Adnkronos

@adnkronos_

Notizie allo stato puro. Dal 1963 la prima agenzia di stampa privata d'Italia.
Followers
86.9k
Following
3
Account Insight
Score
63.12%
Index
Health Rate
%
Users Ratio
28989:1
Weeks posts
La quinta giornata del 79esimo Festival di Cannes porta sulla Croisette un’ondata di star. Per il Concorso arriva il cast di ‘Paper Tiger’: il regista James Gray con Adam Driver e Miles Teller, mentre Scarlett Johansson - presente nel film - ha dato forfait. Il thriller familiare di Gray segue due fratelli travolti da un complotto mafioso russo; il film uscirà prossimamente in Italia con 01 Distribution, come confermato da Paolo Del Brocco, l’ad di Rai Cinema. È anche il giorno di ‘El ser querido’ di Rodrigo Sorogoyen, con Javier Bardem. È la storia di un regista celebre e controverso che offre alla figlia un ruolo nel suo nuovo film, riaprendo ferite mai del tutto rimarginate. In arrivo infine Kristen Stewart e Woody Harrelson per ‘Full Phil’ di Quentin Dupieux, proiezione di mezzanotte: una commedia surreale ambientata a Parigi, dove un industriale americano tenta di ricucire il rapporto con la figlia tra cucina francese, un vecchio horror Anni 50 e un cameriere fin troppo invadente.
26 2
7 hours ago
La Spagna è ''dalla parte giusta della storia'' con la sua decisione di non partecipare all'Eurovision data la presenza di Israele tra i concorrenti. Lo ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez in un video pubblicato su X. "Quest'anno non saremo all'Eurovision, ma lo saremo con la convinzione di schierarci dalla parte giusta della storia. Per la coerenza, la responsabilità e l'umanità'', ha detto il premier spagnolo.
463 50
8 hours ago
Se scendere in guerra non è più un’ipotesi remota, con l'Europa che si riarma, e in molte parti del pianeta non lo è mai stato, ci si potrebbe dunque chiedere se le persone siano disposte a combattere in prima persona per il proprio Paese, nel caso in cui ce ne fosse bisogno. C’è un posto dove il no è netto e forte: l’Italia. Un sondaggio, condotto da Gallup International Association (Gia) in 45 Stati in tutto il Mondo, ha chiesto a oltre 46mila persone se sarebbero disposte a impugnare le armi per difendere i confini nazionali, se necessario. Il 78% degli italiani intervistati ha risposto ‘no’, contro una media pari al 52%. A livello generale, i Paesi più propensi sono Armenia (96%), Arabia Saudita (94%), Azerbaijan (88%), Pakistan (86%) e Georgia (83%), mentre per quanto riguarda l’Europa troviamo Finlandia (74%), Ucraina (62%), Albania (60%), Grecia (54%) e Svezia (47%). I meno ‘battaglieri’ a livello mondiale oltre al Bel Paese, sono Austria (62% di ‘No’), Germania (57%), Nigeria (54%) e Spagna (53%).
