Ruoteclassiche

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Guidare e collezionare. Per il gusto di farlo
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Sul numero di maggio, in edicola da oggi, trovate la Porsche 959 e un Dossier Sportive con Cisitalia 202, Honda S600 e S800 Coupé, Giannini 500 TV R, Jensen Healey, e tre Ferrari da urlo (Challenge Stradale, 430 Scuderia F1 e 458 Speciale). Il ricordo di Elio De Angelis 40 anni dopo, e tante storie: lo scandalo Ford-Firestone per lo scoppio delle gomme, la De Tomaso 1600 Spider che clonò la Fiat X1/9, le “Gemelle diverse” Fiat 2300 Coupé S e Plymouth Barracuda e la guida all’acquisto Land Rover Range Rover (L322). E ancora: l’AMP Garage, la mostra al Mauto delle inglesi rivali della Ferrari F1, la Coppa Milano-Sanremo, Anantara Concorso Roma, Vicenza Classic Car show. E molto altro ancora. Porsche 959 Ha 40 anni la supercar a trazione integrale più veloce e avanzata dell’epoca. Punta di diamante della Casa di Stoccarda, anche con un prezioso palmarès sportivo. Cisitalia 202 Festeggia 80 anni la 202, “scultura in movimento” esposta al MoMa di New York, nata nel primo dopoguerra dall’idea visionaria di Dusio e Taruffi. Giannini 500 TV R Piccola e pepata, la derivata Fiat, col bicilindrico da 27 CV che tocca i 110 km/h. L’auto è stata di proprietà per anni di una signora, non ha corso, e ciò le ha salvato la vita. Honda S600 e S800 Coupé Taglia small, appena 3,3 metri, con motori di 600 e 800 cm3 che girano alti come quelli delle moto. Infatti, le due giap sono leggere, vivacissime e molto divertenti. Tre Ferrari sul filo dei 9.000 giri Sono la Challenge Stradale, la 430 Scuderia F1 e la 458 Speciale. Le versioni estreme dei modelli “base”, alleggerite e potenziate: le abbiamo provate a Vairano. La vicenda Ford-Firestone A fine anni 90 le Ford Explorer si ribaltavano a causa del cedimento degli pneumatici. Una serie nera che ha portato i due colossi Usa in tribunale. AMP Garage A Montespertoli, Firenze, si trova una bottega artigiana che restaura sedili e sellerie. Con un metodo di lavoro davvero originale. ⌨️ @stassanoandrea 📸 @ruoteclassiche #ruoteclassiche #porsche #ferrari #honda #firestone
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16 days ago
Un sogno a occhi aperti e un premio per gli appassionati veri. Tre Ferrari stradali nelle versioni più estreme, equipaggiate con gli ultimi motori aspirati a otto cilindri made in Maranello. Sono la (360) Challenge Stradale, la 430 Scuderia F1 e la 458 Speciale. Un “gruppo rock” super esclusivo - le quotazioni, oggi, parlano di cifre da capogiro - al top delle rispettive gamme, riunito sulla pista di Vairano, in grado di sfidarsi anche a suon di decibel di sublime qualità. Quelli che solo un propulsore alimentato a pressione atmosferica - non ce ne voglia l’ottimo V8 biturbo della successiva 488 - può produrre, in un crescendo rossiniano che si autoalimenta, quanto più aumenta il regime di rotazione. Aprendo cuore e anima. E infatti, a condurre il ritmo in questo notevolissimo terzetto di Rosse, ci pensa una “band” che “suona” in totale 24 cilindri e muove ben 1.540 cavalli, più che adeguati a portare alle soglie del nirvana motoristico chi si mostra sensibile a cotanta tecnica orologiaia. I tre gioielli, di proprietà dello stesso collezionista torinese, ferrarista della prima ora che prima ha solo sognato tutto ciò e poi lo ha realizzato, rappresentano l’eccellenza dei rispettivi modelli, le versioni top e più costose, in grado di spremere il massimo potenziale dallo schema “base”, in termini di assetto, leggerezza, potenza e, quindi, di prestazioni pure. Le foto d'antan mostrano il nostro direttore, ai tempi a Quattroruote, che guida la stessa macchina di Schumacher per dimostrare che anche "l’uomo qualunque" con quel V8 poteva fare grandi cose... L’emozione continua nel numero di maggio, in edicola da domani! ⌨️ @stassanoandrea 📸 @maxserraphoto #ruoteclassiche #ferrari #ferrariclub #ferrarilovers
