THIS IS US! 👋🏻
Migliaia di foto da guardare, selezionare, archiviare: è lì che ti accorgi di chi compare poco perché sta gestendo gli ingranaggi del sistema, o perché schiva l’obiettivo. 🙂
In regia, fuori sala, al telefono, collegati da lontanissimo o concentrati su un dettaglio che non aspetta… le quinte di LMF brulicano di professionisti tanto quanto i palchi.
Un abbraccio a chi c’è e a chi ci sarà! Perché ogni anno siamo di più.
Dietro questi obiettivi 📸:
@barbara_pasquariello_@sgaerz
📝 “Dammi un secondo che prendo un foglio…”
📝 “Ho bisogno di vederlo scritto…”
📝 “Fammi fare uno schizzo...”
In un festival dedicato all’apprendimento e all’intelligenza artificiale, il bookshop è immancabile. E tutti noi continuiamo a sfogliare libri, prendere appunti, disegnare su carta.
Maryanne Wolf, neuroscienziata della UCLA ospite a Modena, lo chiama “cervello bi-alfabetizzato”: la capacità di muoversi con disinvoltura tra pagina e schermo, sapendo cosa chiedere a ciascuno. Il suo lavoro mostra che la lettura su carta attiva circuiti cerebrali più lenti, più profondi, quelli che ci permettono di soffermarci, rileggere, costruire inferenze.
C’è qualcosa di necessario nei gesti più o meno consci: tenere un foglio tra le mani, sentirne il peso, girare una pagina, passarlo a un vicino. E ovviamente nella mano che scrive e traccia, intenta a rallentare il pensiero quel tanto che serve per selezionare, elaborare, trattenere.
🚲
Lavinia Mehedintu, learning architect e co-fondatrice di Offbeat, ha fatto disegnare biciclette ai partecipanti del suo workshop “Learning Architects”. Pedali attaccati alla ruota, catene che collegano punti improbabili: ognuno ha in testa un’idea di bicicletta, ma finché la matita non la mette su carta, quella rappresentazione resta invisibile. Disegnare rende visibile e condivisibile il proprio modello mentale.
Il ritorno all’analogico a cui assistiamo in questo periodo non è tanto nostalgia, ma una necessità di integrazione: capire quando la carta serve e quando lo schermo, e usarli insieme. Il rapporto tra i due è uno dei filoni di ricerca di FEM. Ed ecco perché libri, taccuini e fogli da disegno sono parte integrante del Learning More Festival.
[bookshop di @ubikmodena !]
🔑 La parola chiave per territori “magnetici” la mette sul tavolo Andrea Bairati ai microfoni di @adnkronos_ dopo il panel “Attrarre #talenti: risposte strutturali per la competitività dei territori”: l’hai sentita? È una parola che raramente fa notizia, ma che fa la differenza.
Un approccio controintuitivo e, proprio per questo, urgente.
💫 La scienza dell’apprendimento diventa pratica: in questa quarta edizione abbiamo cercato di connettere il mondo dell’apprendere alle realtà educative, scolastiche e lavorative che affrontiamo ogni giorno.
Abbiamo ascoltato esperienze, scoperto nuove prospettive, stretto nuovi rapporti esplorando il legame tra tecnologia e umanità, innovazione e tradizione.
E ora? L’apprendimento continua.
Continua a seguirci 👀
In February, @nicole_lachenmeier and I had the chance to be at the @learningmorefestival in #Modena — an event by @futureducationmodena dedicated to training, learning and enhancement of human capital.
We shared our #ModularInformationDesign (#MID) approach: a systematic method for working with visual modular “ingredients” — 80 fundamental elements — to create visualizations that don’t just show data, but build understanding during the process.
What made this context special: the audience wasn’t designers. They were educators, researchers, and learners asking how visualization can serve teaching — not just communication.
We talked about why our analog-first approach resonates so strongly in educational settings — slowing down and enjoying the process of visual thinking before going digital or going AI. We also talked about the importance of systematic variation: building multiple versions of the same content is how you develop judgment. And about literacy — you can’t read a chart well if you’ve never tried to build one. And many more 😎
We also shared a first public glimpse of something we’ve been developing quietly: a Modular Thinking approach that goes beyond visualization — why? because we discovered with our teaching of Modular Information Design, that the approach goes much deeper than we thought into critical thinking and problem solving, but more on that later this year 😎
Beyond the sessions: we explored Modena with @fra_gri_ as our guide — a wonderful host and information designer. We visited the atelier of friends and designers. We stood in front of the BlurM3Not installation by our dear friend @matteomoretti ( @sheldon.studio ) — a beautiful example of data gamification.
