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Fabio Weik Studio

@weik_

• INTERDISCIPLINARY ARTIST • CREATIVE DIRECTOR @weik.studio • GRAFFITI @interplay_crew @tdk_crew
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Poche settimane fa si è conclusa FINIS la mia personale per @orvietocinemafest curata da @ali_lazzaroni (@weik.studio ) Un festival diretto da una manciata di giovani coraggiosi, attenti a tutto che hanno rispettato il mio lavoro in ogni sua parte, rimanendo in punta di piedi. Un festival dalla qualità altissima, con un interazione pubblico e contenuti, assurdo. Consiglio a tutti di andarci il prossimo anno. Grazie davvero a tutti voi! A tutti i volontari che mi hanno aiutato nei giorni di apertura, e a quella ciurma di fotografi pazzi, ho molti nuovi amici. Siete troppi per taggarvi tutti, siete stati tutti indispensabili. Grazie di cuore (pH by @marcomandini , @redlunetti )
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2 years ago
Perseo venne aiutato per riuscire nelle sue imprese. “#AUXILIUM” (#ErmeneuticaSeries) By ©️ #FabioWeik #2019 300cm X 400cm mix media on isothermal blankets Photo bt @mjriamb
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4 years ago
"LE TRASMISSIONI RIPRENDERANNO IL PRIMA POSSIBILE" Fabio Weik @weik_ solo exhibition  Curated by Valentina Bizzotto @valentina_biz Main Partners: @Australian_brand , @Dabrazzi , @geb.online Technical Sponsor: @Situ_eventi Communication Coordinator - Gaia Bonomelli @gaia_camomille ___________ Teaser from "ASSEMBLA" VIDEO/INSTALLATION site specific by Fabio Weik @weik_ sposored by @Australian_brand
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5 years ago
CUTIS ALATA studio for a soft taxonomy 2026
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1 hour ago
My STATUS MATERIAE for @quantarte.festival Napoli @national_quantum_science in cool location @lasantissima_communityhub Cool team @upsidedown.io Tnx @beppetreccia
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1 month ago
La carne degli altri è sempre stata il gioco più antico dei potenti. Status Materiae è un dispositivo in cui la materia non resta innocente: la terra sul fondo trattiene memoria e umidità che crea muffe, i libri di guerra e d’amore sedimentano conoscenza e ferita, la carne cruda in gel balistico, utilizzato nelle prove belliche o nello studio di incidenti, è corpo che resiste e insieme cede. Tutto si dispone come una stratificazione instabile, quasi quantistica, dove ciò che osserva modifica ciò che tocca e ciò che tocca altera l’equilibrio generale. La claw machine non promette premio, ma mette in scena una negoziazione tra desiderio, controllo e destino: qualcuno muove la pinza, qualcun altro resta sul fondo. Nel carosello affiorano anche le fasi di laboratorio di questo progetto, la sua anatomia esposta, un lavoro faticoso, tra restauro di macchinari vecchi, e chimica. Status Materiae si potrà provare nuovamente all’interno della nuova tappa del @quantarte.festival , dal 15 aprile al 26 aprile 2026 a Napoli, presso @lasantissima_communityhub .
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2 months ago
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2 months ago
Munizionamenti termobarici (“bombe a vuoto” nel lessico giornalistico): combinazione di sovrapressione e impulso termico prolungato, con palla di fuoco descritta fino a circa 3.500 °C e consumo dell’ossigeno locale; nel linguaggio dei soccorsi questa dinamica arriva a essere nominata come “evaporazione” del corpo. Qualsiasi prova di genocidio svanisce. Una stima di 2.842 persone identificate come “evaporate” tramite incrocio dei dati e verifiche sul campo, traducendo un conteggio in grammatica materica: vetro come frammentazione, fumo come permanenza, nero come blackout. STATUS MATERIAE SERIES 2025. Claw machine dei primi anni ’90, restaurata, rifunzionalizzata e pienamente operativa, riverniciata integralmente con catramina nera: finitura bituminosa lucida che funziona come strato di oscuramento e cancellazione visiva. Nella camera interna: vetri fratturati e fumo trattenuto come residuo, particolato, post-evento; la pinza resta sospesa come presa potenziale su un paesaggio non-premiante. Il suono è affidato a trasduttori aptici che usano l’intero macchinario come cassa di risonanza: vetro e struttura vibrano in gamma bassa, percepibili per conduzione più che per emissione.
