Simone Mattarelli, una storia che attraversa la Brianza e lascia ancora domande aperte.
A Monza arriva #SIMONE – Inchiesta sulla morte di Simone Mattarelli, il podcast dedicato alla morte del 28enne brianzolo trovato senza vita il 3 gennaio 2021 in una fabbrica in provincia di Varese, dopo un lungo inseguimento che ha attraversato anche la provincia di Monza e Brianza. Un lavoro che riapre il racconto, tra dubbi, trasparenza e il tema della sicurezza oggi in Italia.
Le bodycam bastano davvero a garantire veritĂ e tutela?
📍 Venerdì 22 maggio – ore 19.30
📍 Monza, @zeguinamonza
Un incontro per ascoltare, discutere e non archiviare troppo in fretta le domande, anzi, farsene di nuove e utili assieme, con @stefano.vergine (autore del podcast) , Roberta Minotti (avvocato della famiglia Mattarelli) e @martinside (giornalista d’inchiesta).
Aperitivo prima del dibattito, DJ set in coda
Questo non è un rave party (ma quasi)!
In un tempo segnato da un crescente autoritarismo e da nuovi strumenti di controllo e repressione, crediamo che la risposta debba nascere dalla condivisione dei saperi e dall’organizzazione trasversale.
Per questo vi invitiamo a un momento pubblico di confronto e restituzione: parleremo dei decreti sicurezza provando a capirli senza perderci la testa, e soprattutto condividendo timori e possibili vie d’uscita.
Un’occasione per mettere in comune pratiche e strumenti costruiti con diverse realtà dell’attivismo e del giornalismo indipendente.
E poi, dopo aver pensato insieme, si passa anche al resto.
Arte, musica e tarocchi del dissenso per reagire alla repressione!
📍 La polveriera, via santa reparata 12/R, Firenze 🕕 Dalle 18.30
Vi aspettiamo!
@info.nodes@lapolverieraspaziocomune@wishparade.firenze
CENSURA E DISSENSO
Stiamo cercando di mappare i rischi attuali e quelli futuri per giornalist* e attivist* in Italia.
Per farlo, abbiamo bisogno di voi.
Vi chiediamo 3 minuti del vostro tempo per rispondere e far circolare il questionario su repressione e dissenso che trovate in bio.
Il questionario è individuale e anonimo.
Le risposte ci permetteranno di capire su quali prioritĂ muoverci per immaginare insieme a voi nuove strategia di resistenza in tempi di censura e repressione.
Partiamo da un’idea semplice: di fronte ad un crescente autoritarismo che si dota di vecchi e nuovi strumenti di controllo e repressione, la società deve rispondere attraverso l’organizzazione trasversale e l’unione delle lotte.
Parte di questa organizzazione si fonda sulla ricerca di una base teorica per rispondere alla domanda fondamentale: “Come possiamo arrivare ad ottenere ciò che vogliamo?”.
Le risposte non possono che arrivare partendo dalle esperienze umane che mediano tra reali condizioni di vita esperita e il processo di creazione di consapevolezza sociale.
Ecco dunque che il vostro apporto diventa fondamentale: solo grazie alla vostra percezione e alle vostre esperienze saremo in grado di immaginare strumenti di lotta efficaci.
Dobbiamo leggere il presente per proteggere il futuro.
Se sei giornalista o attivista, aiutaci a compilare e far girare questo questionario su censura e dissenso, per aiutarci a mappare rischi, pericoli e strategie di difesa da parte della societĂ civile e del giornalismo indipendente.
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Nel corso del 2026 condurremo ricerche, approfondimenti, inchieste, attivitĂ di networking e comunicazione creativa, incentrate sul tema della repressione del dissenso, con riferimento in particolare ai nuovi decreti sicurezza e alle numerose iniziative liberticide recentemente annunciate.
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Trovi il questionario e tutte le informazioni al link in bio.
Aiutaci a farlo girare!
La prima volta che siamo arrivati a Calvairate era un caldo pomeriggio di settembre.
Ci siamo seduti al Bar Starlight e per entrare in sintonia con il posto ci siamo presi un bianchino. Dopo quella prima volta è diventato un appuntamento fisso per i tre mesi successivi, con la differenza che non eravamo più da soli: Gianni, Franco, Graziano, Paulette, Samir ci hanno fatto entrare nelle loro vite e in una realtà che ci è diventata sempre più familiare.