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17 days ago
Con Ruoteclassiche di maggio prosegue il viaggio nella storia Lancia con il quarto volume della collana dedicata ai 120 anni del marchio piemontese. Al centro del racconto troviamo gli anni Settanta, un decennio cruciale segnato dal passaggio alla gestione Fiat e dal debutto della Beta. Presentata al Salone di Torino del 1972, la Beta fu la prima vettura progettata ex novo del nuovo corso, equipaggiata con motori bialbero di derivazione Fiat montati trasversalmente.Da questa berlina nacque una vera e propria famiglia di modelli capaci di coprire ogni segmento: dalla raffinata Coupé alla Spider, fino alla HPE, una shooting brake che anticipava i tempi unendo sportività e praticità. Nel 1975 arrivò poi la Beta Montecarlo, una due posti a motore centrale che divenne una pietra miliare non solo per la produzione stradale, ma soprattutto per l’attività sportiva. Fu proprio la cellula della Montecarlo a fare da base alla leggendaria Rally 037, l’ultima auto a due ruote motrici, e pure posteriori, capace di vincere il Mondiale Rally nel 1983 contro le trazioni integrali. Lo stesso DNA portò alla nascita della Montecarlo Turbo da pista, regina del Gruppo 5, e dei prototipi LC1 e LC2 destinati all’Endurance. L’appuntamento è in edicola per tutto il mese di maggio insieme alla rivista, al prezzo di 11,90 euro. ⌨️📸 @ruoteclassiche #ruoteclassiche #lancia #lanciabeta #lancia037 #lanciamontecarlo
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14 days ago
A Villa d’Este non vince sempre l’auto più rara, né quella più costosa. A volte vince quella che riesce a fermare lo sguardo. E nel 2026 il pubblico ha scelto lei: una Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963. La Coppa d’Oro è andata all’ultima evoluzione della leggendaria SL, la versione aperta che raccolse l’eredità della “Ali di Gabbiano”, trasformandola in una gran turismo raffinata e utilizzabile. Sul prato affacciato sul lago di Como, tra oltre cinquanta vetture selezionate e una concorrenza di altissimo livello, la 300 SL ha conquistato il pubblico con il suo fascino senza tempo. A renderla ancora più evocativa, il dettaglio che sembrava uscito da una cartolina degli anni Sessanta: un paio di sci d’epoca fissati sul portabagagli, perfetto richiamo all’eleganza del jet set alpino. Non era sola. Tra le favorite c’era anche la Ferrari Testarossa Spider appartenuta a Gianni Agnelli, mentre altri premi hanno celebrato icone assolute come Ferrari 250 GTO, Fiat 8V Zagato e BMW M1. Il titolo più prestigioso, invece, il Trofeo BMW Group – Best of Show, è andato alla BMW 328 Bügelfalte, ovvero "piega dei pantaloni", del 1937, esemplare unico costruito nello stabilimento di Monaco e riconoscibile per la caratteristica nervatura sui parafanghi anteriori che le ha dato il soprannome. Un pezzo unico che la giuria ha incoronato vincitrice assoluta dell’edizione 2026. ⌨️📸 @ruoteclassiche #VillaDEste #concorsoeleganza #mercedes300sl #bmw328 #ruoteclassiche
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1 hour ago
| McLaren MP4/2 La MP4/1 fu la prima McLaren dell’era di Ron Dennis, che diede inizio ai modelli MP4 e rappresentò una vera rivoluzione in F1: fu la prima vettura con telaio interamente in fibra di carbonio. L’anno successivo però arrivò la svolta, Dennis fece entrare in società Mansur Ojjeh, titolare della TAG, che si offrì di finanziare la progettazione di un nuovo motore turbocompresso, che potesse sostituire il Ford Cosworth DFV. La casa svizzera, tuttavia, non aveva le competenze necessarie per realizzare il propulsore e la scelta del partner tecnico ricadde sulla Porsche, che invece non aveva intenzione di tornare in Formula 1 dopo le deludenti esperienze pregresse. Nacque così il sodalizio tra TAG e Porsche, che avrebbe dato vita a uno dei propulsori più vincenti della storia, capace di vincere due Campionati del Mondo costruttori di Formula 1 e tre Campionati del Mondo piloti di Formula 1. Il tutto, in soli tre anni. Scopriamo la storia di questo prodigio di meccanica insieme a @raccontidiauto
