Dopo oltre 50 anni di lavoro la ricerca su Napoli e il Vesuvio continua con la stessa passione giovanile.
L’@archiviorussosomma si arricchisce con i 23 volumi del Gravier - Raccolta di tutti i rinomati scrittori del regno - 1769, l’archeologia greca di Domenico Mancini e Abbate Felice - Intorno all’acquidotto (sic) Claudio -1840 e la gioia nello sfogliare queste pagine è incredibile.
Cosa ci può trattenere?
un archivio che respira,
polvere che non è abbandono
ma tempo che si deposita,
libri che non chiedono di essere letti
ma attraversati.
una residenza provvisoria,
un amico artista accanto,
silenzi che diventano sottotitoli
di un film straniero.
un cactus enorme,
che sembra scultura antica
ed è soltanto pazienza vegetale,
spine che custodiscono acqua
come certe parole
custodiscono un futuro
che forse non useremo.
i processi,
le cose mentre cambiano,
la forma che ancora non sa di esserlo,
la materia quando decide, lentamente,
di avere un destino.
La luce —
la stessa di ogni giorno —
che all’improvviso cade diversa
sullo scaffale, sul tavolo,
o su prato d’erba
una luce che non promette nulla
ma rende tutto sufficiente,
così quieta
che potresti accettare di fermarti lì,
senza chiedere altro.
il tempo sospeso
tra una pagina e l’altra,
tra il dire “per sempre”
e il non sapere
se domani ci riconosceremo nello stesso nome.
Il trattenere non promette stabilità,
ma un’incertezza luminosa,
un Titolo ogni volta cangiante,
una biblioteca che non conclude,
una fame quieta di progetti
che ci fa vivere
come se non dovessimo morire mai.
Il trattenere è un modo imperfetto di restare:
non accanto, non lontano,
ma in quella distanza minima
in cui due voci continuano a cercarsi
senza sapere
se stanno costruendo una casa
o soltanto una stanza d’attesa.
È una corsa finta,
in cui ci si urta piano
per non lasciare l’altro
andare avanti da solo.
un anello che aveva paura di cadere,
troppo largo per restare.
e allora un altro davanti,
più piccolo,
a fargli da soglia.
Non per stringere, ma per trovare il modo
Se il trattenere diventa restare,
non è per ciò che è compiuto,
ma per ciò che cambia,
non per quello che è stato letto,
ma per quello che si ha voglia di leggere.
Io, nel frattempo,
leggo ad alta voce
come se stessi imparando
a dare significato alle cose.
Ho capito che quando
un nome si fa iniziale
è perché basta una lettera
per dire tutto quanto
ma che in realtà forse è niente.
Grazie a tutte e tutti per aver partecipato alla prima presentazione di 𝗧𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 in occasione del finissage di Forma Formae.
𝗧𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝟬 non nasce per documentare mostre o installazioni come eventi conclusi.
Nasce per seguire e accompagnare i processi di ricerca degli artisti con cui lavoriamo.
Questo numero, Forma Formae, progetto di Raimondo Coppola @raimondo.coppola a cura di Dario Benvenuto @lantipatico__ , con reportage di Rosalba Avventura @avventura.r e contributi di Tani Russo @tanirusso e Giovanni Negri @giovanninegridabrusciano , racconta un percorso: le domande, le trasformazioni, le tensioni che attraversano una pratica artistica nel tempo.
Per noi l’arte contemporanea non è un risultato da esporre, ma un processo da attraversare e restituire.
L’editoriale è uno spazio in cui proviamo a rendere visibile questa stratificazione.
La partecipazione e l’interesse che abbiamo sentito durante la presentazione ci confermano che c’è bisogno di luoghi e spazi in cui il pensiero accompagni l’opera.
Nelle intenzioni del progetto, 𝗧𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 è un modo per continuare a condividere il nostro lavoro, le nostre ricerche e le nostre domande anche fuori dal contesto in cui nasce, diventando occasione di network con altri attori del settore artistico-culturale.
Presto novità legate al progetto: continuate a seguirci.
Grazie a chi c’era e a chi continua a camminare con noi nei processi, non solo negli esiti.
Foto credit @anna.staccato.paola
Titolo
non professione,
nemmeno passione.
La ricerca come modo di vivere.
Forse solo un gesto:
Cura,
mezzo senza fine,
vita che si espone —
tutto che è nulla.
Nel cambiamento, nuove forme, nuovi inizi.
Sabato 21 febbraio, dalle 17.30, ci incontriamo per il finissage di 𝗳𝗼𝗿𝗺ā – 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗲, il processo relazionale e multispecie di Raimondo Coppola @raimondo.coppola a cura di Dario Benvenuto @lantipatico__ e con reportage di Rosalba Avventura @avventura.r
Un momento per tornare dentro il lavoro, attraversarlo ancora, ascoltare ciò che è rimasto in sospeso.
E, a seguire, a Casa Tramandars, presentiamo 𝗧𝗜𝗧𝗢𝗟𝗢 𝟬 .
Un gesto che nasce dall’esigenza di prolungare la ricerca nel tempo del pensiero.
La mostra finisce.
Il progetto continua.
Vi aspettiamo.
