Una campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette e dei prodotti con nicotina sta per raggiungere le 50mila firme necessarie alle proposte di legge di iniziativa popolare per essere presentate in parlamento. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), tra i promotori, stima che porterebbe a un ricavo per lo Stato fino a 13,8 miliardi di euro l’anno, una cifra che si spiega considerando quante sono le persone in Italia che acquistano sigarette. Un adulto su quattro fuma, con una media di 12 sigarette al giorno, e fa uso di prodotti contenenti nicotina più di un adolescente su tre.
Secondo le stime dei promotori della proposta, l’aumento porterebbe a ridurre i consumi del 37 per cento: vari studi infatti indicano che rendere meno accessibili le sigarette è uno degli strumenti principali per ridurre il fumo, ma è una misura che non ha le stesse conseguenze su tutta la popolazione e per questo è discussa da tempo.
Lo abbiamo raccontato nel video.
Sempre più persone provano a passare meno tempo sullo smartphone e infatti esistono app pensate apposta per limitarne l’uso.
Il problema è che il nostro rapporto con lo smartphone è ambivalente: da una parte vorremmo usarlo meno, ma dall’altra la maggior parte dell’infrastruttura sociale è progettata intorno a internet, e inoltre la difficoltà nel farne a meno non dipende solo da quanto è comodo, ma anche da come sono state progettate molte app.
Nel carosello spieghiamo quali sono i metodi più comuni per ridurre il tempo sullo smartphone e quanto funzionano, qual è il rapporto tra uso dei social e salute mentale, cosa dicono gli studi in merito e quali soluzioni sono state sperimentate nel mondo.
📷 In copertina, una cliente in un centro commerciale a Pechino, il 21 giugno 2023 (AP Photo/Andy Wong)
📷 Nella terza slide il libro “È facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr, un ragazzo con un cerotto alla nicotina nel 1991 (Yvonne Hemsey/Getty Images), gli scaffali di un supermercato con dei pacchetti di gomme alla nicotina nel 2015 (Matthew Horwood/Getty Images)
Sabato 16 maggio è entrato in vigore l’obbligo di avere una targa sui monopattini elettrici: chi non ce l’ha rischia multe dai 100 ai 400 euro. Non è una classica targa, ma un adesivo che si può pagare online sul Portale dell’automobilista, sito del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. L’adesivo è quadrato ed è composto da sei cifre, tre lettere e tre numeri: va attaccato sul parafango posteriore o, in alternativa, sul piantone anteriore. Sul Portale c’è un’illustrazione grafica di come va attaccato.
Per ottenere la targa bisogna andare sulla pagina dedicata del Portale, compilare il modulo allegando una copia del proprio documento d’identità e pagare circa 35 euro tra bollo, diritti e costo del contrassegno. A quel punto bisogna presentare tutta la documentazione su un’altra pagina del Portale per fissare un appuntamento con un ufficio della Motorizzazione civile per il ritiro della targa adesiva.
Il 16 maggio sarebbe dovuto entrare in vigore anche l’obbligo per chi guida il monopattino di avere un’assicurazione, ma una circolare ministeriale lo ha rinviato di due mesi per ragioni tecniche: dovrebbe quindi entrare in vigore il 16 luglio.
📷 ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO
Tra le province di Lecco e Bergamo c’è un traghetto cinquecentesco che sta aiutando a risolvere i problemi di traffico causati da un ponte che resterà chiuso fino al 2027.
Per molti pendolari attraversare il fiume Adda con questo traghetto (su cui possono salire solo pedoni, biciclette e moto) è diventata l’alternativa più rapida. E anche la più rilassante: il viaggio avviene nel silenzio e nella natura, lontano dalle lunghe code sulle strade della zona.
Il traghetto è silenzioso perché funziona senza motore: viene spinto dalla corrente del fiume grazie a un sistema ingegnoso manovrato da una decina di barcaioli volontari.
