📝 Know your friends. Appunti dalle Utopiadi 2026
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👀 Condividiamo alcuni appunti sulle giornate di febbraio a Milano: apertesi con la contestazione al passaggio della fiaccola olimpica giovedì 5, la liberazione dell’ex PalaSharp (ora PalaUtopiadi) dal 6 all'8, la manifestazione popolare di San Siro venerdì sera e il corteo nazionale di sabato 7. In un’ottica di rete ed ecologia organizzativa del movimento, non ripeteremo quanto hanno già scritto in altri contenuti da diverse collettività in questi giorni: @zam_zona.autonoma.milano , @napolimonitor , @le.sberle , @glomeda.marche , @milano_ape , @mountain_wilderness_italia – oltre che naturalmente il comunicato che abbiamo scritto assieme al resto del @c.i.o.2026 pubblicato domenica 8.
Contributi fondamentali che compongono il discorso politico e pubblico che abbiamo cercato di portare in questi anni e che colleghiamo al ciclo di piazze e mobilitazioni apertesi, a livello locale, con lo sgombero del Leoncavallo, e, a livello nazionale, con gli scioperi per la Palestina dell’autunno.
Proveremo a descrivere le Utopiadi e le piazze del 5-8 febbraio con alcune parole e concetti chiave, che ci possono aiutare a spiegarne ulteriormente il senso e approfondirne alcuni tratti con lo sguardo già rivolto a domani.
(Foto: @infynite_ credits)
Domenica 17 Maggio a Pianoterra presentazione e proiezione del documentario “L’ultima neve - Appennino terremotato e conflitti in alta quota” e mostra collettiva riguardo l’impatto dello sci alpino e delle olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sui territori montani e urbani.
Ore 18:30: apertura e inaugurazione esposizione
Ore 19:30 aperitivo a prezzi popolari
Ore 20:30: inizio proiezione e dibattito
Il documentario, realizzato da Veronica Machiavelli e Cecilia Fasciani, racconta le trasformazioni e le resistenze nei territori montani dell'Appennino colpiti dal sisma del 2016-17, evidenziando i conflitti ambientali, sociali e politici intorno agli investimenti sulle infrastrutture sciistiche.
Durata 34 minuti, anno 2025.
Saranno presenti gl* attivist* di Emidio di Treviri e Osservatorio Conflitti ambientali - Cratere (CDCA-Abruzzo) [produttori del documentario] e A.P.E. Milano.
La mostra collettiva:
1️⃣ Saranno esposte le tavole di Michela Vanda Caserini, ricercatrice e illustratrice, che ha curato un racconto visivo a carattere di inchiesta sull’impatto ambientale delle infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali nei paesaggi montani. Utilizzando il disegno a mano come strumento di analisi e racconto critico, denuncia processi di trasformazione e di progressivo depauperamento ambientale indotti dagli interventi infrastrutturali.
2️⃣ Sarà esposta una versione stampata del progetto Tracce che avrà come soggetto i comprensori sciistici dell’Appennino centrale. Tracce è un catalogo visuale che raccoglie immagini satellitari scattate durante le stagioni sciistiche dal 2016 al 2026. Le immagini hanno come soggetto le stazioni sciistiche situate al di sotto dei 2000 metri di quota, territori tra i più esposti all'aumento delle temperature.
3️⃣ Saranno esposti i lavori realizzati dagl* student* del triennio di fotografia di CFP Bauer - Afol Metropolitana che negli scorsi due anni hanno partecipato ad “Atlante Olimpico”, un laboratorio a cura di Studio Figure sull’impatto dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 sul paesaggio e sull’immaginario della città.
Venerdì 15 maggio
**Lunga vita alle librerie indipendenti!**
Tavola rotonda su presente e futuro delle piccole librerie indipendenti e delle biblioteche pubbliche a Milano con: @librerialesmots , @scamamu e blog bibliotecaria.noblogs.org
Segue: concerto di @conserere_lab
Ore 19:30 cena a prezzi popolari
Ore 20:30: inizio tavola rotonda e dibattito
Ore 22:30: concerto Conserere Ensemble
La vicenda di Les Mots, che ha rischiato di chiudere per l’insostenibilità dei costi di affitto per le piccole librerie a Milano e in particolare nei suoi quartieri “riqualificati”, rivela molto delle conseguenze nefaste della finanziarizzazione delle città anche per i luoghi della cultura indipendente e pubblica nel territorio metropolitano.
Allo stesso tempo, la annunciata chiusura della più grande biblioteca pubblica di Milano, la Sormani, nello stesso periodo in cui lavoratrici e lavoratori del comparto chiedono chiarezza su gestione e natura della futura BEIC (che getta a sua volta un'ombra sull'avvenire della biblioteca di Calvairate), rende la questione del patrimonio bibliotecario comunale un punto di domanda aperto su cui interrogarsi e ingaggiare battaglia.
