⚡️CALL TO ACTION ⚡️
SARÀ CIRCA UN MESE CHE LE MIE AMICHE STANNO LAVORANDO NONSTOP A QUESRO PROGETTO: CALENDARIZZATECI E APPROVATECI IL DDL ZAN!
Pretendiamo una politica che riconosca le discriminazioni misogine, omolesbobitransfobiche e abiliste che subiamo e si adoperi adeguatamente per tutelarci. Stiamo unendo le nostre voci in un urlo collettivo perché chi ci rappresenta in Senato sappia che l’immediata calendarizzazione e approvazione del DDL Zan sono il primo indispensabile passo in questa direzione.
Perché il coro non si spenga, partecipa e fai partecipare più persone possibile. Invia una mail a [email protected] con oggetto “partecipo”, riceverai istruzioni e materiali utili per sostenere l’iniziativa.
Per ogni volta in cui c’impongono il silenzio, è importante non smettere di farsi coro: t’invitiamo a non smettere di sollecitare Senatori e Senatrici e a ricontattare l’e-mail di riferimento ogniqualvolta volessi ricevere i materiali più recentemente aggiornati.
Per qualsiasi informazione, puoi rivolgerti a @_claireblue_@_alessiabecheri@icoloridicatan@alisolide@veronicacontee@federippi@nahabystella.faye@martinagagliardi0@adelaideghisolfi@engigalletti@la_lettrice_femminista@lhacantataunafemmina@gaiasolee@giorgiasoleri_@martivacca@fakeswedishaccent@not_anopinion@__beabeabea
Speriamo di festeggiare insieme l’approvazione il più presto possibile.
⚡️LA LOTTA NON SI ARRESTA ⚡️
Le grafiche sono di Gaia Sole @gaiasolee@alessandro.zan
#ddlzan #ddlzansubito #stopmisoginia #stopomolesbobitransfobia #stopabilismo #lgbtqia #femminismo
Ciao, siamo @nclmtm e @_alicebusnelli_ di @unicef_milano 🌻
Questi @canva collage che comparano wordclouds di @mentimeter sono il risultato di un esercizio di libere associazioni che abbiamo svolto in quattro sezioni diverse di quarta superiore come ice-breaker di un workshop sugli stereotipi e la violenza di genere.
Alle alunne e agli alunni è stato chiesto di completare su @jotform un questionario con le primissime cose che le/gli venivano in mente per rispondere in modo immediato alle domande date.
Per le prime tre foto: più grande è la parola più volte è stata ripetuta, più è piccola meno volte compariva. Nel caso dell’ultima immagine invece si tratta di una nostra selezione di espressioni più ripetute. Abbiamo scelto un metodo di rappresentazione differente perché le frasi erano troppo lunghe per essere rappresentate anche quando comparivano una sola volta.
E' importante sottolineare che la maggior parte delle partecipanti si riconoscevano come donne e che questo era il quarto di un ciclo di cinque incontri quindi si era istaurato un buon rapporto di fiducia con le classi coivolte.
Forse è proprio da questi FORTE, TUTTO e NIENTE, da queste parole scritte così in grande ma con un significato così vago e semplicistico che dovremmo iniziare ripensare la costruzione sociale del genere.
🇮🇹 Una delle prime leggi per l’emancipazione del corpo femminile è la legge 20 febbraio 1958 n.75 “Merlin”, che emanata dopo diversi scontri di etico-politici, si pone come obiettivo l’eliminazione della prostituzione di Stato. Con la fine degli anni ‘60, le donne iniziarono a partecipare più attivamente alla vita politica dello Stato e con la legge 19 maggio 1975 n. 151: si arrivò alla riforma del diritto della famiglia, con cui finalmente viene riconosciuto un modello di famiglia paritaria.
A seguire la legge 5 settembre 1981, con la quale grazie all’atto coraggioso di Franca Viola, vengono ottenute due altre ulteriori conquiste: l’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore.
A partire dalla seconda metà del Novecento, viene posta progressivamente più enfasi sulla dimensione psicologica ed emotiva dell’atto sessuale fino a giungere alla riforma avvenuta con la l. 15 febbraio 1996 n.66: la disciplina dello stupro subisce un’evoluzione radicale e viene tutelata una sempre maggiore libertà in campo sessuale.
🇬🇧 One of the first laws for the emancipation of the female body passed on the 20th of February 1958. It is called n.75 "Merlin", aims to eliminate state prostitution and was enacted after several ethical-political clashes.
At the end of the 1960s women began to participate more actively in the political life of the state and on the 19th of May 1975 we arrived at the reform of family with the law n.151.
Following the law of 5 September 1981, with which, thanks to the courageous act of Franca Viola, two other further achievements are obtained: the abolition of the honor killing and shotgun marriage. Starting from the second half of the twentieth century, more emphasis is progressively placed on the psychological and emotional dimension of the sexual act until the reform that took place with the l. 66 of 15 February 1996: the discipline of rape undergoes a radical evolution and ever greater freedom in the sexual field is protected.
