Valentina Avanzini

@atque.vale

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Stretta nei confini che continuano a sanguinare, mi tengo particolarmente cara questa conversazione con @vashishh Abbiamo parlato di acqua e di musica e di come si formano i linguaggi. Di come la violenza cooonialista possa essere capovolta, trasformata in poesia. Penso che basti una fessura anche molto piccola per scorgere un mondo diverso e lavorare con artistə non fa che confermarmelo. Grazie @flashartitalia per averci ospitato e grazie sopratttutto alla cura eccezionale e rara di @leonardobentini
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2 months ago
Perché i tarocchi non smettono di esercitare il loro fascino, anchr a 600 anni dalle loro prime apparizioni? Seconso Marianne Costa, che li ha lungamente studiati con Jodorowsky, è per un bisogno di allegoria insito nella natura umana, e ancora più urgente oggi -mentre le immagini intorno a noi continuano a perdere di senso, l'energia dei tarocchi non smette di vivificarli. Il lavoro raffinato e integerrimo di Fondazione @accademia_carrara con la guida di Paolo Plebani riesce in un atto di costruzione che rende giustizia alla storia, trasformazione e vitalità di questi mazzi preziosissimi. Ne scrivevo già qualche tempo fa per @internimagazine . Ma poter partecipare alla preview stampa è stato come imparare una nuova lingua: riscoprire la meraviglia combinatoria di un modo che può ridirsi e inventarsi all'infinito, che può arrivare a contenere tutto, inclusa me.
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2 months ago
Bleu Provence 🔵
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3 months ago
Ho iniziato a studiare le ninne nanne perché mi trovavo a casa nella capacità dei loro ritmi rassicuranti di evocare mostri. In cinque anni di ricerca indipendente, altalenante, incastrata, indipendente, mai semplice ma sempre capace di sorprendermi ho capito che non era una casa solo per me. Che c'erano migliaia di corpi stremati prima del mio che, in questo momento di invisibilità sociale, hanno trovato lo spazio di raccontare la propria storia, la propria rabbia. Le voci così lungamente dimenticate dai libri di storie si passavano le loro narrazioni nelle camere da letto. Sussuravano: ninna nanna che tu crepi. Questo percorso straordinario è stato un lento, benefico riabbracciare la genealogia a cui appartengo, ma anche le sorelle del futuro. Tra i tanti significativi incontri, quello con @nathalieongg artista e musicista di Marsiglia, anche lei grande raccoglitrice di ninne nanne, scavate dagli archivi o registrate nelle scuole dell'infanzia della sua città. Incontro reso possibile grazie all'intercessione di Elise Petite, professoressa di musicologia dell'università di Grenoble e tra le prime persone ad aver dato spazio alla mia ricerca. L'incontro con Nathalie è stato preziosissimo non solo per le bellissime conversazioni nel suo appartamento turto blu, ma anche perché lei, insieme a @rouliette_delapampa e @brother_ralph , hanno tradotto questi studi in una composizione originale, che parla al mondo meticcio che abitiamo insieme. Sentirli esibirsi a @lembobineusemarseille è stato come sentir cantare migliaia di corpi. Tremare tutte le voci che avrebbero potuto essere dimenticate. Merci, mes amis E grazie @violaboga , splendida compagna di moltissimi viaggi già fatti e ancora da fare
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3 months ago
Writing for myself has helped me survive, writing for others has helped me to thrive. 🖤 My love letter among the beautiful words of @__hello.dear_ My body among their bodies
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3 months ago
xxx Book launch Save the date 🗓️29.01.2026 📍@cripta747 Via Giolitti 32c, Torino We are glad to present Valentina Avanzini @atque.vale , one of the contributors of the publication “xxx” Valentina Avanzini (1995) is an independent researcher and author. Her research stems from her interest in rituals, (new) public spaces, and their intersections with artistic and cultural production. Moving between non-fiction, poetry, and critical writing, she explores bedrooms, lullabies, and female narratives.Since 2021, she has been co-director of Animot, an anti-speciesist magazine founded together with Gabi Scardi. Curated by: @fanutcho @martina.cazzola @albertodapporto @fradechi_ @giianmichele @ulceraftosa @callme.bec @_auralies @chiccasch @o2ivia - Published by @witty_books Final project of CAMPO25. @campo_fsrr is an initiative of @fondazionesandretto . Born from the collaboration with the Fondazione Arte CRT, it is supported by @fondazionecrt and @amicidelmadre with the support of Gianfranco D’Amato. #campofsrr #torino #contemporaryart #publications #artists
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3 months ago
Quando mi chiedono come sto dico sono stanca stanchissima esausta, dico che non ho le forze - pensa! Sono anche svenuta, ho avuto la mia prima gastrite (i trent'anni anche per te, dicono così) e poi le pillole per dormire e la lavanda per la tachicardia. Ma è questo l'inganno, un incantesimo che mi tiene prigioniera: più lo dico piu si avvera. La verità è che la vita continua a fiorire, io le mie amiche le mie sorelle insieme pur bruciando di rabbia continuiamo a incontrarci - le nostre pelli profumatissime - per non smettere di ballare.