9 MAGGIO - SAN SIRO LIBERATO / GIÙ LE MANI DA SAN SIRO / programma
Una giornata di sport popolare, musica e convivialità, informazione, dibattito e condivisione di ragionamenti su un modello di città che non è solo “possibile” ma “necessario”.
Ore 10.30 ritrovo al Parco dei Capitani a seguire pranzo a Spazio Micene (via Pinelli) e nel primo pomeriggio in Piazza Selinunte assemblea pubblica con interventi e dibattito aperto e tanti tanti giochi!
Chicca speciale della giornata >>> Al Parco dei Capitani e in piazza Selinunte verranno esposte e allestite le stampe “Milano Horror Stories” by @hurricaneivancomix
📌 Sabato 9 maggio: la partita non è finita!
Una giornata di sport popolare, musica, convivialità, informazione, dibattito e condivisione di ragionamenti su un modello di città che non è solo “possibile”, ma “necessaria”.
Stadio Meazza e quartiere popolare di San Siro, due temi solo apparentemente diversi e invece accomunati dalle stesse dinamiche speculative e dagli stessi obiettivi: rendere Milano sempre più esclusiva ed escludente, sempre più ostile ai suoi abitanti.
Lo stadio, un importante asset immobiliare di proprietà pubblica, ceduto assieme alle aree adiacenti per due spiccioli ai fondi speculativi proprietari dei club che vogliono realizzare l’ennesimo mega centro commerciale, strutture di ristorazione e intrattenimento e uffici (una operazione di finanza immobiliare: il vero obiettivo di tutta l’operazione).
Il quartiere popolare di San Siro, lasciato intenzionalmente in stato di profondo degrado, senza manutenzione (né ordinaria, né straordinaria), se non in piccole “operazioni di facciata”, minacciato da progetti speculativi privati attraverso i quali si vuole cancellare l’edilizia residenziale pubblica, rimpiazzata solo in piccola parte dal “social housing”, che di “sociale” non ha nulla, per fare spazio a nuovi caseggiati privati, con una vera e propria “sostituzione sociale” della popolazione residente.
Una dinamica già in atto a San Siro, come al Giambellino, Corvetto e in molti altri quartieri popolari di Milano e non solo, con strumenti repressivi di portata mai vista prima.
Ma la partita non è ancora finita.
Ore 10:30: ritrovo al parco dei Capitani.
Esposizione stampe da "Milano Horror Stories" (@hurricaneivancomix )
Pranzo condiviso e a seguire, ci sposteremo in piazza Selinunte.
Giovedì 14 maggio presentazione del libro Carte irrequiete. La memoria dei movimenti (@eleuthera_libriliberi 2025)
Con: Lorenzo Pezzica (autore), @archivioviaavesella di Bologna, @laboratoriolapsus
Ore 18:30: porte aperte
Ore 19:30 cena a prezzi popolari
Ore 20:30: inizio presentazione e dibattito
Eludendo lo sguardo ordinatore dello Stato, si è affermata una moltitudine di archivi scomposti, fluttuanti e sempre in movimento che con il loro sguardo dal basso rappresentano un’archivistica in cui il metodo è più un’attitudine che un comandamento.
Attraversati da dinamiche molto poco archivistiche che ignorano protocolli, titolari e fascicoli, questi archivi «anomali» sono i protagonisti di una liberazione di ampia portata capace di configurare una memoria veramente collettiva. Storicamente, la «natura» dell’archivistica rimanda alla concezione gerarchica propria degli archivi di Stato, monoliti ammantati di rigore giurisprudenziale e modellati su esigenze di centralizzazione che hanno profondamente influenzato la dottrina e la prassi tradizionali. Tuttavia, a partire dalla seconda metà del Novecento è esplosa una varietà di forme archivistiche inedite e orizzontali che mettendo al centro gli individui e le comunità, a discapito delle istituzioni, hanno operato un ribaltamento di prospettiva rivoluzionario. E così, scorrazzando felicemente fuori da steccati disciplinari troppo rigidi e incapaci di contenerli, questi archivi liberati – non solo «dei movimenti sociali» ma anche «di comunità», «partecipati», «living archives» – hanno messo in discussione con le loro carte irrequiete l’idea stessa di un sistema archivistico governato dall’alto, giocando un ruolo decisivo nella costruzione di una memoria «altra».
Un allargamento radicale dell’idea di archivio che senza rinunciare a un orizzonte disciplinare propone un’archivistica al passo con i tempi: trasversale, partecipativa, aperta al dialogo e immersa nella società.
