Atlantide ha respirato.
Non è solo un’immagine poetica, ma una sensazione concreta. Lo spazio, il suono, i corpi: tutto era presente, tutto stava.
Atlantide nasce dall’incontro di esperienze diverse, che nel tempo hanno convissuto nello stesso corpo: il dancefloor come luogo di apprendimento e condivisione, il suono forte, fisico, che entra senza chiedere permesso; e oggi il bisogno di ascolto, di lentezza, di attenzione. Qui questi due mondi non si escludono, ma dialogano e si integrano.
Quello che è successo ieri è stato soprattutto questo: fermarsi e ascoltare. Lasciare che il suono facesse il suo lavoro senza chiedergli di diventare intrattenimento. Un ascolto immersivo, profondo, che prende il corpo da sotto, dai piedi, dalle ossa, e lentamente si sistema dentro, finché il suono stesso inizia ad abitarti.
Atlantide è anche il lavoro pratico di arrivare prima. Preparare lo spazio. Pulire, spostare, creare ordine. Fare le cose semplici con cura, affinché qualcosa possa accadere. Creare le condizioni e poi fare un passo indietro.
Questo progetto esiste perché è condiviso. Noi tre — Giulia
@givaldi , Simona
@clarisssimo e Alessandra
@alessandratisato — lavoriamo insieme in modo costante, silenzioso, affidabile. Atlantide è il risultato di questa presenza reciproca, di una fiducia che si costruisce facendo.
Il live di
@feral.heruka ha attraversato la stanza con un suono scuro, pieno, necessario, che non chiedeva attenzione ma la prendeva tutta.
@circolomasada ci ha accolto con gentilezza.
Il resto lo hanno fatto le persone e la qualità dell’ascolto.
Un anno fa era solo un’intuizione.
Ieri, guardando la stanza piena abbiamo sentito che il viaggio è già iniziato.
Atlantide continua così. Senza fretta. Dalle fondamenta. Con cura.
*Atlantide è un’immersione guidata da frequenze sonore e stimolazione sensoriale e somatica.
Presto, ci ritroveremo, in ascolto.
📸
@lucaespositodp @givaldi @clarisssimo @alessandratisato
✨special thanx
@iscian