La bellezza colorata e vivace di Svenskt Tenn, un’azienda che non solo è al vertice dell’interior design, ma, da un secolo, valorizza la qualità, l’artigianalità, la meraviglia. La guida sicura di una donna eccezionale e molto avanti sui tempi come Estrid Ericson e il genio decorativo e architettonico di Josef Frank, un contro-maestro del Novecento, fanno della mostra al Liljevalchs di Stoccolma un appuntamento imperdibile. Ci sono stato e domani lo racconto ai lettori della Domenica del Sole24Ore, @svenskttenn@liljevalchs@ilsole_24ore
Hudatorizon. Una parola che appartiene a un frammento di Parmenide e che vorrebbe dire "fondata sull'acqua" o "con le radici nell'acqua". Una fantastica intuizione che, in quel caso, non si riferisce solo alle isole, fondate sull'acqua, ma all'intera Terra, in contrapposizione alla Luna. Noi isolani, o forse noi terrestri, dovrei dire, siamo dunque "fondati sull'acqua". Domani la Domenica del Sole24Ore conclude la sua cavalcata estiva che ci ha portato a girare per tante isole, grandi e piccole, reali e immaginarie, con tre articoli di Carlo Ossola (a cui devo la conoscenza della parola greca), Martina Mazzotta e Giuseppe Lupo, tutti a caccia di isole letterarie e con quello di Francesco M. Colombo che ci porta nella fredda, esotica e seducente Sylt tra memoria personale e fascinazioni artistiche. Le illustrazioni sognanti di Anna Godeassi, che sono state il degno contraltare alle parole degli articoli, domani sono anche affiancate da immagini, meglio da sogni concreti di Bruno Munari. Autore di un fondamentale libro, Da lontano era un'isola, che ci fa capire quanto la fantasia e l'immaginazione sono le vere chiavi per capire un'isola, un sasso, un mare. Anzi, un mondo. Parola di triplo isolano, sardo, con genitori delle due isole dell'arcipelago sulcitano, Sant'Antioco e San Pietro. Buona lettura
Per chi naviga la campana di Adrian Paci. Oggi sulla Domenica del Sole 24Ore ho raccontato un’opera emozionante dell’artista albanese, al centro d’arte contemporanea Cukrarna di Lubiana fino al 13 ottobre. Una campana su un piedistallo nelle acque di Termoli in balia di onde e vento che decidono quando e come farla suonare. In tre schermi nel sotterraneo del museo, il canto della campana ci ricorda la nostra fragilità, la forza e bellezza della natura, la necessità di essere in comunione. Ma Paci non indica nessuna strada, nessuna interpretazione. Ogni osservatore le attribuisce il suo senso, pacificante o terribile. Come sa fare la grande arte, quando con la forza poetica della semplicità e dell’immediatezza di comprensione rompe i luoghi comuni, spazza il previsto e lascia campo a pensiero, sgomento, poesia @cukrarna.art@ilsole_24ore@lu.elleu@adrian_paci@giorgiopaceprojects@campanemarinelli #campana
Un viaggio nella gloriosa età del jazz, tra le sontuose carrozze del Carriage Club di Belmond British Pullman, treno in perfetto stile con cabaret viaggiante, il lusso intramontabile e fascinoso del Savoy, hotel pieno di storie e tradizioni rispettate ma con uno sguardo al futuro. Domani nella pagina Viaggi del Sole 24Ore il racconto di una Londra sempre magica (compresa quella dei musical: con l’immensa Imelda Staunton star indiscussa in Hello Dolly! nell’estate appena conclusa). Buona lettura. @thesavoylondon@fox_comms@ilsole_24ore@sabrina.panizza@belmondbritishpullman@alexa_withers@flyingwithlaura
Per chi vuole avere saldamente la testa fra nuvole, domani sul Domenicale del @ilsole_24ore prendo spunto da uno di quei libri che amo tanto, il Piccolo dizionario delle nuvole, appena edito dalla casa editrice più povera del mondo, fuocofuochino, per fare un giro per tutti noi viaggiatori di nuvole. Citazioni, dispersioni, passioni, con l’idea che le nuvole sono perfette metafore della vita. Con richiami ai miei santi protettori amanti della nuvole, da Paolo Conte a Gio Ponti, da Munari a Steinberg, da Leandro Erlich a Magritte, da Fosco Maraini a Tullio Pericoli. E, come bonus, le mie nuvole oggi al mare di Trieste e nella montagna di Clavais