Torniamo con un nuovo appuntamento di raccolta fondi la domenica 10 maggio dalle 18:30 a Piano Terra (via confalonieri 3) per un aperitivo libanese e un cinesenzaforum!
Il programma prevede:
18.30 · Aperitivo con cibo libanese
20.00 · Proiezione del documentario “The Lebanese Rocket Society: the strange tale of the Lebanese Space adventure” (1h33m)
Il film sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli.
L’evento è aperto a tutt* ed è gratuito.
Nessun obbligo di tessera o sottoscrizione.
Posti limitati per la proiezione e cibo fino ad esaurimento...arrivate presto!
Come sempre, tutti i ricavi della serata andranno all’associazione libanese @foodblessed e alla loro campagna di supporto per gli sfollati del sud del Libano e di Beirut a causa dell’aggressione israeliana.
La nostra donazione consentirà di offrire un sollievo immediato, tra cui cibo, acqua, prodotti per l’igiene, oltre a coperte, tende e materassi per dormire.
Ti aspettiamo! ❤️🇱🇧💚
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We’re back with a new fundraising event on Sunday, May 10th, from 6:30 PM at Piano Terra (Via Confalonieri 3) for a Lebanese aperitivo and movie night!
The program includes:
6:30 PM · Aperitivo with Lebanese food
8:00 PM · Screening of the documentary “The Lebanese Rocket Society: The Strange Tale of the Lebanese Space Adventure” (1 hour and 33 minutes)
The film will be screened in its original language with subtitles.
The event is open to all and free of charge.
No membership or subscription required.
Seating is limited for the screening, and food is available while supplies last...arrive early!
As always, all proceeds from the evening will go to the Lebanese association @foodblessed and their campaign to support those displaced by Israeli aggression in southern Lebanon and Beirut.
Our donation will provide immediate relief, including food, water, hygiene products, as well as blankets, tents, and sleeping mats.
See you there! ❤️🇱🇧💚
Le Olimpiadi più ecosostenibili della storia sono state un fallimento totale.
Fondate sullo sfruttamento lavorativo (nel settore edile, alberghiero, “volontari”) e sulla speculazione edilizia, hanno devastato il territorio montano.
Il comune di Milano svende il territorio ai privati per eventi inutili, noi rivendichiamo studentati pubblici, impianti sportivi e case per tutt*.
Contro l’eredità di cemento e della miseria programmata, ci riprendiamo i nostri spazi.
Today we fight and dance! ❤️🔥
I triangoli delle larghe intese - Sala-Salis-Lo Russo e Fontana-Bucci-Cirio, rispettivamente sindaci dem di Milano-Genova-Torino e presidenti di destra di Lombardia-Liguria-Piemonte - aveva appena finito di richiedere a gran voce la candidatura del fu “triangolo industriale” per le Olimpiadi 2036 e/o 2040: rispolverando lo slogan delle “Olimpiadi diffuse-e-quindi-sostenibili”, confermavano la tendenza bulimica da grandi eventi come corollario di una economia urbana fondata sul connubio tossico turismo-privatizzazione delle città.
Peccato che pochi giorni dopo sia arrivata la richiesta da parte di Fondazione Milano-Cortina di ulteriori 310 milioni, per un buco di bilancio generato da 230 milioni di maggiori costi e 80 milioni di minori introiti. A coprirlo, gli enti pubblici soci della Fondazione di diritto privato: la Lombardia 60 milioni, Il Veneto fino a 40, il Trentino 20, Alto Adige 5. La Fondazione ha già speso oltre 2 miliardi.
Nel conteggio del buco (leggi “debito pubblico”) non sono inclusi gli extra-costi, le opere realizzate (meno della metà), avviate o anche solo programmate (la maggioranza), con l’ultimo cantiere, ricordiamolo, con fine lavori prevista nel 2033 a Vercurago; queste sono a carico di SiMiCo e Anas, per un costo totale opaco che oscilla tra i 5 e i 7 miliardi. E a mancare sono anche i 328 milioni dati in gestione a un commissario straordinario per le paralimpiadi, Giuseppe Fasiol (dovevano costare solo 60 milioni), stanziati dal decreto Sport 2025.
La legacy promessa da Malagò e dai vertici politici ha significato e comporterà per anni costi ed extracosti aggiuntivi a discapito di spesa pubblica e politiche sociali, opere imposte e dannose, consumo di suolo e devastazioni ambientali, un massiccio trasferimento di ricchezze dal basso verso l’alto, territori e quartieri ridotti a vetrine del marketing e merci a uso e consumo di un turismo sempre più ad alta capacità di spesa. Metterla in discussione dove possibile, come nel caso del Villaggio Olimpico di Porta Romana, significa inceppare i meccanismi di privatizzazione e speculazione che permetterebbero ai prossimi Giochi olimpici di abbattersi nuovamente su di noi.
