25 APRILE, TORINO.
Dalle 15 ai giardini reali dibattiti, concerti, djset.
A partire dal libro “Sgomberi dolci” (Eris 2026), un confronto con Manu Cencetti su Torino città in guerra, divisa tra zone ad alto valore economico-strategico e zone di scarto, da governare militarmente, tecnologicamente, e in forma umanitaria. Lo sgombero di chi è considerato inutile o d'intralcio, promosso da destra e sinistra, è una guerra quotidiana contro una parte degli abitanti.
Quella braccata dalla polizia, dai controllori della GTT, dai video e dalle ronde cittadine, dai progetti di innovazione sociale. In una città che traccia i propri confini quartiere per quartiere, strada per strada, campo dopo campo - centro turistico e grandi eventi, fabbriche di morte e datacenter, tornelli e checkpoint - i poveri "cattivi" non devono trovare casa.
Quali forme di solidarietà e autodifesa si possono ricostruire contro sgomberi e sfratti?
Con una mostra fotografica sugli sgomberi delle baraccopoli di Torino negli ultimi dieci anni.
Sgombero è un termine tornato al centro del dibattito politico cittadino dopo i recenti fatti legati ad Askatasuna e a Comala. Ma la pratica degli sgomberi per affrontare situazioni sociali o politiche a Torino è stata utilizzata da tutte le giunte comunali di qualsivoglia partito.
@manucencetti nel suo nuovo libro "Sgomberi dolci" ricostruisce, partendo dalle basi giuridico amministrative ed ideologiche, le vicende dello sgombero delle famiglie rom e non rom dai campi autocostruiti sulle rive della Stura durato più di un decennio, il primo definito in Italia "umanitario".
Con un lavoro meticoloso l'autrice ripercorre gli intrecci tra politica, governo/prefettura e terzo settore che hanno permesso di mascherare un'operazione basata sul razzismo ideologico e l'espulsione di popolazioni "in eccesso" nella città.
Ne discutiamo assieme all'autrice e ad Enrico Gargiulo giovedì 12/3 dalle 18:30 in poi al CSOA Gabrio di via Millio 42
Sgomberi Dolci. La violenza contro chi vive in campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative, di Manu Cencetti, è arrivato in questi giorni in libreria.
Con questo titolo portiamo avanti una riflessione fondamentale sul diritto all’abitare, un’emergenza ormai totale che colpisce senza più persone, in città sempre più escludenti trasformate in zone rosse, dove se non puoi pagare, se non sei la tipologia di cittadin* desiderat*, sei inesorabilmente buttat* fuori.
E mente noi parliamo, mentre il libro andava in stampa, altre famiglie sono sotto la minaccia di sgombero, altri campi verranno distrutti senza fornire alcuna soluzione alternativa, altre famiglie saranno sfrattate, altre occupazioni abitative saranno smantellate.
Preparatevi, perché siamo già al lavoro sulle prime presentazioni e sappiamo quanto è urgente parlarne e confrontarsi.
Quando Manu Cencetti ci ha proposto il suo saggio per la collana BookBlock abbiamo subito capito quanto era importante e quanto centrava due dei temi principali di questo macro periodo: il diritto all’abitare e il colonialismo interno, di cui troppo spesso siamo complici e che abbiamo così tanto interiorizzato da non provare neanche a criticizzarlo.
Il suo saggio racconta anni di lotte, migliaia di persone coinvolte, una violenza istituzionale e istituzionalizzata totale, allo stesso tempo nelle sue parole non troverete solo la rabbia, ma anche la gioia della lotta, della solidarietà, il creare nuove alleanze e complicità.
Il libro è già in stampa, non vediamo l’ora di portarlo in giro e parlarne, perché nel mentre gli sgomberi e gli sfratti continuano, incessanti, le città si stanno trasformando in zone rosse e l’aria si è fatta davvero pesante. 🔥🔥🔥
Oggi vi parliamo del primo BookBlock in uscita in questo 2026: Sgomberi Dolci. La violenza contro chi vive in campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative, di Manu Cencetti.
L’anno nuovo è iniziato sotto inquietanti auspici, gli stessi con cui si è concluso il 2025: ma se tutto il mondo sta andando a fuoco, è importante non distogliere lo sguardo da quello che accade nelle nostre città, che accade da anni e spesso nel silenzio complice di troppe persone, parliamo di colonialismo interno, di una guerra contro la popolazione povera, quella che non ha la pelle della giusta bianchezza o i giusti documenti, fatta di persone rom e non rom. Quella che vive ai margini, dove riesce a costruirsi una rete sociale, un posto da chiamare casa, e poi viene sistematicamente sgomberata e scacciata, ma sono sgomberi che ci vengono raccontati come etici, fatti per il bene di chi li subisce e che si ritrova senza casa, senza niente. L’autrice ci parlerà principalmente di Torino, ma sono pratiche comuni in tutta Italia, e ci racconterà anche di chi non accetta di subire e basta, delle lotte dal basso, di chi prova a resistere, di chi è senza casa e occupa di nuovo, e di come nella lotta si possano riscoprire complicità e solidarietà, gioia.