È una sera di fine estate a Tokyo, nel quartiere di Roppongi, quando Shuzo Azuchi Gulliver mi mostra alcune riviste da lui prodotte negli anni ’70. In copertina leggo “YOU HAVE THE REASON. I HOLD THE KEY!”, non ne capisco il senso ma al tempo stesso il messaggio mi è chiarissimo. Tra le pagine, foto in bianco e nero, pittoresche, alcune vagamente grottesche, tutte assolutamente incredibili. Quando l’arte esiste senza la pretesa di esserlo.
Le riviste, di formato quadrato, costano 200 yen l’una, ma per me hanno un valore inestimabile. Sono una macchina del tempo che mi trasporta direttamente nel passato della persona che ho davanti, nel bel mezzo di un atto creativo avvenuto mezzo secolo fa. In quel momento ho capito che desideravo condividere questa sensazione con altre persone.
Per come la vedo io, è proprio da qui che nasce il processo curatoriale: non da un esercizio intellettuale, ma da un incontro. Da uno scambio, da una comprensione umana che si costruisce parola dopo parola. Non è mai gabbia o imposizione, è dialogo e condivisione. Credo che la curatela sia questo: creare connessioni tra esseri umani attraverso linguaggi che utilizzano supporti diversi, e prendersene poi cura.
Sabato rivedrò Shuzo. Insieme a
@nena_volpato e
@micaelaskerl , la ne e la mi in
@sunemi_curating_culture , ho avuto il piacere di organizzare una piccola esposizione delle opere di questo straordinario artista giapponese presso Spazio Villalta, a Udine, nel magico contesto del
@fareastfilm festival.
Un affettuoso grazie va alla meravigliosa curatrice Maria Rosa Pividori, per il suo supporto, la sua fiducia e i suoi sguardi di intesa: senza di lei non ci sarebbe stato alcun incontro.
@mariarosapividori
Un altro grandissimo grazie a Matteo
@teodaros , che ha creduto nel nostro progetto e che ha fatto sì che trovasse spazio e tempo per concretizzarsi.
Dalle 17:00 festeggeremo questo traguardo insieme a Shuzo e insieme a tutti voi presso
@villaltabistrot , raccontando il progetto e presentando in anteprima italiana la proiezione del video ‘I am also quantum - Anche io sono quantistico’ (SAG, 2020). Vi aspettiamo!
(Ci sarà anche del sakè, io ve lo dico)