Sofia Salvatori

@sofia.slvtr

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Ieri mi sono bendata e sono rimasta in ascolto sotto la pioggia per mezz’ora. Non so perché. Si stava bene. Qualcosa al buio è successo anche un po’ di tempo fa, quando ho concluso la residenza “Dialoghi dal Sottosuolo” guidando un’esperienza dedicata alla percezione nel buio. Un invito a perdere il controllo della vista e riorganizzare temporaneamente i sensi come atto di vulnerabilità condivisa. _____ Grazie a @vsafestival @_pollinaria @tab_zine e a tutti i corpi che mi hanno accompagnato in questo progetto. Prima sotto, scendendo insieme nelle grotte abruzzesi, poi sopra, domandandoci quanti modi di sentire possiamo sperimentare. ——— “Tuning for relationships. Pratiche di speleologia somatica” Video Sound Art Open Call 2025 — Dialoghi dal sottosuolo [a cura di Francesca Colasante in collaborazione con Pollinaria e TAB | Take Away Bibliographie] _____ Foto di Chiara Finelli @fiinelli
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4 months ago
. La fanzine 𝘋𝘪𝘢𝘭𝘰𝘨𝘩𝘪 𝘥𝘢𝘭 𝘚𝘰𝘵𝘵𝘰𝘴𝘶𝘰𝘭𝘰 condivide il titolo dell’Open Call e residenza della XV edizione del festival @vsafestival , a cura di Francesca Colasante. in collaborazione con @_pollinaria e TAB | Take Away Bibliographies. Questa piccola produzione editoriale restituisce e approfondisce alcune riflessioni e suggestioni emerse durante i giorni di residenza a Pollinaria nell'agosto 2025 tra i e le partecipanti a partire dal progetto “Tuning for relationships. Pratiche di speleologia somatica” di Sofia Salvatori, vincitore dell'Open Call di quest'anno. La fanzine è stata immaginata collaborativamente dai e dalle partecipanti alla residenza seguendo l’invito metodologico di TAB_zine durante i giorni di residenza e nelle settimane successive; è stata prodotta da Video Sound Art per la XV edizione del festival “Never Ground”. Il “sottosuolo” durante la residenza ha rappresentato un'opportunità per riposizionarsi nel mondo, tra storie di scienza e narrazioni mitiche: scendere in grotta ci ha permesso di aprirci al caso e all’imprevisto, mescolando nuove conoscenze somatiche con costellazioni rizomatiche di spunti e riferimenti bibliografici. Questa fanzine rappresenta dunque un viaggio collettivo e non lineare attraverso le fonti scambiate tra le partecipanti alla residenza verso il centro della terra, a cui il lettore e le lettrici sono invitate a prendere parte. 👆La fanzine può essere scaricata al link in bio di TAB. Hanno partecipato alla residenza @sofia.slvtr , @adele_dipasquale , @cfr_a , @lauralamonea , @federica.trg , Gaetano Carboni, Letizia Scarpello, @ritaduin , @andreadamoreespanso . TESTO INTRODUTTIVO Francesca Colasante BIBLIOGRAFIE "Scendere" di Sofia Salvatori, "Filtrare" di Adele Dipasquale "Sgusciare" di Sofia Salvatori "Bruciare" di Adele Dipasquale "Espandersi" di Francesca Colasante , Rita Duina , Letizia Scarpello, Adele Dipasquale, Sofia Salvatori ART DIRECTION & GRAPHIC DESIGN Sofia Salvatori EDITING E CURATELA FANZINE TAB | Take Away Bibliographies
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4 months ago
Tornare a casa. Sentirsi a casa. Quella in cui sono cresciuta, quella da cui mi allontano, ma che poi torno sempre ad abbracciare. Dentro casa propria c’è spazio per costruirne tante altre, sai? ___________ Estratti dal laboratorio “Qui è Casa — Pratiche somatiche per l’abitare” Organizzato nell’ambito di Borgofuturo Social Camp @borgofuturo Sant’Angelo in Pontano (MC) Luglio 2025
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8 months ago
OGGI È STARE, RIPOSARE, CIONDOLARE TRA GLI ANGOLI DI QUESTA CASA. Un laboratorio organizzato con @fiinelli nell’ambito di Àprile Festival 2025 @aprile.festival === La prossima volta che entri in casa, chiediti: Quanto mi sento liber* dentro casa? Quanto mi sento liber* di muovermi, giocare, godere del mio tempo, far nulla qui? Nell’attuale scenario iper-produttivo abbiamo sempre più bisogno di morbidi rifugi in cui giocare e ritrovare noi stessi. Spazi dove sentirsi liberi di usare il proprio corpo per sperimentare e agire politicamente attraverso piccole azioni di disobbedienza. Il laboratorio “Oggi è stare, riposare, ciondolare tra gli angoli di questa casa” propone pratiche di consapevolezza corporea e attivazione sensoriale nello spazio domestico, per celebrare il riposo e attribuire nuovi valori ad angoli dimenticati. === Grazie a Casa Invento per averci accolto in uno spazio intimo dove improvvisare insieme; grazie a @paolo_set per averci cullato tra suoni delicati; e grazie mille a chi ha partecipato per la curiosità e il gioco condiviso!
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1 year ago
Non cercare: inciampa nelle cose camminando.