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2 months ago
MBOKO Δt 2026 Oggetto composto da una lastra metallica industriale (circa 150 × 150 cm, spessore ridotto), sostenuta da una figura portante in legno (altezza circa 30 cm) centrata sotto il piano. Sulla superficie è disposto un accumulo controllato di frammenti elettronici: schermi di smartphone (alcuni fratturati), batterie, moduli interni e porzioni di schede. Il progetto è collocato all’inizio del percorso come stazione di deposizione: sospendere l’uso del dispositivo durante la visita è presentato come patto temporaneo di sottrazione e come gesto pratico di risparmio energetico (circa 30–40 minuti di consumo evitato). Questo tempo sottratto viene messo in relazione con la materialità estrattiva dell’elettronica: la componentistica dei telefoni impiega tantalio (ottenuto anche da minerali commercialmente indicati come coltan) usato in componenti elettronici come i condensatori. Nel bacino orientale della Repubblica Democratica del Congo l’estrazione e il commercio di minerali strategici sono stati associati a dinamiche di sfruttamento e conflitto; la tracciabilità dei minerali (stagno–tantalio–tungsteno–oro) rientra nei principali protocolli di due diligence di filiera. Il progetto sintetizza una micro-sospensione dell’uso come deposito misurabile, rendendo visibile il legame tra consumo quotidiano, obsolescenza e costo estrattivo,mette in relazione la sospensione d’uso e l’economia energetica del dispositivo con la filiera dei minerali critici. MBOKO é il nome di un vassoio rituale del bacino del Congo.
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3 months ago
STATUS MATERIAE SERIES 2025 Claw machine anni ’70, restaurata, rifunzionalizzata e in piena operatività. Riverniciatura integrale con catramina nera: finitura bituminosa lucida che agisce come strato di oscuramento, richiamando pratiche di cancellazione visiva tramite annerimento di immagini considerate “non conformi” in contesti teocratici mediorientali. Diorama urbano bombardato in scala, realizzato in PVC e cemento, con volumetrie edilizie compromesse su base detritica; la pinza permane in sospensione come dispositivo di presa potenziale su un paesaggio non-premiante. Suono: trasduttori aptici utilizzano l’intero macchinario come cassa di risonanza; vetro e struttura entrano in vibrazione. Segnale riprodotto: battito cardiaco in gamma bassa, progettato per una percezione “interna” e prenatale (ascolto per conduzione/vibrazione più che per emissione ambientale).
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3 months ago
In zone di guerra gli uccelli utilizzano resti di droni da guerra per creare nidi. Resti di sistemi FPV cablati con fibra ottica, utilizzati in scenari di guerra contemporanea.
Durante singole operazioni offensive vengono rilasciati fino a 35 km di fibra ottica per drone, creando tracciati lineari temporanei tra operatore e vettore. Dopo l’impatto o l’abbandono del sistema, questi cavi rimangono dispersi sul terreno. Nel tempo, l’accumulo genera vaste aree contaminate da residui polimerici e vetrosi, con densità variabile a seconda dell’intensità del conflitto. In alcune zone rurali e boschive, frammenti e matasse di fibra sono stati osservati integrarsi nel paesaggio, venendo occasionalmente riutilizzati dalla fauna locale, inclusi uccelli che li incorporano nelle strutture dei nidi. Le quantità complessive di fibre ottiche residue nei territori di conflitto sono stimate in centinaia di chilometri di materiale disperso, con impatti ancora non completamente quantificati su suolo, microfauna e catene ecologiche locali. La presenza di questi residui rappresenta una nuova categoria di detrito bellico tecnologico, caratterizzata da alta persistenza ambientale e difficile recuperabilità. “Natura Posthuma“ Nido di fibre ottiche by Fabio Weik 2025
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3 months ago
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3 months ago