Il quartiere, al centro di una trasformazione radicale che promette rigenerazione, rischia di cancellare l’identità e la storia dei residenti. Con #SenzaSegnale abbiamo cercato di raccontare le storie delle persone che il quartiere lo vivono e che sempre più si intrecciano con le grandi trasformazioni che lo attraversano.
Dal freddo del mercato del pesce al calore delle cene di quartiere, con annessi karaoke, balli e brindisi infiniti, quello a Calvairate è stato un viaggio per noi pieno di emozioni e nuove amicizie, per Gianni, Samir e gli altri residenti, una prima opportunità per far sentire la propria voce e raccontare il quartiere, dal punto di vista di chi lo vive e non di chi ci specula.
Il reportage e i video a cura di @info.nodes sono al link in bio.
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La seconda stagione di #SenzaSegnale è curata da @irpimedia@amphora.media e la collaborazione di @info.nodes ,@fadacollective , @indip.it FACTA.eu, @centrodigiornalismopermanente con il sostegno di @allianzfoundation .
Dai deserti informativi del Mediterraneo alle trasformazioni urbane della periferia sud-est di Milano: chi da voce ai territori quando i media scompaiono?
Ne parliamo con Cecilia Anesi [ @ceciliasofiaanesi ] che ci racconta la seconda stagione di #SenzaSegnale, un progetto di giornalismo partecipativo che ha come obiettivo quello di riconnettere quei territori dimenticati dall’industria mediatica.
Poi insieme a Federica Bonalumi [ @fedebi__ ] andiamo in uno di questi territori, a Calvairate, periferia sud-est di Milano. Un quartiere al centro di una trasformazione radicale che promette rigenerazione, ma rischia di cancellare l’identità e la storia dei residenti.
🎧 Ascolta #Newsroom ora su Spotify, sul nostro sito o al link in bio ⬆️
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📌 Newsroom è presentato da @brensino prodotto da @dariopaladiniintreccimedia di Intrecci Media, curato da @giulio.rubino e post prodotto da Riccardo Cocozza @akoros_soundtracks
I femminicidi non si fermano.
Ma i dati pubblici per comprendere la violenza maschile contro le donne non sono disponibili.
Senza dati su denunce, indagini, condanne e numero delle vittime non si possono costruire politiche efficaci.
Oggi le portavoci della campagna Dati Bene Comune, D.i.Re – Donne in rete contro la violenza e Period Think Tank, sono state ricevute dalla Presidenza del Consiglio per chiedere tempi certi e modalità chiare di pubblicazione dei dati, come previsto dalla legge.
La trasparenza è il primo passo per prevenire la violenza. #dativiolenzadigenere
â• Le 25mila firme le abbiamo superate (continuate a firmare!) e la campagna #dativiolenzadigenere, insieme a 37 realtĂ della societĂ civile che hanno firmato la petizione, continua a chiedere al governo la pubblicazione regolare, completa e accessibile dei dati sulla violenza maschile contro le donne e di genere.
📢 In questo momento la giornalista @donatacolumbro con una delegazione della Campagna #Datibenecomune (per noi @aiste_3 !) sta consegnando le firme della petizione alla Presidenza del consiglio dei ministri
⚡️I dati sulla violenza di genere devono diventare patrimonio pubblico: #liberiamolitutti!
❗ Partecipate e continuiamo a far girare la petizione: le leggi sulla pubblicazione dei dati relativi alla violenza di genere esistono e vanno applicate. La trasparenza dei dati è una questione politica che incide profondamente sulla qualità della democrazia, sulla fiducia dei cittadini e sull’integrità delle istituzioni.
Leggi e Firma su change.org/dativiolenzadigenere e al link in bio
Per sostenere e amplificare il messaggio della campagna puoi:
✍️ Firmare e diffondere la petizione su @change.org_italia
đź«¶ Aderire come organizzazione alla lettera aperta su datibenecomune.it
❤️ Partecipare all’azione social con #dativiolenzadigenere
🗣️ Coinvolgere altre organizzazioni con un’email, un messaggio o un tag!