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1 year ago
A line is a dot that went for a walk. Un punto si è messo a camminare lungo il foglio e noi l’abbiamo accompagnato nel percorso, ascoltando i nostri corpi e l’ambiente, tracciando linee di respiro, di sguardo, di movimento lento e di contatto. Tessendo un legame tra segno e pratiche somatiche, il laboratorio cerca di ridefinire l’estetica come esperienza sensoriale della percezione, il cui campo originario non è l’arte ma la realtà, la natura corporea e materiale. Rallentando il ritmo e partendo dal basso, è possibile imparare nuovi modi di stare insieme e affidarsi all’imprevedibilità di un processo, senza individuare obiettivi prestabiliti. Questo approccio può aiutarci a immaginare progettualità legate intimamente al contesto e alle persone che lo abitano. Grazie a tutti i partecipanti! Workshop organizzato nell’ambito di: "Laboratorio Sociale. Progettazione sociale ed europea per il territorio", a cura di Scuola di Giurisprudenza (Università di Camerino) 05 marzo 2024
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2 years ago
Le mie mani pensano meglio.
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2 years ago
Tornare a casa per me significa lasciarsi stringere dalle ruvide braccia di un’antica signora. Vestita di fango e bosco, nessuno la ricorda nascere dal mare, eppure le sue ossa conservano antiche tracce di alghe e conchiglie. È cresciuta in un placido mare 200 milioni di anni fa, aspettando che le sue gambe si facessero abbastanza robuste da sollevarla. Grata agli abitanti marini che le avevano dato vita, salutava le acque per incontrare l’aria. Saliva, saliva, spinta da una forza ctonia, ballava e si contorceva. Dondolava le ginocchia, ruotava i fianchi, stringeva le spalle e strizzava gli occhi al sole. Gli anni tracciavano solchi del tempo sul viso e il suo corpo roccioso si alterava, felice della sua forma mutevole. Quando le acque di un fiume le vennero incontro curiose, riconobbe in loro un volto familiare e si lasciò toccare. Le correnti scavarono lentamente il suo grembo perché quello spazio materno mi facesse da casa. È in questo spazio, l’Alta Valle del Potenza, che sono nata e cresciuta, facendo per la prima volta conoscenza con il mio corpo attraverso l’ambiente che lo ospitava. Io, insieme agli altri corpi che abitano questo luogo, ho formato il paesaggio e il paesaggio ci ha formato. [Dalla mia tesi "Carsismo somatico. Per un’intima assimilazione del paesaggio”]
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2 years ago
Cosa rende il tempo in grotta indefinito? Il buio, direi. Non basta, qualcos’altro congela le ore invitandomi alla decelerazione: una diffusa immobilità così estranea al ritmo del nostro divenire. [dalla mia tesi “Carsismo somatico. Per un’intima assimilazione del paesaggio”] —— Dissotterrando ricordi di: Grotta Caprelle (Sefro), Grotta a Male (Assergi), Grotte di Frasassi (Genga)
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2 years ago
Cartare. Memorie di donne nella città della carta Cartare racconta il ruolo delle donne nelle Cartiere Miliani di Fabriano. A partire dall'Archivio storico curato dalla Fondazione Fedrigoni Fabriano e dalla tesi del 1997 di Renata Armezzani, il progetto vuole contribuire alla memoria collettiva attraverso racconti personali. Il contatto diretto con la comunità locale ha portato alla luce nuove fotografie e testimonianze, che sono state raccolte in sezioni tematiche. Il raccoglitore è un progetto aperto che si propone di crescere nel tempo, per raccontare una trama di valore comunitario sempre più intricata. Cartare investigates the role of women in the Cartiere Miliani paper company in Fabriano. Starting from the historical archives curated by the Fondazione Fedrigoni Fabriano and Renata Armezzani’s 1997 Master Thesis, the project gives shape to collective memory through personal stories. Direct contact with the local community brought to light new photographs and stories, collected in thematic sections. Though as an open project, the binder book aims to grow over time and build an increasingly tangled narration. Special thanks to Renata Armezzani, @fondazione_fedrigoni_fabriano , Archivio Casella, @bibliotecafabriano @lazione_fabriano and to all the people who supported us and gave us their memories: Carlo, Cecilia, Celeste, Cinzia, Clara, Daniela L., Daniela P., Daniele, Debora, Elvira, Enrico, Ester, Francesca, Giampaolo, Giancarlo, Gianni, Giovanni, Giustina, Ianita, Isia, Ivana, Livia, Manlio, Marco, Maria Elisa, Maria G., Maria Luisa, Maria R., Mario, Martina, Mauro, Micaela, Natalina, Paola M., Paola P., Pierina, Piero, Riccardo, Rita, Romina, Rosella, Sandra, Sandro F., Sandro M., Semmina, Sergio, Terenzio, Teresa. Project by Michele Biondi, Lucrezia Caon, Sofia Salvatori Project supervised by @mauro_bubbico @isiaurbino Printed in June 2022 Font in use: Basier by @atipostudio . . . . . . . . . #fabriano #fabrianopaper #fabriano1264 #fedrigoni #fedrigonipaper #paper #carta #cartare #cartieremiliani #editorial #bookdesign #isia #isiaurbino
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2 years ago
He pointed at a little pond. Someone was leading bubbles in a molecular dance. We dipped our eyes in the water and met the actors: agile insects wearing water shoes to enact macroscopic atoms colliding and bouncing in a never-ending flow.
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3 years ago
It was in the forest, the air became fresher, we took off our shoes and walked in iced water, reaching fast a dry place to feel warm again. We found a little cave, where tears of lonely minerals have softened the surface. We dwelled in it, turned off the light torch, and felt pioneers on this planet.
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3 years ago