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7 hours ago
| Testarossa by Koenig Specials Coda tutta in plexiglas e sotto un 12 cilindri piatto che conosciamo bene, ma con una spinta in più: il turbo. Sono i favolosi anni Ottanta: Willi König fonda la Koenig Specials e inizia a prendere le supercar più iconiche del momento. Poi le smonta, le gonfia, le trasforma in qualcosa di completamente diverso. Una trasformazione così estrema che Ferrari chiese persino di rimuovere i propri loghi. Lei, di base, aveva 390 CV, ma i tedeschi ci montarono due turbo, due intercooler e una gestione elettronica Motec. Il risultato? 1.000 CV ottenuti da un motore derivato dalla serie. Per gestire tutta quella potenza, il posteriore venne allargato fino a oltre 2,15 metri: molto più di una Ferrari Testarossa standard. E voi l’avevate riconosciuta? Fatecelo sapere nei commenti. 🎤 @mircomagni
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1 day ago
La storia di quella che sarebbe diventata “la corsa più bella del mondo” prende il via il 26 marzo 1927. Ma l’inverno precedente c’è stato un prequel. A casa del giornalista Giovanni Canestrini, infatti, Aymo Maggi, Franco Mazzotti e Renzo Castagneto, cioè i quattro moschettieri, misero sul tavolo l’idea che era nell’aria da un po’: un Brescia-Roma e ritorno. 1600 chilometri a tavoletta, tanto per capirci. Più che un gara, una sfida tecnica e umana, che si meritava un nome all’altezza dell’impresa. E 1000 Miglia fu. L’edizione 2026, dal 9 al 13 giugno, vedrà percorrere, alle oltre 400 vetture storiche, quasi 2100 chilometri. La prima tappa parte da Brescia e finisce a Padova. In mezzo il Garda, le terre venete del Palladio e del Conte volante, Giannino Marzotto, che la vinse due volte (nel ‘50 e nel ‘53). Maria Antonietta Avanzo, la Baronessa, nel 1928, fu la prima donna a iscriversi alla corsa. La sua Chrysler, però, la lasciò a piedi. Non doma, l’anno dopo ritorna in sella, ops, al volante di una 1750 SS Zagato. E quindi, nel 1932, con un’Alfa della Scuderia Ferrari. La storia della gara è legata a doppio filo a quella dei materiali, cambiati radicalmente nei 30 anni della 1000 Miglia. Com’è successo per i pneumatici. All’inizio furono tela di fibre naturali e gomma con carcassa diagonale, e la sensazione di guidare alla cieca. Poi arrivano il Rayon, già meglio, e nel dopoguerra il Nylon. Meno forature certo, ma la rivoluzione arriva in zona Cesarini, e sono le gomme radiali (che tutti conosciamo). Il Road to 1000 Miglia, l’avvicinamento in quattro tappe alla corsa, continua fino al 7 giugno: ogni giovedì nelle stories e ogni domenica col post. ⌨️📸 @ruoteclassiche #1000miglia #ruoteclassiche #classiccars #frecciarossa
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1 day ago
| Ferrari Testarossa Spider Nel 1986 l’Avvocato si fece confezionare da Pininfarina una Ferrari Testarossa in versione scoperta: un esemplare unico, grigio argento, con targa personalizzata TO 00000G. Rimase nelle mani di Gianni Agnelli per qualche tempo e poi è passata più volte di mano Gianni Agnelli, presidente della Fiat da vent’anni, aveva un desiderio. Una Ferrari scoperta. E così nacque la Testarossa Spider, una fuoriserie destinata a rimanere una one-off, imitata e adattata, ma mai riprodotta in originale. Questo capriccio avrebbe favorito, a partire dalla 348, il ritorno di una vera Ferrari spider in gamma. 🎤 @federico_giavardi
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2 days ago