SABATO 18 APRILE | CORTEO ANTIFA CONTRO IL REMIGRATION SUMMIT | ORE 14 PIAZZA DEL TRICOLORE
Il 18 aprile i fascio leghisti si ritroveranno a Milano per tentare di svolgere una nuova iniziativa a sostegno del progetto di deportazione, apartheid e arresti razziali di massa - la famosa "remigrazione" ormai al centro dell'agenda politica dell'estrema destra euro-USA e globale.
Mentre le opposizioni dem non sanno fare altro che rivendicare la loro gestione del "problema immigrazione" - che in trent'anni ha aperto la strada alle destre nazionaliste, a colpi di CPT/CIE/CPR, zone rosse, accordi con la Libia ed esternalizzazione delle frontiere in "paesi terzi sicuri" che violano puntualmente i diritti umani, soprattutto delle persone migranti -, l'opposizione sociale antifascista si riconvoca un anno dopo la grande piazza del 17 maggio 2025 per dire ancora una volta che leghisti, fascisti, xenofobi e sessisti non sono benvenuti, a Milano come ovunque. A maggior ragione, non possiamo accettare la concessione di questa marcetta nera sullo stesso percorso in cui sfila ogni anno dalla Liberazione il grande corteo popolare del 25 aprile.
Sabato 18 aprile: due piazze si muoveranno insieme per accerchiare piazza Duomo e i topi di fogna verde-nero e il loro capetto Salvini. Noi parteciperemo al concentramento delle ore 14 in piazza Tricolore.
🏟 La “questione San Siro” oltre i processi: un discorso politico sullo scontro in corso
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Martedì 31 marzo la Procura ha aperto una nuova inchiesta sulla vendita del Meazza a Inter e Milan da parte del Comune di Milano. Nel registro degli indagati ci sono 9 celebri personaggi del potere politico a Milano. I reati contestati e ipotizzati sono quelli di turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Non sappiamo quale sarà l’esito giudiziario e non ci esprimiamo in merito. Però mettiamo da subito in luce due elementi squisitamente politici: la privatizzazione della pianificazione urbanistica implica da un lato la subordinazione dell’interesse pubblico agli interessi privati dei fondi multinazionali d’investimento immobiliare e dei grandi capitali nazionali e internazionali; dall’altro lato comporta la rinuncia del pubblico a pianificare lo sviluppo urbano. Al di là dei risvolti giudiziari, questo ha condotto a Milano a porte girevoli e a una connivenza strutturale tra gli uffici comunali dell’urbanistica e dell’edilizia, le società di gestione del risparmio che vi si interfacciano per conto di opachi fondi d’investimento e alcuni grandi studi legali e d’architettura privati.
Dal nostro punto di vista, ciò che rappresenta la svendita e deprivazione della Città pubblica, denunciata da movimenti e comitati è precisamente il valore inferiore al prezzo del mercato immobiliare cui è stata concessa l’area dello stadio, elemento ricorrente in tutte le grandi operazioni “rigenerative” (leggi: speculative) di questi anni, a partire dall’affaire degli ex scali ferroviari. Paradosso (solo apparente: siamo in regime capitalista) vuole dunque che agli stessi grandi soggetti finanziari privati che determinano una spirale al rialzo senza fine del costo di mattone e diritti edificatori, quindi dell’accesso all’affitto e in definitiva alla città, vengano concessi privilegi d’acquisto e prezzi ribassati.
Per uscire dalla cronaca giornalistica e giudiziaria, pubblichiamo un’analisi politica scritta nei mesi scorsi.
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📌 11.04 | Serata in solidarietà con l’ex CAAB: la lotta per la casa non è un crimine, una necessità!
Lo sgombero è sempre un atto di guerra contro la popolazione interna.
Dopo l’operazione Robin Hood contro il comitato Giambellino, accogliamo con felicitazione la notizia della sentenza di assoluzione delle 75 imputate del comitato di Padova (di cui abbiamo parlato qui) lanciamo una campagna in solidarietà al Comitato Autonomo Abitanti Barona..quando un processo si chiude un altro si apre.
Partendo dal libro Sgomberi Dolci, vi invitiamo sabato 11 aprile a un momento di confronto libero sul diritto alla casa e alla città.:
Ore 18 – aperitivo e mostra fotografica antiolimpica a cura di @je.giulia
Ore 19 – inizio discussione con l’autrice @manucencetti
22:30-2 dj-set electro e tekno con:
@mat_diouf@0_.shroom._0@cosimo.verga@chiaramartiinelli
Tutto il ricavato andrà a supporto dell* imputat* dell’ex CAAB