo nutrimento e speranza. Succede con le cose che amo, negando alla mente la tentazione di sprofondare nelle paludi della tristezza: leggo e scrivo, mi preparo per gli incontri e prendo appunti. Due mondi e io vengo dall’altro, scriveva Cristina Campo. E può sembrare una posa spirituale, eccesso di zelo romantico. Invece ora più che mai ne capisco il senso: stare qui e stare altrove, tirare il fiato nel regno dell’immaginazione e delle idee. Non fuga, evasione: la realtà cambia davvero in un attimo, tutto può sempre succedere. Il principio speranza è la cosa più prossima alla verità. È lo sconforto che crede di sapere tutto e si mangia il futuro. Forse vale più di ogni eredità, di ogni famiglia premurosa e benestante, perché non c’è contropartita, non c’è ricatto. La realtà non è mai solo quella che abbiamo davanti, trascolora sempre un po’ verso i margini ancora da scoprire. Non metterla a tacere troppo presto, non affrettarsi ad amputarla: scivolare da un’altra parte – con una storia, un ragionamento – e intanto stare a vedere. In fondo mi sembra di non aver mai fatto altro. (foto di qualche estate fa)
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1 month ago
Sabato sono andato a ritirare le ceneri di Purè e dopo mezz’ora ho avuto il primo attacco di panico della mia vita. Ho chiamato l’ambulanza, mi hanno portato al pronto soccorso e, dopo 4 ore allucinanti in sala d’attesa, ho rinunciato a essere visitato. Oltre al fatto che sto valutando i costi di un’assicurazione sanitaria (perché spesso il trattamento in emergenza ti sottopone a un vero supplizio), in questi giorni ho ripensato alle tante cose superficiali che si sentono dire su chi ama (e alla fine perde) un animale. Persino pontefici e leader politici ci tornano su di continuo, contrapponendo cani e bambini, gattare e mamme virtuose. Allo stesso tempo noi – un noi che contiene tante storie diverse – siamo quelli che figli magari non ne possono avere. Né adottando, né in altro modo (perché la biologia si può alterare solo se fa comodo alla maggioranza). Che dignità è prevista dunque per i nostri rapporti di cura, per le nostre famiglie confuse, invertite, impossibili? Ho vissuto con due gatti tutta la mia esistenza “adulta”: 17 anni in cui io mai, per questo, mi sono sentito solo. Mai davvero perduto. Erano un surrogato, un rapporto minore? Eppure, mai niente e nessuno mi ha cambiato così tanto la vita. Freak, caso umano – come volete: ma non dite, non azzardatevi a dire, che ho esagerato. Cresciamo in una cultura che ci insegna che gli animali sono inferiori, meno evoluti, se li uccidi, in effetti, non fai un giorno di carcere: ma io non sono più la persona che ero.
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2 months ago
Purè – il rubacuori, il biondo, Prtz, Pureolo o Popo, come ti chiamavamo negli ultimi tempi – ieri è andato anche lui a fare una nanna lunga lunga. È successo tutto di colpo, in meno di 24 ore. E ora sono pieno di abitudini e gesti che non so dove mettere. Perché, soprattutto dopo la morte di Mirtilla, concretamente – negli orari, nei vincoli, nel modo di gestire e posizionare il corpo, nei soldi necessari per occuparci dei suoi acciacchi da 17enne – io vivevo per lui. È così che si sente un pensionato, vorrei dire stamattina, girando per casa senza più niente da fare. Inutile, seduto in mezzo al vuoto. Prendermi cura di te, soprattutto in quest’ultimo anno, è stato il mio primo pensiero. Un lavoro, martellante, faticoso, struggente, il solo a cui mai mi sarei voluto sottrarre. I tuoi occhi sono stati la cosa più bella del mondo, fino all’ultimo istante. Sei stato così pazzo e dolce, e fuori controllo e buono, così bello da avere addosso. Ora corri sui tetti, ruba dai piatti, salta ovunque e arrampicati sulle spalle come quando le tue zampine erano inarrestabili. Ora tutto ricomincia, s’illumina, e diventa fatato. Io, nel frattempo, cercherò di ricordare a tutti che anche questa è una famiglia. Ti amo per sempre Popo: tu e tua sorella mi avete permesso di guarire l’infanzia.
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2 months ago
“Voglio solo che si scriva di me come di un artista normale”, chiedeva Robert Mapplethorpe. E sarebbe bello se potesse sapere che siamo qui a farlo, nell’anno in cui avrebbe compiuto 80 anni ❤️ Sul @corriere di oggi il mio racconto della visita alla bella mostra di @palazzorealemilano catalogo @marsilioarte
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2 months ago