Maggio è quel momento dell’anno in cui la città inizia a non bastare più.
Musica, cinema, performance, arti visive e tutto quello che succede quando la stagione comincia davvero: abbiamo messo insieme una selezione di festival per capire dove andare, cosa vedere e quando iniziare a organizzarsi.
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Festival season is coming back into focus: long days, sound systems, open fields, and that rare feeling of being exactly where you’re supposed to be.
Getting dressed becomes part of the experience too: a way to recognize each other, move through different codes, and stay comfortable without giving up your own idea of freedom.
That’s why we asked @thaismontessoribrandao to build a festival gear guide together with @timberland_eu : from the right skirt to the essential accessories, all the way to the boots made to last until the final set.
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#timberland
Il Venezia FC torna in Serie A e, per qualche ora, la città trova il suo vero centro: non un opening, non un vernissage, ma Piazza San Marco piena e il corteo arancioneroverde sul Canal Grande.
Poi c’è tutto il resto: la Biennale Arte 2026, le mostre collaterali, le inaugurazioni che si moltiplicano tra le calle e provano, ognuna a modo suo, a raccontare il presente. Abbiamo selezionato 15 mostre da vedere a Venezia durante e oltre la Biennale Arte 2026.
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Scritto da @xritamorenax
A Monteverde vecchio, in una vecchia bisca diventata studio, Giampaolo Speziale ha registrato “I”, il suo primo disco solista per Pom Pom Records.
Dopo gli anni con About Wayne e Malihini, Speziale sceglie il proprio nome e costruisce un album intimo, attraversato da fratture, chiaroscuri e rinascite emotive. Un disco nato in isolamento, poi aperto agli altri, che tiene insieme ricerca sul suono, scrittura istintiva e una nuova idea di comunità.
Dalla genesi di “I” alla nascita di Pom Pom Records, fino alla visione di una Roma musicale sempre più viva e internazionale.
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Scritto da @aawre
Torna su ZERO Milano al cinema, la rubrica dedicata agli spazi, ai programmi e alle visioni che allargano l’immaginario cinematografico in città.
Questa volta entriamo al Cinema Godard di Fondazione Prada: una sala che è anche dichiarazione di intenti, dove generi, formati ed emotività collidono lontano dalle logiche della sala commerciale.
A maggio, il programma lavora sui fantasmi del passato e sulle icone che hanno segnato il nostro sguardo presente: da David Lynch a Marilyn Monroe, da Pupi Avati a Herzog, Kristen Stewart, Varda, Cocteau e Kill Bill.
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Rubrica a cura di @77.magazine@benedettapini
Tra Bologna, Torino, Cesena, Riola, Firenze e Milano, Xing lancia FESTA: un progetto diffuso che attraverserà il 2026 e il 2027 chiedendosi cosa possa ancora significare, oggi, la parola “festa”.
Un dispositivo di ricerca fatto di eventi performativi gratuiti, pensati come esperienze situate, non replicabili e non funzionali.
Il primo appuntamento è domenica 10 maggio a Bologna, con [festa¬] Simon Vincenzi: In The Carnival Of The Void, al Parcheggio della Fiera: una performance gratuita che apre il calendario di FESTA dentro uno spazio urbano sospeso, fuori dai luoghi consueti dello spettacolo.
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Da Agatha al Brancaleone, dalla Roma dei glitch a quella dei mostri contemporanei: città sempre più modellate dall’economia, spazi che spariscono, piattaforme che appiattiscono, brand che cercano solo numeri.
Nel libro “Un pubblico meraviglioso”, Andrea Lai non scrive un esercizio di nostalgia, ma una storia che, ripercorrendo un tassello del (contro) clubbing della città, ne legge il presente e prova ancora a spostarlo in avanti. Senza ovviamente dimenticare il contributo fondamentale di Riccardo Petitti in questo lungo viaggio a cavallo tra i Novanta e i Duemila.
Perché ballare, forse, può ancora essere un modo per difendere qualcosa.
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Scritto da @nicolagerundino
Nella Salina di Cervia, ELEMENTI ha costruito negli anni uno dei dispositivi performativi più interessanti del contemporaneo italiano: non una rassegna immersa in un bel paesaggio, ma un progetto che usa il paesaggio come materia viva.
Tra ascolto, performance e attraversamenti, la nuova edizione inizia il 10 maggio e prosegue il 30 maggio 2026 con NIST-NAH Ensemble e il 26 luglio 2026 con Ugnė Uma.
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La Biennale d’Arte è uno spaccato del mondo, una mappa impossibile da chiudere.
Abbiamo aperto una serie di riflessioni sui Padiglioni, tra quelli storici, nuove presenze, ritorni, mostre collaterali e traiettorie sparse per Venezia.
Uno sguardo preliminare per darvi le prime chiavi di lettura e muovervi senza paura di perdere cose, ma godendo di quello che incontrate e cercate. In Minor Keys, per cambiare sguardo.
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Scritto da @rossella_farinotti
Nata online nel 2020, l’etichetta guidata da Christian Di Vito ha costruito negli anni un catalogo enorme, radicale, senza confini troppo riconoscibili: elettronica, improvvisazione, computer music, ricerca sonora e tutto quello che riesce ancora a spostare l’ascolto un po’ più in là.
Abbiamo parlato con Christian di Roma, DIY, Bandcamp, comunità, cause perse in partenza e musica senza compromessi.
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Scritto da @giulio.pecci
LIFE 2026 parte da un’urgenza: interrogare il presente senza semplificarlo, attraversarlo senza risolverlo.
Tra teatro, danza e installazioni, una programmazione che costruisce senso nel tempo, evitando la retorica e lasciando spazio al pensiero.
Dal 30.04 al 21.05 alla Fabbrica del Vapore.
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Scritto da @fraa______rigato