FDMS | Creative studio Venezia

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ツ Independent creative studio from Venice. We shape stories through art, design, and quiet inspiration. Read our latest article ↓
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Maggio a Venezia non è mai un mese qualsiasi. Il clima è quello giusto, tutto si muove, tutto anticipa quello che succederà alla Biennale di Venezia. Se sei in città (o stai pensando di venirci), questo è il momento perfetto per fare un giro a Venezia. Ne abbiamo selezionate 5 che non puoi perderti.
 Scorri il carosello e scegli da dove iniziare. 📌 MOSTRA 01 Nome: The Only True Protest Is Beauty
Curatori: Dries Van Noten e Geert Bruloot (@driesvannoten ) (@geertbruloot ) Data: dal 25 aprile al 4 ottobre 2026 Dove: Palazzo Pisani Moretta (@fondazionedriesvannoten ) Sestiere San Polo, 2766, Venezia 📌 MOSTRA 02 Nome: Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una gallerista Artista: Collezione Peggy Guggenheim (@guggenheim_venice ) Curatrice: Gražina Subelytė (@gsubelyte ) Data: dal 25 aprile al 19 ottobre 2026 Dove: Guggenheim Venezia, Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701, Venezia 📌 MOSTRA 03 Nome: Unfinished Artista: Ceal Floyer
Curatrice: Ann Gallagher e Jonathan Watkins
Data: dal 4 maggio al 22 novembre 2026
Dove: Palazzo Diedo (@berggruendiedo )
Fondamenta Diedo, Cannaregio 2386, Venezia 📌 MOSTRA 04 Nome: ERWIN WURM. Dreamers Artista: Erwin Wurm (@erwinwurm ) Curatrici: Elisabetta Barisoni
Data: dal 6 maggio al 22 novembre 2026 Dove: Palazzo Fortuny (@palazzofortuny_venezia )
Fondamenta Narisi, 3958, Venezia  📌 MOSTRA 05 Nome: Eroi d’Oro  Artista: Georg Baselitz 
Curatore: Luca Massimo Barbero (@lucamassimobarbero ) Data: dal 6 maggio al 27 settembre 2026 Dove: Fondazione Giorgio Cini (@fondazionecini ) Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia  #fdms #creativestudio #art #exhibition
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14 days ago
💡 Siamo uno studio creativo a Venezia, cosa sappiamo fare? Uniamo le nostre capacità creative insieme a quelle di strategy per sviluppare soluzioni digitali uniche e performanti. Supportiamo i nostri clienti a 360º attraverso una serie di servizi digital-first: 👉🏻 Design&Web 👉🏻 Marketing 👉🏻 Photo&Video ✍🏼 Meet up? Mettiamoci in contatto per sviluppare una grande idea insieme, scrivici a: [email protected] • • • #fdms #creativestudio #venezia #digitalservices
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2 years ago
Stiamo davvero scegliendo cosa guardare alla Biennale Arte 2026? Tra liste “must see”, contenuti virali, code infinite e padiglioni già trasformati in fenomeni online, l’esperienza della Biennale sembra sempre più guidata da ciò che ci viene suggerito di vedere. In questo nuovo articolo riflettiamo su come oggi costruiamo il nostro sguardo davanti all’arte contemporanea, parlando di attenzione, FOMO culturale, social media e della difficoltà di vivere un’esperienza davvero personale in un contesto dominato dalla velocità e dall’accumulo visivo. Leggi l’articolo completo su The Journal. (link bio) #fdms #creativestudio #venice #BiennaleArte2026 #Biennale
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5 days ago
Cosa significa, oggi, aprire un museo per la città e i suoi cittadini? Lo scorso weekend eravamo presenti alla giornata inaugurale del nuovo museo contemporaneo a Mestre. Il MUVEC - Casa delle Contemporaneità è il progetto di @visitmuve insieme a @muveamestre , pensato come un luogo inclusivo, accogliente e aperto a tutti i cittadini e alle diverse generazioni, costruito in dialogo con la città. Il museo presenta l’arte dal 1948 a oggi e propone una riflessione su cosa significhi essere contemporanei. Qual è stato, e quale sarà, il nostro ruolo all’interno del MUVEC? Abbiamo seguito da vicino questo percorso, costruendo uno sguardo capace di restituire non solo ciò che accadeva, ma come lo spazio prendeva forma. Dalla produzione video alla fotografia, ogni contenuto è parte di un racconto più ampio. Parallelamente, accompagneremo il museo nella comunicazione social, contribuendo a definire un linguaggio visivo e narrativo coerente, capace di renderlo vivo e condiviso. Entrare nei processi, comprenderli e tradurli in contenuti digitali che durino nel tempo, mantenendo rigore, chiarezza e identità. #fdms #creativestudio #venice #MUVE #artexhibition
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18 days ago
Cosa succede quando trasformi te stesso nella tua opera più grande? Se con Kusama abbiamo affrontato un viaggio dentro l’ossessione, questo è un ingresso nel controllo assoluto del caos. 