0 468
10 hours ago
Il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha incontrato all’Avana alti funzionari cubani in un momento di forte tensione tra Washington e il Paese caraibico, aggravato dalla crisi energetica che Cuba attribuisce al blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti. La visita si svolge mentre il Paese affronta blackout fino a 22 ore al giorno e un crescente malcontento sociale legato alla carenza di carburante e al collasso della rete elettrica. Nelle immagini diffuse dalla Cia sui social, Ratcliffe appare insieme alla delegazione statunitense e a funzionari cubani, tra cui Ramon Romero Curbelo, capo dell'intelligence del ministero dell'Interno dell'Avana. Cuba sostiene di aver dimostrato agli interlocutori americani di "non costituire una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti" e di non ospitare "alcuna base militare o di intelligence straniera", respingendo così le accuse di Washington su presunte installazioni cinesi sull'isola. La missione del capo della Cia si inserisce nel quadro del più ampio irrigidimento delle sanzioni deciso dall'amministrazione del presidente Donald Trump, che a gennaio ha definito Cuba una "minaccia straordinaria" per gli Stati Uniti e ha di fatto rafforzato il blocco energetico contro l'isola. Le misure hanno aggravato una già profonda crisi economica: il governo dell'Avana ha ammesso l’esaurimento delle scorte di diesel e combustibile, mentre la principale centrale termoelettrica del Paese, Antonio Guiteras, è ferma per un guasto tecnico. Nelle ultime ore sette province sono rimaste scollegate dalla rete elettrica nazionale e nella capitale si sono registrate proteste spontanee, con cittadini che hanno battuto pentole per denunciare i continui blackout. Washington, intanto, ha ribadito la disponibilità a fornire a Cuba un pacchetto di aiuti umanitari da 100 milioni di dollari in alimenti e medicinali, a condizione che venga distribuito attraverso la Chiesa cattolica e accompagnato da "riforme significative" del sistema politico cubano. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a Nbc che "il popolo cubano deve sapere che 100 milioni di dollari di cibo e medicine sono disponibili immediatamente".
0 7
1 day ago
Il mondo che pensavamo di aver costruito É un mondo che non esiste più. (Dis)Uniti, l’edizione 2026 dei Capri Talks prende il via.
37 0
1 day ago
Prosegue tra segnali contrastanti, aperture diplomatiche e tensioni militari il confronto tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare e sulla crisi in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha aperto alla possibilità di un’intesa con l’Iran sul programma nucleare che preveda uno stop di circa 20 anni alle attività sensibili, pur sottolineando la necessità di “garanzie concrete” sul rispetto dell’accordo. “Vent’anni sono sufficienti”, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo però che “devono essere veri 20 anni” e che l’intesa dovrà includere meccanismi di verifica solidi e vincolanti. Trump ha inoltre definito “molto interessante” la posizione del presidente cinese Xi Jinping sull’Iran, sostenendo che il leader cinese sia “fermamente convinto” che Teheran non debba possedere un’arma nucleare. Secondo il presidente americano, Xi avrebbe anche insistito sulla necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico mondiale. Le parole di Trump arrivano dopo che l'Iran aveva reso noto di aver ricevuto la risposta ufficiale degli Stati Uniti alla proposta avanzata nell’ambito dei negoziati sul nucleare. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, citando fonti iraniane, Washington avrebbe “respinto completamente” il piano presentato dalla Repubblica islamica, segnando un nuovo irrigidimento nel confronto diplomatico. La proposta iraniana includeva cinque condizioni considerate preliminari all’avvio dei colloqui: la fine delle ostilità su tutti i fronti in Medio Oriente, la revoca delle sanzioni economiche, lo sblocco dei beni iraniani congelati, il risarcimento per danni e perdite di guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Nonostante lo stallo, emergono segnali di possibile continuità nel dialogo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato a Nuova Delhi che Teheran ha “ricevuto messaggi” dagli Stati Uniti che indicano la volontà dell’amministrazione americana di proseguire colloqui e interazioni diplomatiche.
0 0
1 day ago
“Contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete”. A protestare è il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti in un intervento nell’Aula della Camera @montecitorio , alla fine del quale si è ammanettato al proprio banco parlamentare. Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, sbloccando la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai, nella maggioranza - ha avvertito Giachetti - nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute. Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia. Ho allora deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”, ha concluso Giachetti.