Quattro giardini per quattro donne straordinarie. Una mostra, piccola ma molto ben fatta al Garden Museum di Londra, racconta della rivoluzione fiorita che misero in atto alcune autrici del gruppo di Bloomsbury. Ovviamente Virginia Woolf e sua sorella Vanessa Bell (in mostra anche al Courtauld) e poi le storie di Lady Ottoline Morrell e il giardino di Sissinghurst di Vita Sackville-West. “Curare il proprio giardino” non è solo più una metafora, ma una pratica intellettuale, privata e pubblica. Un’azione sociale e pubblica che diventa occasione per ribadire con forza la propria indipendenza, alterità, forza. Dicendolo, ovviamente, con i fiori. Domani sulla Domenica del Sole24Ore in una pagina di Tempo Liberato tutta dedicata ai giardini, letterari e no. In un numero eccezionale con contributi esclusivi di Riccardo Muti e Carlo Ossola, neo presidente della Treccani @treccanigram@riccardomutimusic@ilsole_24ore@gardenmuseum l’immagine è un quadro di Vanessa Bell View into a Garden del 1926 in prestito alla mostra dal @bolton_library_museum Bolton Museum and Art Gallery
In principio fu Gianni Cosetti. Uno straordinario e irripetibile cuoco che dal Roma di Tolmezzo portò la cucina carnica all’attenzione del gotha internazionale della ristorazione, scoprendo materie prime sorprendenti, accostamenti nuovi, mescolando sapientemente tradizione e innovazione. Rimasto senza eredi veri, oggi la cucina di montagna friulana si declina in proposte diverse che riservano sorprese. Da Sappada a Sauris, da Raveo a Cavazzo con l’ottima cucina di Fabrizia Meroi al Laite o il perfetto servizio e la vista mozzafiato all’Oro Nero di Sauris, una ricognizione su cosa ci sia da scoprire in questi luoghi meravigliosi e appartati in uno dei miei Viaggi per la pagina dedicata al tema domani sul Sole24Ore. Un brindisi alla Carnia da Clavais @oronero_restaurant@ristorantelaite@ristoranteindinio@grappanonino@antonella.nonino@ilsole_24ore
C’è stato un tempo in cui il vetro era un protagonista alla Biennale di Venezia. E forse potrebbe tornare ad essere così. La mostra alle Stanze del Vetro alla Fondazione Cini curata da Marino Barovier ci fa rivivere quell’epoca e mette in esposizione opere che sono veri capolavori. Tra questi c’è un piccione che Ercole Barovier per la collezione del 1930 che chiude la mostra ma troneggia nella copertina del catalogo. È una figura sontuosa, ma la sua particolarità è il vetro. Si chiama Primavera e fu ottenuto, solo per quella collezione, grazie a condizioni speciali dell’atelier. Poi, vuoi per il materiale, vuoi per le temperature, o ancora altro, non si potè più rifare. Ecco: quel vetro lattiginoso, con la sua ragnatela di linee casuali, con quella impossibile trama ci insegna qualcosa. Che l’errore a volte è fecondo, e che la meraviglia è sempre a un passo da noi. Domani il mio Mirabilia racconta proprio questo @lestanzedelvetro@marino_barovier@elenacasadoro@ilsole_24ore
Nelle notti agostane delle stelle cadenti, due astri fissi del design italiano come il gigante Gio Ponti e il meno noto Tito Chini. L’infinito blu del cielo e del mare di Ponti si sublima nelle piastrelle 20x20 che disegna per l’Hotel Parco dei Principi a Sorrento e che con motivi semplici, geometrici, floreali, lunari combinano un infinito di situazioni. Tito Chini ci guarda dall’alto del suo fantastico ed enigmatico lucernario del soffitto del meraviglioso Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro, un capolavoro poco conosciuto del nostro design. Sulla Domenica del Sole 24 Ore, in un numero speciale tutto dedicato a stelle e cieli, racconto due meraviglie del genio italiano. @parcodeiprincipisorrento@giopontiofficial@ceramicafrancescodemaio@grandhotelcastrocaro
Il buio, la luce di un proiettore su uno schermo, un leggero vapore che viene dal basso. Così Anthony McCall ha reso solida la luce e ultracorporea l’esperienza di chi visita la sua mostra personale alla Tate Modern di Londra. Vale il viaggio. Un percorso memorabile in poche sale oscurate che ti rimettono in contatto con la tua essenza, fragile e vitale. Domani il Mirabilia sulla Domenica @ilsole_24ore #solidlight #tatemodernmuseumlondon