Nel carosello spieghiamo quali problemi di viabilità ci sono nella zona, come funziona il cosiddetto traghetto di Leonardo, qual è la sua storia e perché in queste settimane è diventato una soluzione molto utile per tante persone.
L’articolo, i video e le foto sono di Isaia Invernizzi (@easyinve )
📷 slide 7 ANSA/PAOLO VERDURA
Una parte sempre più importante della programmazione dei grandi festival è fatta da film i cui registi hanno una carriera avviata come attori. Se ne trovano spesso e quest’anno il festival di Cannes ne ha incluso un numero più alto del solito, dodici, anche per supplire alla scarsità di grandi film commerciali e quindi di star.
È una scelta che conviene a tutti: sia a questi film, che solitamente non hanno budget importanti e che ai festival possono avere un lancio promozionale migliore di quello che avrebbero altrimenti; sia al festival, che può farsi pubblicità con la fama del regista-attore. Raramente però questi film sono memorabili. Gabriele Niola (@gabriele_niola ) ne parla nel video.
Emmanuel Carrère è tornato a parlare dei fatti suoi: il suo nuovo libro, “Kolchoz” (Adelphi), racconta la storia della sua famiglia e in particolare quella di sua madre, Hélène Carrère d’Encausse, che è morta nel 2023 e in Francia era un personaggio pubblico importante. Giulia Pilotti (@giulipilotti ) ne parla in questa puntata, mentre Ludovica Lugli (@ludoviji ) si dedica a “Dignità” di Lea Ypi (Feltrinelli), la filosofa e intellettuale albanese già autrice di Libera: in questo nuovo romanzo filosofico ha re-immaginato la vita di sua nonna, tra la Salonicco del 1918 e l’Albania di Enver Hoxha.
Comodino è un podcast del Post sui libri e su tutte le cose che ci stanno intorno.
Cuba ha esaurito tutte le scorte di petrolio, gasolio e olio combustibile, fondamentali per alimentare la rete elettrica nazionale, che funziona in gran parte con centrali a combustibile.
I blackout, che già duravano molte ore al giorno, si sono allungati ancora: la corrente arriva solo per un paio d’ore, spesso di notte, anche all’Avana. Con le temperature in salita e l’aria condizionata assente, la situazione sta avendo conseguenze pesanti anche su ospedali, trasporti e vita quotidiana.
Nel carosello spieghiamo perché gli arrivi di combustibile verso Cuba si sono quasi fermati, come stanno reagendo i cubani e perché, almeno per ora, l’energia solare non può sostituire il petrolio.
📷 AP Photo/Ramon Espinosa, AP Photo/Jorge Luis Banos, AP Photo/Ramon Espinosa, AP Photo/Ramon Espinosa
Ogni giorno davanti all’ufficio immigrazione della questura di Roma si formano lunghe code di persone.
C’è chi deve chiedere, ritirare o rinnovare il permesso di soggiorno, segnalare un cambio di residenza o sbrigare altre pratiche, e chi vuole fare domanda di protezione internazionale.
Molti arrivano nella notte o dormono lì per aumentare le possibilità di entrare perché vengono fatte passare solo poche decine di persone al giorno. Chi non entra deve tornare il giorno successivo, quello che succede è che spesso aspettano lì per non lasciare il posto conquistato sul marciapiede.
Nel carosello spieghiamo da cosa dipendono queste code, perché negli ultimi mesi sono aumentate, che ruolo hanno il decreto flussi e le truffe ai danni dei lavoratori migranti, quali problemi vengono denunciati dalle associazioni che seguono i richiedenti asilo e come la situazione potrebbe essere risolta.
L’articolo e le foto sono di Angelo Mastrandrea @angelo.mastrandrea (non ci sono foto scattate all’interno della struttura perché il giornalista del Post che ci è entrato è stato fermato da due agenti di polizia in borghese, che gli hanno preso il telefono e cancellato le foto scattate dentro, prima di accompagnarlo all’uscita).
Quest’anno il debito pubblico italiano diventerà il più alto dell’Unione Europea e il secondo tra i paesi avanzati.