🇬🇧 The constitutional project remained of distant concretisation as the rigid norms of the Civil Code remained in force. It was only after almost thirty years, thanks to the reform of family law in 1975, that the first radical changes took place.
Despite the apparent innovation brought about by the constitutional text, the positions of the two genders within marriage at the beginning remained strongly anchored to the past model.
🇮🇹 Con l’avvento della Costituzione nel 1948, si apre un nuovo scenario per lo Stato italiano: i diritti vengono dimensionati non più sulle classi sociali ma sui singoli individui.
Con l’art. 2 Cost., che afferma il riconoscimento dei diritti inviolabili, vengono riconosciuti importanti diritti per l’affermazione della sfera fisica della donna: il diritto all’identità personale, quello della personalità e il diritto dell’identità sessuale. Viene inoltre consacrata l’eguaglianza senza distinzioni di sesso con l’art. 3, la quale attraverso articoli successivi viene riconosciuta anche in ambito famigliare, lavorativo e politico (artt. 30, 37,48,51).
Di portata ancor più rivoluzionaria è l’art. 29 che riconosce finalmente l’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi.
🇬🇧 With the 1948 Constitution a new scenario played out for the Italian state: rights were no longer dimensioned on social classes but on individuals.
Affirming the recognition of inviolable rights, the art. 2 recognises important rights for the affirmation of women’s bodies: the right to personal identity, personality and sexual identity. Equality without distinctions of sexes is stipulated in art. 3. Through subsequent articles, equality between sexes is also recognized in the family, work and political spheres (articles 30, 37, 48, 51).
Even more revolutionary in scope is art. 29 which finally recognizes the moral and legal equality of spouses.
🇬🇧 The patriarchal conception of the family, recognizing in the man the function of head of the family, tolerated violence against women.
The pre-eminence of men over women was accepted by the codes of the time: both in the Zanardelli Code (1889) and in the Rocco Code (1930) in which for the regulation of crimes such as adultery and rape different treatments were provided between the two genders.
🇮🇹 L’Italia della seconda metà dell’ottocento, un paese prevalentemente agricolo, contraddistinto dalla presenza della famiglia contadina tradizionale.
Modello famigliare patriarcale in cui la donna era considerata a tutti gli effetti alla stregua di un essere privo di autonomia e di volontà consapevole distinta dal suo corpo, considerata solo in quanto mero strumento di riproduzione.
Una vita trascorsa rinchiusa dentro le mura domestiche, il cui momento cruciale era il matrimonio, che avveniva seguendo l’esclusiva volontà della famiglia. Per una donna sposarsi significava perdere ogni possesso del proprio corpo, il proprio nome e la propria autonomia e consegnarsi ad una famiglia che diventava l’unica responsabile del suo destino.
🇬🇧 In the second half of the nineteenth century, italy is predominantly an agricultural country characterized by the presence of the traditional peasant family.
The patriarchal family model in which the woman was considered only as a mere instrument of reproduction deprived of autonomy, free will and self-consciousness.
The crucial moment of a woman’s life was marriage which took place following the exclusive will of the family. For a woman, getting married meant losing all possession of her body, her name and her autonomy. Marriage for a woman meant giving herself up to a family that became solely responsible for her destiny and spending life locked inside the home.
🇮🇹 Nel primo testo Costituzionale italiano, la posizione del cittadino, i suoi diritti e le sue libertà risultano essere profondamente legati alla debolezza della garanzia costituzionale.
Nonostante lo Statuto prevedesse un principio di uguaglianza (art. 24), un diritto di libertà personale (art. 26), l’inviolabilità del domicilio (art. 27), la libertà di stampa e di opinione (art. 28) e il diritto alla proprietà privata (art. 32), i legislatori detenevano la facoltà di modificarne l’attuazione e il loro esercizio per alcune categorie di sudditi.
Le condizioni di riconoscimento di tali libertà e diritti risultavano così essere riservati ad una figura ben nota: il borghese maschio, maggiorenne, alfabetizzato e proprietario.
🇬🇧 In the first Italian Constitutional text, the position of the citizen, his rights and freedoms are deeply linked to the weakness of the constitutional guarantee.
Although the Statute provided a principle of equality (art.24), a right of personal freedom (art.26), the inviolability of the home (art.27), freedom of the press and opinion (art.28) and right to private property (Article 32), the legislators held the right to modify its implementation and exercise for certain categories of subjects.
The conditions for the recognition of these freedoms and rights were thus reserved for a well-known figure: the male bourgeois literate, property owner of a certain age.