 Nel secondo episodio di The moodboard, vi raccontiamo la storia di un’artista che non si è solo limitato a rompere le regole, ma ha trasformato sé stesso nel suo esperimento più radicale.  Espulso dall’Accademia di Belle Arti di Madrid per aver dichiarato che nessuno dei suoi professori era abbastanza competente per esaminarlo. Salvador Dalí non vuole entrare nel sistema. Vuole riscriverlo. Con il suo “metodo paranoico-critico” trasforma sogni, ossessioni sessuali e paure in immagini così nitide da sembrare fotografie dell’inconscio. Orologi che si sciolgono, corpi che si deformano, paesaggi sospesi tra desiderio e angoscia. Nel cuore del Surrealismo diventa troppo anche per i surrealisti. Viene espulso dal gruppo di André Breton, ma non si ferma. Anzi. Capisce prima degli altri che lo scandalo è una strategia, che la provocazione è un linguaggio, che l’artista può diventare un personaggio, un simbolo, un marchio. Collabora con il cinema, la moda, la pubblicità. Lavora con Walt Disney, disegna per Chupa Chups, anticipa un modo di fare arte che oggi chiamiamo cultura pop. Non separa mai vita e opera. Perché per lui sono la stessa cosa. E forse è proprio lì che rompe davvero le regole…quando smette di essere solo un artista e diventa un’immagine impossibile da ignorare. Scorri il carosello per perderti nel suo subconscio!  Dopo aver trasformato sé stesso in arte, nel prossimo episodio sarà Marina Abramović a portare l’arte sulla pelle. #fdms #creativestudio #venice#TheMoodboard #Dalì
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19 days ago
Siamo ancora capaci di abitare l’ombra o cerchiamo solo una bellezza che rassicuri? Tra il 1819 e il 1823, Francisco Goya si ritirava nel silenzio della “Quinta del Sordo” per estroflettere i propri traumi, trasformando le pareti di una casa di campagna in un perimetro d’assedio mentale. Oggi, quel paradigma si è ribaltato. I mostri non nascono necessariamente solo dall’isolamento, ma proliferano nel rumore bianco di una connessione perenne e di un mercato che premia la sicurezza commerciale a scapito del tormento autentico. In questo nuovo articolo, analizziamo l’immaginario dell’ansia contemporanea attraverso la lente delle Pitture Nere. Esploriamo il diritto dell’artista di abitare l’oscurità quando la luce del mondo diventa falsa, rifiutando di “riparare” forzatamente le crepe del reale con una bellezza di superficie. Perché l’arte resta l’unico spazio in cui possiamo permetterci di essere “rotti” per tornare a essere veri. Leggi l’articolo completo su TheJournal (link bio) #fdms #creativestudio #TheJournal #artblog #Goya
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25 days ago
C’è un momento in cui Venezia ritorna ad essere una moltitudine di gesti quotidiani. Per Caterina Casellato (@caterinacasellato ), quel momento coincide con dieci anni di vita qui, a Venezia. Studio Visit Venice è un progetto editoriale che entra negli studi degli artisti per capire come si vive e come si lavora oggi, in città. Ogni incontro nasce da una chiacchierata che si trasforma in una conversazione sulle fragilità della città, sulle energie dei collettivi. Con il terzo episodio entriamo nello spazio di lavoro di Caterina, per esplorare il suo legame con Venezia e con la sua pratica artistica, consapevoli che ciò che la contraddistingue nasce anche da un aspetto emotivo e energetico, capace, come l’acqua, di muovere moti interiori. Camminare per la città, attraversare