0 24
1 day ago
La Cina non aiuterà l'Iran, è il risultato che Donald Trump annuncia nella giornata dell'incontro con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Il presidente degli Stati Uniti archivia il meeting con una "vittoria a metà" che potrebbe avvicinare la fine del conflitto con Teheran: la Cina non fornirà equipaggiamenti militari alla Repubblica islamica, pur continuando ad acquistare petrolio dal regime degli ayatollah. Xi Jinping, afferma Trump a Fox News, "ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione", dice il numero 1 della Casa Bianca aggiungendo che il leader cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l'acquisto di petrolio iraniano: "Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo". La chiusura delle Stretto di Hormuz, minacciato dall'Iran e ora paralizzato dal blocco navale americano, condiziona il commercio del 20% del petrolio mondiale. Per la Cina, potenzialmente un durissimo colpo. Non è un caso, però, che l'Iran abbia attuato una mossa a sorpresa proprio in coincidenza della visita di Trump a Pechino. Teheran ha consentito il transito nello Stretto di Hormuz di diverse navi cinesi, come riferisce l'agenzia iraniana Fars: il transito è consentito secondo il "protocollo" stabilito dalle autorità iraniane. In teoria, quindi, la Cina potrebbe avere accesso al greggio iraniano, visto che il blocco americano dovrebbe riguardare solo navi della Repubblica islamica. Nei primi tre giorni di questa settimana circa 18 navi hanno attraversato lo Stretto, un numero superiore a quello della settimana precedente. Prima della guerra iniziata con gli attacchi Stati Uniti e di Israele erano circa 130 le navi che attraversavano ogni giorno lo Stretto, garantendo il trasporto di circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas. Il tema, ovviamente, è centrale per Pechino, interessata ad una ripresa totale dei traffici. Secondo Trump, Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo.
0 3
1 day ago
Festival di Cannes. Edizione 79. Giorno 4. A Cannes c’è grande attesa per l’arrivo di John Travolta che questa sera svela al mondo il suo debutto alla regia dal titolo ‘Volo notturno per Los Angeles’. Un film che nasce dalla passione del divo per l’aviazione, che ha da sempre e che lo ha portato a ottenere la licenza per pilotare numerosi modelli di aerei. E li ha persino pilotati in due film: ‘Senti chi parla’e ‘Nome in codice: Broken Arrow’. A Cannes porta una storia adatta a tutte le età che racconta la storia di un bambino che attraversa gli Stati Uniti con la madre per arrivare a Hollywood. Un viaggio che segna il destino del bambino. Nel film - scritto, diretto, narrato e prodotto dall’attore di ‘Grease’ e ‘Pulp fiction’ e ‘La febbre del sabato sera’ - recita anche la figlia Ella Bleu Travolta. Al Festival, c’è grande attesa anche per ‘John Lennon: The Last Interview’ di Steven Soderbergh. Il documentario ricostruisce l’ultima lunga intervista concessa dal Beatle e Yoko Ono l’8 dicembre del 1980, poche ore prima di essere ucciso. Il documentario propone quasi integralmente l’intervista, arricchita dalle testimonianze dei presenti, e utilizza l’intelligenza artificiale - in collaborazione con Meta - per creare immagini che accompagnano le riflessioni più astratte di Lennon sul passato, sul presente e sul futuro che stava immaginando in quelle che sono state le ultime ore della sua vita. Sulla celebre Montées des Marches, non mancano le dive, come Marion Cotillard per ‘Karma’ e Léa Seydoux per ‘Gentle Monster’.
27 2
1 day ago
Il termometro dell’Europa non segna per tutti la stessa temperatura. Alla minaccia globale e uniforme del cambio di temperature degli ultimi anni, una nuova ricerca dimostra che a decidere chi sopravviverà alle ondate di calore o ai picchi di gelo è, in larga misura, la condizione socioeconomica dei cittadini. Lo studio, guidato dall’Istituto di Barcellona per la Salute Globale (ISGlobal) e pubblicato sulla rivista Nature Health, ha quantificato per la prima volta l’impatto delle disuguaglianze sulla mortalità termica analizzando i dati di ben 32 Paesi europei e 654 regioni diverse. I ricercatori hanno esaminato oltre 161 milioni di decessi avvenuti tra il 2000 e il 2019. In questo arco di tempo, è emerso chiaramente che la temperatura è diventata un fattore determinante per la salute pubblica, capace di colpire in modo sproporzionato le popolazioni più svantaggiate. Blanca Paniello-Castillo, ricercatrice di ISGlobal e prima autrice dello studio, spiega così il lavoro svolto: “Abbiamo analizzato i dati sulla mortalità giornaliera in 32 Paesi europei, includendo più di 161 milioni di decessi tra il 2000 e il 2019, registrati nell’ambito del progetto Early-Adapt, finanziato dal Consiglio europeo della ricerca. Lo scopo della ricerca era valutare come diversi indicatori socioeconomici modifichino la relazione tra temperatura e mortalità nella popolazione europea”. L’indagine evidenzia come la deprivazione sociale agisca come un moltiplicatore di rischio. Fattori quali la povertà energetica, abitazioni fatiscenti con scarso isolamento e un accesso limitato alle cure sanitarie rendono le fasce più deboli estremamente vulnerabili sia al caldo che al freddo. Continua a leggere al link in bio.