📍 @pu.teca , Via Nuova 1 , Somma Vesuviana ( Napoli )
🕰 21 febbraio 2026 — ore 17.30
successivamente presentazione di Titolo 0 a Casa Tramandars in via Campane, Somma Vesuviana ( Napoli )
Si ringraziano @mariamaione_ / @esposito.ruggiero70 / @lr__designer per il particolare contributo.
Con il supporto di @archiviorussosomma / @amici_del_casamale_aps
Oggi l’arte contemporanea ha bisogno di studio, di ricerca.
Non è solo un oggetto da guardare.
È uno spazio che deve aprire domande.
Ma le domande non nascono dal nulla.
Nascono dalla conoscenza.
Una conoscenza che non serve a dare risposte definitive,
ma ad aprire possibilità, immaginari, contraddizioni.
Per questo, come archivio, per noi è fondamentale sostenere la ricerca degli artisti:
mettendo a disposizione libri, documenti, cartografie storiche su Napoli,
sul Vesuvio,
sullo sviluppo urbano della città.
Napoli è anche questo: strati, fratture, scelte urbanistiche che non sono solo sfondo, ma diventano vita quotidiana e influenzano il modo di essere delle persone. Ed è proprio da questa trama complessa che nasce il modo in cui i napoletani affrontano l’esistenza. Comprendere Napoli, la sua arte, la sua contemporaneità, vuol dire comprendere questo tessuto urbano che ha forgiato la loro identità. E solo da qui può davvero nascere un lavoro artistico consapevole e autenticamente contemporaneo.
Ci sono storie che non invecchiano mai.
Parliamo di Domenico Rea, e all’improvviso la letteratura smette di essere carta: diventa cronaca, gelo, silenzio.
Una novella che racconta l’abbandono, e fuori dai libri un bambino lasciato sotto la neve, a piedi, come se fosse un dettaglio trascurabile.
Le storie si cercano da sole?
O siamo noi, ormai, a riconoscere le stesse ferite senza bisogno di voltare pagina?
Forse non siamo noi a trovare le similitudini.
Forse sono i libri che continuano a venire a cercarci.
È 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒕𝒐 “𝑷𝒐𝒓𝒕𝒂 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂”, progetto continuativo di recupero e valorizzazione dei portali storici del Borgo Casamale, ideato dalle associazioni Tramandars e Amici del Casamale @amici_del_casamale_aps
Come associazione che si occupa di arte contemporanea, crediamo che il lavoro sui linguaggi del presente passi anche dalla cura del territorio, dalla riattivazione della memoria e dalla responsabilità verso ciò che ci precede.
Rivalutare significa anche restaurare, prendersi carico del passato per renderlo nuovamente abitabile nel presente.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire, passo dopo passo, l’antica bellezza ai portali storici del borgo, intervento dopo intervento, attraverso un processo condiviso e partecipato.
Il primo intervento ha riguardato il portone di Palazzo Sirico, in via Botteghe, con la sua straordinaria rosta lignea del XVII secolo e il portale in piperno. Un primo traguardo che apre il percorso: a breve sarà annunciato il secondo portale, e così via, nel tempo.
In questa occasione il lavoro è stato realizzato in collaborazione con ARCI Somma Vesuviana e Associazione Festa delle Lucerne.
L’auspicio è che altre associazioni, realtà locali e gruppi di cittadini scelgano di unirsi al progetto, contribuendo attivamente al recupero della bellezza storica del Borgo Casamale.
Un sentito ringraziamento va ai maestri che hanno realizzato il ripristino, a tutte le persone che hanno partecipato all’evento e a chi, con le proprie donazioni, ha reso possibile la restituzione di questa preziosa testimonianza degli antichi fasti di Somma Vesuviana.
@archiviorussosomma / @tanirusso Foto evento: @anna.staccato.paola
Cartelli Sbagliati 🪧🆘❌
Con sconforto veniamo a conoscenza di nuovi cartelli culturali che creano confusione su un territorio che meriterebbe ben altro.
Come @archiviorussosomma siamo disponibili a pagare nuovi cartelli ed a sostituire questi errati.
Inoltre per chiunque voglia avere informazioni storiche sul quartiere abbiamo pubblicato una guida con annesso sito, visitsomma, creato gratuitamente per la comunità da @dom_giulietti e promosso da @tramandars e @amici_del_casamale_aps .
A breve verranno posizionati anche i QR su ogni tappa culturale del quartiere.
Se non sapete dove trovarci, siamo sempre per le strade del borgo .
Apriamo il 2026. Un nuovo ciclo di programmazione prende forma: pratiche processuali, relazioni situate, tempi lunghi.
𝐟𝐨𝐫𝐦ă – 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐞 Un processo artistico relazionale e multispecie. Arte viva che si costruisce nell’incontro tra biologia, spazio e comunità.
di Raimondo Coppola @raimondo.coppola a cura di Dario Benvenuto @lantipatico__ documentazione di Rosalba Avventura @avventura.r
📍 @pu.teca 🗓 domenica 18 gennaio 2026 🕠 dalle 17.30
Ringraziamenti speciali a Maria Maione (@mariamaione_ _) – coordinatrice per tramandars per le attività collaterali Ruggiero Esposito (@esposito.ruggiero70 ) e il suo team per la realizzazione delle strutture espositive @lr__designer
Foto credit @avventura.r