ponti, calcolare percorsi e osservare i riflessi sull’acqua diventano gesti che si intrecciano con la sua pittura. La lentezza non è un limite, ma una possibilità, uno spazio in cui la contemplazione si fonde con l’azione, e dove gli oggetti ordinari e le atmosfere sospese si ricompongono sulla tela in forme e colori che parlano di memoria, emozione e relazione con il luogo. Da questa intervista emerge sempre una domanda: quando una città diventa davvero “tua”? È un interrogativo che riguarda molti artisti e creativi oggi… L’intervista completa a Caterina è ora online su The Journal (link bio) L’intervista a cura di @gingeeerr_____ #fdms #creativestudio #venice #studiovisit
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1 month ago
Cosa succede quando trasformi le tue ossessioni in arte? Oggi ti presentiamo The Moodboard Il nostro intento è quello di raccontare artiste e artisti che hanno fatto della rottura il loro linguaggio, con le opere, con i corpi, con le scelte di vita. Figure che hanno sfidato le convenzioni del loro tempo senza chiedere permesso, trasformando la propria esistenza in qualcosa di irripetibile.  Il primo episodio è dedicato ad un’artista che è riuscita a costruire un mondo intero partendo da un punto.  Yayoi Kusama, a dieci anni, vede i fiori parlarle. I pois si moltiplicano, le superfici si dissolvono, il mondo si consuma in pattern infiniti che la inghiottono. Cresce nel Giappone della Seconda Guerra Mondiale, in una famiglia borghese e conservatrice che la destina a un matrimonio e a una vita domestica. Lei studia, espone, e nel 1957 lascia tutto brucia letteralmente molti dei suoi lavori prima di partire e vola a New York. Una città dominata dagli uomini, ancora intrisa di sentimento anti-giapponese nel dopoguerra. Lei è una donna, è straniera, e porta con sé un universo visivo che non assomiglia a niente di quello che si fa in quel momento. A New York organizza happening nudi per strada, protesta contro la guerra in Vietnam, dipinge pois sui corpi delle persone, sfida il patriarcato con sculture di forme falliche che ricoprono ogni superficie. Il suo lavoro anticipa la Pop Art e la Minimal Art, ispira Warhol e molti altri spesso senza essere riconosciuta. Nel 1966 si presenta senza invito alla Biennale di Venezia e riversa centinaia di sfere argentate nei canali. Le autorità la accusano di vendere arte come fossero hot dog. Lei non smette. Dal 1977 vive volontariamente in una clinica psichiatrica a Tokyo. Ogni mattina esce, attraversa la strada, entra nel suo studio e dipinge. Poi torna. Da quasi cinquant’anni. A 95 anni è ancora al lavoro e i suoi Infinity Mirror Rooms sono tra le opere più visitate al mondo. Scorri il carosello e per entrare nel suo universo! #fdms #creativestudio #venice #TheMoodboard #yayoikusama
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1 month ago
It’s spring timeeee… Ma quanto è bello questo periodo dell’anno? Le giornate si allungano, torna la voglia di stare fuori, tra parchi, bici e primi aperitivi al sole. E mentre pensi già al prossimo weekend, ricordati che la città è piena di mostre da scoprire. Per questo mese ne abbiamo selezionate 5 da non perdere. Salva il post e scegli da dove iniziare. 