ℹ️ #dativiolenzadigenere su è una campagna di DatiBeneComune - @actionaiditalia@ondata_it@transparency_italia@info.nodes - insieme a @direcontrolaviolenza e @periodthinktank
MARLA #1.26
APPETITE FOR DESTRUCTION
Una pacata riflessione collettiva su quello che sta succedendo in Italia, tra nostalgici ritorni al passato che si esprimono in una feroce repressione del dissenso e forme di resistenza in grado, nonostante tutto, di riempire ancora strade e piazze.
In questo numero collettivo di MARLA:
Profumo di rivolta, di @davide_del_monte
Antagonismi, di @espostoelena_
Muscoli e martelletti, di @gloririva
Rinuncia al conflitto, di @giuseppe.imbrogno
Negazione, di @under_the_onion
Illustrazioni e collage di @npprgl
Il quartiere Calvairate di Milano è al centro di una trasformazione radicale che promette rigenerazione, ma rischia di cancellare l’identità e la storia dei residenti. Le testimonianze di chi vive il quartiere mostrano il trauma dello sradicamento e il nuovo “abitare sostenibile” si scontra con la realtà di chi perde la propria casa in nome della gentrificazione.
Mentre i fondi privati investono in abitazioni per nuovi residenti ad alto reddito, gli inquilini delle case popolari denunciano degrado e assenza di servizi. Il timore è che la rigenerazione in atto possa rendere il quartiere inaccessibile ai suoi stessi abitanti.
Oggi è uscita la prima puntata di #SenzaSegnale un progetto di giornalismo partecipativo che ha l’intento di riconnettere territori dimenticati dall’industria mediatica, diventando deserti informativi. Questa seconda edizione raccoglie sette storie su temi di interesse pubblico, dai fondi agricoli europei al turismo di massa, dai conflitti ambientali alla militarizzazione e alla rigenerazione urbana. Uno sguardo transfrontaliero e radicato nelle comunità locali da Malta a Calvairate, periferia di Milano.
Leggi l’inchiesta di @fedebi__ e @davide_del_monte sul nostro sito o al link in bio ⬆️
@info.nodes // @fadacollective // @indip.it // @centrodigiornalismopermanente / Facta.eu con il sostegno di @allianzfoundation
✨Design studio @due_std
🔴 In occasione del #25novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, rilanciamo l'invito alle organizzazioni e alla cittadinanza a farsi sentire, per chiedere che i dati sulla violenza contro le donne e di genere diventino patrimonio pubblico.
❗️ La gravità della violenza maschile contro le donne e il ripetersi di casi di femminicidio, che non accennano a diminuire, ci pongono di fronte all’urgenza di agire. Per affrontare il fenomeno servono dati completi, accessibili e tempestivi. Non si tratta soltanto di un’esigenza sociale o politica, ma di un obbligo giuridico già previsto a livello europeo e nazionale.
La Direttiva (UE) 2024/1385 stabilisce in modo vincolante che gli Stati membri raccolgano, producano e diffondano statistiche annuali sulla violenza contro le donne e sulla violenza domestica (art. 44). Tra queste, devono essere garantiti i dati sui reati denunciati, sulle indagini, sulle condanne e, in particolare, sul numero delle vittime di femminicidio, con disaggregazione per età , sesso e relazione con l’autore. Si tratta di un obbligo che l’Italia dovrà recepire entro il 14 giugno 2027.
Anche l’European Institute for Gender Equality (EIGE) ha sottolineato la necessità di dati disaggregati e comparabili sulla violenza di genere e sui femminicidi, fornendo indicatori e linee guida precise per la loro raccolta e pubblicazione. Obblighi simili sono stati introdotti a livello nazionale, dalla legge 53 del 5 maggio 2022, che prevede la raccolta e la pubblicazione di flussi informativi periodici sulla violenza di genere, soprattutto nei casi in cui la violenza sia esercitata contro le donne, con l’obiettivo di monitorarne l’evoluzione e orientare politiche pubbliche più efficaci. Tuttavia, ad oggi, non risulta pienamente attuata.
💡 Chiediamo al Governo un impegno concreto per la #trasparenza ✍️ Firma su change.org/dativiolenzadigenere e aderisci su datibenecomune.it (🔗 in bio)
ℹ️ #dativiolenzadigenere è una campagna di #datiBeneComune - @actionaiditalia@ondata_it@transparency_italia@info.nodes insieme a @direcontrolaviolenza e @periodthinktank