Si sapeva che prima o poi sarebbe successo, ma è avvenuto con qualche anno di anticipo rispetto alle previsioni. L’Italia supererà sul debito pubblico la Grecia, un paese che è stato proprio il simbolo della crisi del debito che colpì i paesi europei nel 2011.
Il debito pubblico greco si è ridotto di circa un terzo in sei anni grazie un percorso di riforme, un rigore dei conti e dei costi sociali molto pesanti. In Italia invece negli ultimi anni il debito pubblico ha continuato ad aumentare per politiche costosissime e inefficienti.
Nel carosello spieghiamo come la Grecia ha ridotto il proprio debito pubblico, cos’è l’austerità, cos’è l’“effetto palla di neve”, che in Italia è stato quasi sempre sfavorevole, e perché la crescita italiana continua a rimanere soffocata al contrario di quella greca.
📷 Vincenzo Livieri - LaPresse, AP Photo/Daniel Ochoa de Olza, AP Photo/Thanassis Stavrakis
Il film che ha vinto l’ultimo festival di Venezia in realtà sarebbe dovuto stare a Cannes, ma è successo qualcosa, uno sgarbo, che spiega bene cosa siano diventati oggi i grandi festival, anche grazie alla persona che da 25 anni dirige il festival di Cannes: Thierry Frémaux. Lo stesso che per questa apertura ha scelto un film francese e senza grandi attori. Avendolo visto però si può capire come mai sia stato scelto.
Da oggi fino al 23 maggio Gabriele Niola (@gabriele_niola ) e Bianca Ferrari (@biankushfers ) seguiranno tutti i giorni il festival di Cannes raccontandolo nell’edizione quotidiana del loro podcast: “Dicono che è bello, a Cannes”.
Lo puoi ascoltare sull’app del Post e sulle principali piattaforme podcast intorno all’ora di pranzo.
Il nuovo numero di COSE Spiegate bene, la rivista del Post in collaborazione con la casa editrice Iperborea (@iperborea ), esce oggi in libreria ed è dedicato all’agricoltura, all’allevamento e a tutto quello che ci gira intorno.
“Che ne sai tu di un campo di grano?” spiega molti aspetti del lavoro agricolo e dell’allevamento che di solito conosciamo poco. Ci sono storie che raccontano cosa succede al cibo prima che arrivi sulle nostre tavole – chi lo produce, come, con quali costi e quali conseguenze – e ci sono le storie di chi lavora davvero nei campi, le domande scomode sul benessere animale, i meccanismi poco trasparenti dei sussidi, le sperimentazioni insolite su come allevare polpi o produrre fertilizzanti con l’urina.
E poi ci sono le storie di prodotti quotidiani su cui c’è tanto da sapere: i tre cereali che reggono l’alimentazione mondiale, il perché mangiamo sempre lo stesso tipo di banana, e chi ha deciso che il salmone nel sushi fosse una buona idea (spoiler: i norvegesi, per ragioni commerciali). E c’è la storia di come l’industria dell’allevamento e quella dei cosmetici sono diventate sorelle, almeno nella pianura intorno a Cremona.
“Che ne sai tu di un campo di grano?” lo trovi in libreria e nello shop del Post.
Sono passati cinquanta giorni dalla sconfitta subita dal governo al referendum costituzionale, e ogni settimana aumentano le materie su cui i partiti della maggioranza bisticciano tra loro: dalle nomine nelle autorità pubbliche alla riforma della legge elettorale; dalla politica internazionale alla questione della Biennale di Venezia; dalla legge sul fine vita ai rapporti con l’Unione Europea nelle faccende economiche. Le abbiamo messe in fila tutte nel carosello.
📷 Giorgia Meloni con Antonio Tajani e Matteo Salvini a Palazzo Chigi, il 3 novembre 2023 (Roberto Monaldo/LaPresse)
📷 Mauro Scrobogna/LaPresse
📷 Cecilia Fabiano/LaPresse
📷 Angelo Carconi/ANSA