📌 MOSTRA 01 Nome: The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero Artisti: Joseph Kosuth (@josephkosuthstudio ) Curatori: Mario Codognato e Adriana Rispoli (@adrianarispoli_curator ) Data: dal 28 marzo al 22 novembre 2026 Dove: Casa dei Tre Oci (@casadeitreoci ) (@berggruendiedo ) Fondamenta Zitelle, 43, 30133 Venezia 📌 MOSTRA 02 Nome: Lorna Simpson, Third Person Artista: Lorna Simpson (@lornasimpson ) Curatrice: Emma Lavigne, direttrice generale e curatrice generale Pinault Collection (@emmalavigne_ ) Data: dal 29 marzo al 22 novembre 2026 Dove: Punta della Dogana (@palazzo_grassi ) Dorsoduro 2, Venezia 📌 MOSTRA 03 Nome: Jenny Saville Artista: Jenny Saville (@jennysavilleofficial ) Curatrice: Elisabetta Barisoni (@elisabettabarisoni ) con il supporto di Gagosian (@gagosian ) Data: dal 28 marzo al 22 novembre 2026 Dove: Ca’ Pesaro (@museocapesaro ) Santa Croce 2076, 30135 Venezia 📌 MOSTRA 04 Nome: Michael Armitage Artista: Michael Armitage (@michael_armitage_studio ) Curatore: Jean-Marie Gallais (@jmg.jmg ) in collaborazione con Hans Ulrich Obrist (@hansulrichobrist ), Caroline Bourgeois (@bourgeois0490 ), Michelle Mlati (corner_store_eu_au) Data: dal 29 marzo al 10 gennaio 2027 Dove: Palazzo Grassi (@palazzo_grassi ) Campo San Samuele 3231, Venezia 📌 MOSTRA 05 Nome: Untold Iran Artista: Ali Amirparviz (@ali_amirparviz ) / (@untoldfineart ) Data: dal 28 marzo al 22 novembre 2026 Dove: BARNES Venice (@barnesrealty ) San Marco 3451, 30124 Venezia #fdms #creativestudio #art #exhibition
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1 month ago
Quando le mani smettono di essere solo movimento e diventano gesto, è da qui che inizia il nostro incontro con Matilde. Nel secondo appuntamento della seconda stagione di Fatto a Mano entriamo nel cuore di Murano, nello studio di Matilde Sambo (@____tide_____ ). Un luogo in cui biologia, evoluzione e pratica artistica si intrecciano, e dove il confine tra umano e animale si fa poroso, instabile, vivo. Fatto a Mano nasce per raccontare il fare come esperienza profonda e in questo dialogo, Matilde ci accompagna dentro una ricerca viscerale, fondata su una consapevolezza organica del corpo e dei suoi processi. Dal montaggio video inteso come modellazione digitale al bisogno di tornare a mettere letteralmente le mani nella scultura, l’artista parla della materia come strumento di cura e come archivio di memoria. Al centro della conversazione emerge il concetto di “mani liberate”, ovvero quel passaggio evolutivo in cui l’arto smette di essere locomozione per trasformarsi in gesto creativo, sensibile, curativo. Tra stati di dormiveglia, immaginazione e il legame profondo con il ritmo naturale della laguna veneziana, l’intervista delinea una pratica che non occupa semplicemente lo spazio, ma chiede allo spettatore di riposizionarsi fisicamente e sensorialmente di fronte all’opera. Un incontro che parla di corpo, di tempo e di ciò che resta impresso nel fare. In che modo, oggi, il corpo dello spettatore entra davvero nell’esperienza dell’opera? Leggi e ascolta l’intervista completa su The Journal. Intervista a cura di @gingeeerr_____ 🔗 Link in bio #fdms #creativestudio #venice #fattoamano #artinterview
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3 months ago