0 7
1 day ago
Non una semplice revisione di programmi scolastici, ma un ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società. Così in una nota Il ministero dell'Istruzione e del Merito definisce le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei. Quello che sta facendo più discutere delle "nuove Indicazioni nazionali per i licei presentate dal ministero" è che "non rappresentano una semplice revisione dei programmi scolastici, ma una vera e propria riforma culturale e politica della scuola. Lo dichiara apertamente lo stesso Ministero quando scrive che "non si tratta di una semplice revisione di programmi ma di un ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società". A dirlo, in una nota, è l'Unione degli Studenti che denuncia "la gravità di un impianto ideologico che attraversa il testo e che rischia di trasformare la scuola in uno spazio sempre più gerarchico, selettivo e orientato all’obbedienza piuttosto che alla costruzione di spirito critico, emancipazione e partecipazione democratica". Con il testo licenziato dalla commissione ministeriale e da oggi offerto alla consultazione pubblica e ai diversi stakeholders, si legge in una nota del Mim, l'Italia compie un passo significativo nella ridefinizione del secondo ciclo di istruzione. Infatti, sotto i riflettori, ci sono quelle riguardanti filosofia, dove le opposizioni denunciano l’eliminazione dai programmi di filosofi come Marx, Gramsci e Spinoza. Secondo il capogruppo M5s in commissione Cultura a @montecitorio Antonio Caso "Dietro la retorica dell’aggiornamento si intravede una scelta precisa: restringere il canone, escludere autori come Spinoza e Marx e ridurre lo spazio del pensiero critico nella scuola. Non si tratta di dettagli, ma di ciò che definisce l’idea stessa di formazione delle nuove generazioni. La denuncia che arriva anche dalla petizione di oltre sessanta docenti universitari va in questa direzione: si rischia di spezzare la continuità storica della filosofia, trasformandola in un elenco frammentato di contenuti, scollegati tra loro e privati della loro forza interpretativa".
777 230
1 day ago
Non si può più dare per scontato che gli Stati Uniti rimangano impegnati a preservare l'ordine postbellico e la sicurezza europea, ma nemmeno la Cina si presenta come un'alternativa valida, e l'Europa, per la prima volta, è davvero sola. Lo afferma l'ex premier italiano ed ex presidente della Bce, Mario Draghi, nel suo discorso alla cerimonia di consegna del premio Carlo Magno della città di Aquisgrana, evidenziando che "il mondo che un tempo aiutava l'Europa a generare prosperità non esiste più: è diventato più duro, più frammentato e più mercantilista". "Oltre l'Atlantico, non possiamo più dare per scontato che i garanti dell'ordine postbellico rimangano impegnati a preservarlo", rileva Draghi. "Decisioni con conseguenze profonde per le economie europee vengono prese sempre più unilateralmente, ignorando le regole che gli Stati Uniti un tempo sostenevano. E per la prima volta dal 1949, gli europei devono fare i conti con la possibilità che gli Usa non garantiscano più la nostra sicurezza nei termini che un tempo davamo per scontati". "Nemmeno la Cina offre un'ancora alternativa: sta generando surplus industriali su una scala che il mondo non riesce ad assorbire senza svuotare la nostra base produttiva. E sta sostenendo direttamente il nostro avversario, la Russia", continua l'ex leader della Bce. "In un mondo di partnership in cambiamento, ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata. Per la prima volta a memoria d'uomo, siamo davvero soli, insieme".
0 102
1 day ago