Elio De Angelis era il gentleman driver per eccellenza: colto, elegante, capace di incantare con la delicatezza di una melodia al pianoforte tanto quanto con la sua guida intensa e controllata tra le curve. Un talento cristallino che fece innamorare Colin Chapman. Elio non era uno di quelli che sgomitano, anche quando il destino lo portò lontano dalla sua amata Lotus, lo fece con la dignità di chi non ha bisogno di alzare la voce per dimostrare il proprio valore. Ma il destino aveva altri piani per lui. Purtroppo. Il 14 maggio 1986 durante una sessione di test a Le Castellet la sua Brabham BT55 perse l’ala posteriore in un tratto velocissimo, ribaltandosi e prendendo fuoco. Non fu l’impatto a risultare fatale, ma i fumi respirati in quell’abitacolo da cui fu estratto in ritardo. Elio si spense il giorno dopo, a soli ventotto anni. ⌨️📸 @ruoteclassiche #eliodeangelis #Formula1 #ruoteclassiche #legend #vintageracing
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2 days ago
L’Audi Quattro torna a far parlare di sé grazie al restomod realizzato da ABT Sportsline. L’icona del Gruppo B mantiene le forme leggendarie degli Anni 80, ma sotto il cofano arriva il moderno 2.9 V6 biturbo dell’Audi RS4 Avant da oltre 500 cavalli. Linee più aggressive, carreggiate allargate e dettagli moderni trasformano la storica coupé in una sportiva attualissima, senza perdere il carattere che l’ha resa celebre nei rally. Anche gli interni mescolano atmosfera rétro e tecnologia contemporanea. ⌨️📸 @ruoteclassiche #audiquattro #ruoteclassiche #audirs4 #gruppob #classiccars
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3 days ago
Le piccole scoperte degli anni 2000 hanno riscritto le regole del tempo libero, portando il vento tra i capelli in una dimensione urbana e accessibile. Quattro protagoniste diverse, unite dalla voglia di osare. La Daihatsu Copen ha miniaturizzato il concetto di roadster: un gioiello giapponese dal design retrò con un sofisticato tetto rigido in alluminio. La Citroën C3 Pluriel ha sfidato ogni schema con la sua modularità estrema, capace di trasformarsi da berlina a spider totale rimuovendo gli archi della carrozzeria. La Nissan Micra C+C, firmata Karmann, ha puntato sulla luce grazie al tetto in vetro apribile, unendo la praticità della citycar al fascino della coupé-cabriolet. La StreetKa, nata dalla collaborazione tra Ford e Pininfarina, ha trasformato le linee della Ka in una spider grintosa e divertente, diventando subito un instant classic del design New Edge. Quattro modi diversi di intendere la libertà. Collezionarle tutte? Magari o anche no? ⌨️📸 @ruoteclassiche #ruoteclassiche #youngtimer #cabrio #daihatsu #citroen
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4 days ago
La Land Rover Range Rover serie L322 è una tentazione irresistibile per chi adora le classiche fuoristrada di lusso britanniche. Un oggetto oggi alla portata di quasi tutte le tasche (tranne le ancor più sofisticate V8 S/C di 5.0 litri da 510 CV di fine serie), ma che può riservare sorprese amare. Da considerare prima dell’eventuale acquisto, infatti, non è tanto il prezzo (si parte da meno di 5.000 euro per un discreto esemplare di “TD6”, mentre il valore sale di parecchio nelle versioni a benzina e in relazione alla potenza), quanto il costo degli inconvenienti che possono presentarsi all’improvviso e svuotare il portafoglio più velocemente di quanto il motore otto cilindri a V equipag giato da compressore volumetrico divori il passaggio da 0 a 100 km/h. È noto che le “L322” non siano poi molto affidabili, soprattutto se sono state trascurate di manutenzione. Per questo, sul mercato si trovano oscillazioni di prezzo anche piuttosto sensibili. In linea generale, meglio non fidarsi di esemplari privi di storia manutentiva dimostrabile, perché possono costituire un vero rischio… La guida all’acquisto continua in edicola, nel numero di maggio. ⌨️Marco Di Pietro 📸 @ruoteclassiche #ruoteclassiche #classiccars #offroad #rangerover #landrover
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5 days ago