Un’ombra e na fritola, che xe Carneval! Il Carnevale è arrivato, ma tra un festeggiamento e l’altro, c’è un mondo di bellezza che ti aspetta al riparo dal trambusto. In questa atmosfera di festa, le mostre di febbraio diventano tappe ideali per riempire la tua agenda. 📲 Scorri il post per segnarle tutte! 📌 MOSTRA 01 Nome: Sprofonda ovunque Artista: Jacopo Zambello (@jacopozambello ) Curatore: Niccolò Giacomazzi (@niccoplum ) Data: fino al 7 marzo Dove: 10 & zero uno (@10zerouno ) Castello, Via Garibaldi, 30122 Venezia Tag: arte contemporanea 📌 MOSTRA 02 Nome: Jacques Cordier. Venise Artista: Jacques Cordier (@fonds.jacquescordier ) Curatore: Marie-Isabelle Pinet (@mipfineart ) Data: fino al 10 aprile Dove: ACP - Palazzo Franchetti (@acppalazzofranchetti ), San Marco 2847 Venezia Tag: Pittura 📌 MOSTRA 03 Nome: Antonio Scaccabarozzi. Diafanés Artista: Antonio Scaccabarozzi (@archivio.antonioscaccabarozzi ) Curatore: Ilaria Bignotti (@bignottiilaria ) - Camilla Remondina (@c.remondina ) Data: fino al 6 aprile Dove: Museo Fortuny (@palazzofortuny_venezia ) San Marco, 30124 Venezia Tag: arte contemporanea 📌 MOSTRA 04 Nome: “Orbi Virtuos” Artista: collettiva (artisti vari) Curatore: Barbara Koller D’Alessandro (@b_koller_d ) Data: fino al 26 febbraio Dove: Joystick (@joystick.space ) Calle Longa, Santa Croce, 30135 Venezia Tag: Arte contemporanea - Collettiva 📌 MOSTRA 05 Nome: Table Manners Artista: collettiva (The Artist Roundtable) Curatore: Pia Sophie Ottes (@sophiejolloyd_ ) Data: fino al 14 febbraio Dove: Barbati Gallery (@barbatigallery ) Palazzo Lezze, Campo Santo Stefano 2949 Venezia Tag: Collettiva #fdms #creativestudio #art #exhibition
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3 months ago
Quando l’arte diventa un bersaglio politico: la repressione mirata contro artisti e operatori culturali in Iran. Nelle ultime settimane, documentandoci attraverso articoli, report internazionali e blog indipendenti, è emerso con chiarezza come la produzione artistica in Iran sia oggi profondamente intrecciata a dinamiche di violenza, censura e negazione dei diritti fondamentali. Mehdi Salahshour, scultore di 50 anni con una lunga carriera alle spalle, e Javad Ganji, regista e documentarista di 39 anni, sono stati assassinati in Iran durante le manifestazioni dagli apparati di sicurezza. Secondo l’Iran Human Rights Documentation Center (@iran.hrdc ), tra le oltre 6.000 vittime delle proteste figurano almeno quattro artisti, uccisi dalla polizia e dalle milizie iraniane, come riportato anche da Artists at Risk Connection (@atriskartists ). Cosa significa fare arte quando i diritti umani non sono garantiti? La difesa della libertà artistica è intrinsecamente legata alla difesa dei diritti umani più fondamentali. Per gli artisti, la protesta non è mai stata solo un fatto politico, ma è un grido di libertà e una forma di resistenza culturale. L’uccisione di Mehdi e Javad non può essere letta come un effetto collaterale delle proteste, ma come parte di una strategia più ampia di controllo culturale. Eliminare chi produce immagini, narrazioni e memoria collettiva equivale a indebolire l’intero ecosistema culturale di un Paese, rendendo più fragile la capacità della società di raccontarsi, riflettere e dissentire. Con questo post, il nostro studio vuole mettere in luce e portare all’attenzione artisti, spazi, associazioni e fondazioni indipendenti che operano in Iran e in contesti di esilio che meritano attenzione e supporto. Sostenere e conoscere queste esperienze significa riconoscere il ruolo dell’arte come infrastruttura culturale essenziale, anche, e soprattutto, nei contesti in cui crearla comporta un rischio reale. Fonti: @theartnewspaper.official - @hengaw_english - @atriskartists #fdms #creativestudio #protestart #iranissafe #artiran
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3 months ago