🔥 Take Over 🔥
Ciao amic questo bellissimo musino è @mathgemmo che, in un periodo così caldo per i diritti delle minoranze, ha deciso di condividere con noi il suo progetto di tesi dal titolo "L'evoluzione a livello costituzionale e legislativo dei diritti sul corpo della donna". Il testo completo sarà a breve disponibile nel link in bio mentre nei prossimi giorni pubblicheremo delle pillole del suo elaborato in post.
Di seguito una piccola intro dell'autrice che ci racconta il perchè e per come ha intrapreso questo progetto. Enjoy! 🪐✨
“Spinta da un sentimento di riscatto nei confronti della realtà di provincia nella quale sono cresciuta, in cui spesso mi sono sentita schiacciata dal peso dei giudizi e delle piccola mentalità, il mio lavoro di tesi nasce dalla volontà di ripercorrere come e quanto fortemente le donne in Italia, a partire dallo Statuto Albertino e nonostante gli apparenti progressi Costituzionali del 1948, siano sempre state considerate esclusivamente in funzione del loro corpo, della loro capacità riproduttiva e della loro cosiddetta funzione sociale.
Vorrei profondamente che tutti, uomini e donne, prendessero coscienza di quanto sia stato lungo e complicato il percorso che ha portato all'affermazione di alcune leggi italiane riguardanti la sfera sessuale femminile e di quanto sia ancora oggi fondamentale battersi su tutti i fronti per una società di eguaglianza.
Oggi più che mai bisogna reprimere la violenza. Violenza che è insita non solo nei fatti, ma anche nelle semplici parole: un commento di troppo, un giudizio superficiale, un rapporto sessuale non pienamente consensuale… fatti che nella società odierna appaiono ancora troppo normalizzati e accettati.”
(🇬🇧 in the comments below ⬇️)
Ho avuto l’onore di partecipare al progetto #dearbody di @creativadispersiva 🌸
Partendo da una mia foto senza veli di @willfillstheframe Marzia ha dato vita al meraviglioso disegno che vedete qui sopra. Mi sono poi messa ancora più a nudo in una lettera aperta al mio corpo che trovate di seguito swipando.
TW rapporti non consenzienti e DCA.
Il progetto dunque consiste nel mandare una foto a Marzia e scrivere qualche riga al proprio corpo. Due atti che possono sembrare banali ma che invece generano un’energia potentissima: da un lato ci vediamo con gli occhi di un’altra persona; dall’altro mettiamo in contatto il nostro profondo e la nostra carne, che spesso non sono granché collegati manco a noi stessi... Che poi noi stessi che siamo se non un cocktail perennemente squilibrato di corpo e mente?
Con questo progetto Marzia ha creato un luogo sicuro e generativo per investigare il corpo, l’essere e lo spazio che sono i tre elementi che a questa pagina stanno più a cuore.
Quindi GRAZIE di cuore Marsi e... voi che aspettate a partecipare? DM her for more info ✨
BREAKING NEWS - CALL TO ACTION
Abbiamo scritto una lettera da inviare a RAI e giornalist*.
Perché il linguaggio razzista, sessista e omobilesbotransfobico che utilizzano non è accettabile.
Perché il blackface non è accettabile.
Perché vogliamo una rappresentazione che includa tutt*.
Perché se non siamo parte attiva della narrazione, rischierà sempre di essere offensiva.
Se anche tu vuoi far sapere ai media italiani che tutto questo non è accettabile:
1. Partecipa al mailbombing.
Scrivici una e-mail all’indirizzo [email protected] e riceverai tutte le info necessarie.
2. Partecipa al sit-in GIOVEDÌ 8 APRILE alle 17.30 davanti alle sedi Rai di:
-Milano, corso Sempione 27
- Roma, via Mazzini 14
- Torino, via Verdi 16
Cara Rai, l’unico modo per continuare a funzionare è cambiare, condividi questa immagine nelle storie con l’hashtag #cambieRAI e #prendiamolaparola.
(🇮🇹 Nei commenti)
🇬🇧 In making women’s agency inherently feminist, this approach to feminism implies that every woman has the privilege of making herself and dictating exactly how she’d like to live her life. However, this disregards the limitations set by issues of race, sexual orientation, gender identity, degree of ability and class status whereby decision-making can be rooted in surviving. This is to say that people in less privileged statuses are not able to cherry pick every aspect of their lives and instead must work within the confines of their social and economic locations.
Moreover, choice feminism has the effect of stopping the conversation short: it asks no further questions once a woman has said “but it’s my choice!”. It applauds the act of choice-making without concern for the effect it might have on the fight for women’s rights. And the act of making a choice isn’t automatically contributing to the cause of attaining equal rights for women: pretending that a decision is our conscious choice will not suddenly liberate us.
Within choice feminism there is no identification of any kind of problem nor an analysis of existing power structures. The word “choice” then becomes a misnomer because in a given society most options are narrowed and predefined by power structure and therefore entrenched in patriarchal norms. In other words, choice feminism is a very harmful delusion that makes us get comfortable with oppression as it does not call into question and challenge the status quo.