La matita è un oggetto così presente nella quotidianità da essere spesso sottovalutato, ma che rappresenta un’estensione del pensiero: dalla mente alla mano, le idee prendono forma attraverso la grafite.
Il progetto prende ispirazione dal manifesto della Blackwing, le matite qui soggetti della ricerca. La ditta riflette su come la scrittura manuale e gli strumenti analogici siano sempre più lontani dalla routine contemporanea, sostituiti da schermi, notifiche e stimoli continui. In questo panorama digitale, la matita diventa quasi una controtendenza, simbolo di un processo creativo più lento e duraturo.
In camera oscura ho impressionato dei fiori su carta politenata e, dopo vari tentativi, ho iniziato a frammentarli creando una sequenza: il fiore inizialmente integro si decompone progressivamente, con petali e pistilli sparsi sul foglio. Questo processo è accompagnato dal consumo della matita, che assottigliandosi simula l’atto del disegnare.
Per rendere il risultato più vicino all’idea del segno grafico, ho invertito i negativi in positivi, trasformando il bianco in nero e viceversa.
ringrazio i miei assistenti
@emilbovey@lorenzo.vitalii ❤️