Qualcosa sta sparendo dagli uffici. E non è un caso.
Al loro posto stanno arrivando i third space.
Il termine arriva dalla sociologia: il “primo luogo” è casa, il “secondo” è il lavoro, il “terzo” è tutto il resto. Bar, piazze, café, posti dove stai senza dover per forza fare qualcosa. Posti dove succedono le relazioni.
Oggi gli uffici stanno portando i third space dentro di sé. Non più solo scrivanie e sale riunioni, ma divani, lounge, caffetterie interne, terrazze, angoli soft. Zone ibride dove ci si ferma a parlare, pensare, prendere un caffè, fare brainstorming spontanei.
Perché con il lavoro ibrido è chiaro: a casa produci, in ufficio crei. Da soli si esegue, insieme si inventa. E le idee migliori non nascono in call, ma nei momenti informali.
Per questo lo spazio fisico è tornato a contare. E parla di te prima ancora che apri bocca.
Il tuo ufficio ha già il suo third space?
Progettare il movimento non ci bastava.
Siamo al fianco di chi lo vive ogni giorno, sul campo.
Perché crederci significa anche investirci.
Orgogliosi di sponsorizzare il Tennis Club Lido Lugano.
Non ricordi l’oggetto. Ricordi lo spazio in cui l’hai visto.
La luce, la distanza, il ritmo. É lì che si forma la memoria.
É lì che lavoriamo.
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Quello che il brief non vede.
Il corpo è il primo strumento di misura dello spazio. Eppure è il grande assente nella progettazione. Si calcolano metrature, si selezionano materiali. Più raramente ci si chiede come un corpo si muoverà lì dentro.
In PDB il progetto parte dal corpo.
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Scrivanie fisse, corridoi uguali, lavoro misurato in ore di presenza. Un modello che non regge più.
Massimiliano Notarbartolo, CEO di Progetto Design & Build, racconta a Corriere della Sera, nell’inserto L’Economia, come progettiamo spazi dove il benessere delle persone è il punto di partenza, non un accessorio. Dal protocollo UP150 sviluppato con l’Università degli Studi di Milano al progetto Dedalo con alcuni studenti del Politecnico federale di Zurigo.
Link all’intervista: /rassegna-stampa/
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Lo spazio decide come lavorerai.
Arte, luce, relax: non sono accessori ma strumenti del progetto.
Quando l’ufficio offre momenti di decompressione visiva e cognitiva, le persone lavorano meglio e tornano volentieri.#progettocmrinternational #progettodesignebuild #workplace #workplacedesign #designmilano