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4 months ago
Sono già passate due settimane da @stramonio_fest . Un’immersione che credevo inimmaginabile, nata grazie alla cura strepitosa di @la_lotti , @ottinski e tutto il team di @e_r_e_t_i_c_a_ . la possibilità di sentirsi circondate da persone che hanno già percorso la strada su cui io muovo solo i primi passi è un privilegio immenso: domani, oggi, ieri e in tutti i secoli in cui i nostri corpi danno e hanno dato fastidio. Sono cinque anni che rincorro racconti intimi, mostri cannibali e ritmi notturni:con voi sono stati finalmente liberi di cantare. Grazie, eretiche. È stato bellissimo.
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5 months ago
“Dream House” di Vicente Baeza, con il testo critico di Valentina Avanzini, apre ŏpĕra 14: Vicente racconta la sua prima opera attraverso una notte passata sulla soglia della casa dei genitori, luogo archetipo di protezione, intimità e difesa dal “diverso”. Le figurine in argilla, piccoli lares laici e amuleti metafisici, emergono dai sogni e dagli incubi delle case, rivelando dettagli e presenze fantasmagoriche. Pur essendo la pratica di Vicente profondamente manuale, qui l’artista lavora per la prima volta con l’argilla «disegnando con un altro mezzo». I piccoli lares guidano lo sguardo dello spettatore, trasformando l’opera in una riflessione sul corpo della casa, sulla fragilità e sul rapporto intimo che ciascuno di noi ha con lo spazio domestico. Leggi il testo completo su ŏpĕra #14 🔗 link in bio! __ “Dream House” by Vicente Baeza, with a critical text by Valentina Avanzini, marks the beginning of ŏpĕra 14’s journey: Vicente reflects on his first work through a night spent on the doorstep of his parents’ home, an archetypal space of protection, intimacy, and confrontation with the “other.” The clay figurines—small secular Lares and metaphysical amulets—emerge from the houses’ dreams and nightmares, revealing phantasmagoric details. For the first time, Vicente works in clay, letting these little Lares guide the viewer in a meditation on fragility and domestic intimacy. Read the full text on ŏpĕra #14 🔗 link in bio! __ Dream House, Vicente Baeza, curated by Valentina Avanzini, ŏpĕra 14, 2025, ph. Alessandro Armento @armentoalessandro @vicentebaezaz @atque.vale
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5 months ago
Appuntamento con Valentina Avanzini per parlare di ninne nanne e streghe cannibali a #stramoniofestival.
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6 months ago
One month ago I was travelling towards the castle @hospitalfield — not exactly knowing where I was going or what I was going to do. Not that I have my answers now, but I’ve lived (or dreamed) watching the dawn rise over the North Sea, protected by a goodnight spell. Channelling hundreds of years of chanting to trace a path towards the most intimate questions. I’ve listened, and I’ve been listened to. Thank you to the wonderful companions of this journey and the mystical team at Hospitalfield who made it all possible. Thank you to the women who sang before me — so that I could find my own voice. I promise will find the form of our story. Hospitalfield, Interdisciplinary Artist Residency, 6–19 October 2025
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6 months ago
A Stramonio Valentina Avanzini, autrice e ricercatrice indipendente, condirettrice di Animot, ci parlerà di ninne nanne e streghe cannibali. Nell’ultimo ventennio abbiamo assistito a un crescendo di rappresentazioni del cannibalismo, soprattutto nella produzione cinematografica: dalle narrazione true crime trasformate in serie, ai film mainstream, fino ad arrivare a quello che Barbara Creed definisce Return of the Monstrous Feminine nel Feminist New Wave Cinema. Una mostruosità che da una parte riscrive il paradigma della donna sottomessa e care giver, dall’altra rischia di diventare un nuovo sistema persecutorio, trasmesso biologicamente da madre a figlia. Se guardiamo invece alla scanzonata rivendicazione di Oswald De Adrade nel suo Manifesto, o l’uso che fanno dell’antropofagia artiste come Su Richardson, Lygia Clark, Meret Oppenheim o Yaoy Kusama troviamo una narrazione ironica e asistemica, spesso spietata ma sempre, sempre irrisoria verso ogni tentativo di imbrigliamento e classificazione: la buona cannibale si ricorda sempre di ridere.
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6 months ago