And yes — a proper Italian 🇮🇹 espresso in the Modena sun ☀️ was non-negotiable.
Grateful for the conversations, the city, and everyone who made this possible.
#informationdesign #MID #ModularThinking #VisualLiteracy #datavisualization
L’information design è la disciplina che sintetizza informazioni complesse attraverso grafica, tipografia e layout per renderle “appealing”, esteticamente interessanti e utili per il pubblico. A LMF26 ne abbiamo parlato con @superdot_studio .
La conoscevi già?
Nel sabato mattina di LMF26, al Cinema Arena, abbiamo fatto una cosa semplice e insieme complicata: abbiamo chiesto a un gruppo di ragazze e ragazzi delle superiori di immaginare il proprio futuro professionale tra competenze STEM, soft skill e intelligenza artificiale nei percorsi formativi e professionali. .
Semplice, perché la domanda è quella che si fanno in tanti. Complicata, perché le risposte oneste richiedono di stare dentro l'incertezza senza scappare — e di trasformarla in bussola.
Insieme a @bper_banca , @erg_now , @inaz_it e @nicolamattina abbiamo ascoltato testimonianze di chi questo cambiamento lo vive dall'interno, ogni giorno. Persone che non avevano risposte definitive, ma strumenti veri. E quella, forse, è già la competenza più importante: sapere che orientarsi è un'abilità che si costruisce, e che il futuro del lavoro si impara anche così — seduti in sala, ad ascoltare chi ci è già dentro. 💡
Il secondo learning show che ha chiuso Learning More 2026 ci lascia le immagini di un cinema pieno, luci soffuse e una domanda che vibra ancora nell’aria: cosa succede quando creatività umana e Intelligenza Artificiale si guardano negli occhi?
Domenica sera al Cinema @arenamodena abbiamo vissuto un vero e proprio esperimento dal vivo. Un concerto teatrale in cinque quadri che ha trasformato parole chiave del nostro tempo in confronto diretto, sorprendente, a tratti spiazzante, guidato dal professor Giorgio Bolondi, con l’interpretazione al pianoforte di Luca Benatti @l.benatti e le risposte generate dall’IA governata da @_mattiacorrado .
Grazie ancora a chi ha vissuto questa esperienza condivisa insieme a noi!
#LearningMoreFestival #modenacittàdeifestival
Si è chiusa ieri la quarta edizione di Learning More Festival. Tre giorni intensi, oltre cento eventi, sale animate da domande, riflessioni, scambi di prospettive sul futuro dell’apprendimento e sui nuovi approcci che sono necessari per navigare nel presente. Ecco alcuni scatti degli eventi di domenica: grazie a chi ha partecipato, a chi ha condiviso competenze, a chi ha scelto di mettersi in ascolto!
#LearningMoreFestival #modenacittàdeifestival
Ieri sera, al @teatrostorchi_passioni di Modena abbiamo vissuto il primo Learning Show di questa edizione con un evento straordinario: in prima italiana, il concerto di @richardgallianoofficiel , tra i fisarmonicisti più influenti al mondo, l’artista che ha portato la fisarmonica in una nuova dimensione musicale, insieme a Vincent Beer-Demander e all’Orchestra dei Mandolini di Modena e Brescia.
Uno spettacolo unico, creato appositamente per Learning More Festival, in cui le composizioni di Galliano, riorchestrate per questa formazione speciale, hanno intrecciato la voce calda della fisarmonica con la trama luminosa dei mandolini, alternando intimità e slanci orchestrali.
Una serata indimenticabile per inaugurare i Learning Show di LMF26!
#modenacittàdeifestival #learningmorefestival
Un’altra giornata piena di energia a Modena, grazie a Learning More! Workshop partecipati, interventi che hanno acceso il dibattito sul futuro dell’apprendimento, momenti di ascolto e confronto che hanno animato il centro di Modena.
Il Festival continua oggi con l’ultima giornata di eventi: c’è ancora tempo per entrare nel vivo delle frontiere dell’apprendimento, incontrare professionisti internazionali e vivere tutti insieme le frontiere dell’apprendimento!
#LearningMoreFestival #modenacittàdeifestival