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Marta Maria Nicolazzi

@nclmtm

Mando vocali che sono tedtalk. Amo il tea alla pesca, l’Inter e la Palestina.
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In questi giorni, tra le manifestazioni a Tel Aviv e il gruppo “Mia Moglie”, mi sono ritrovata a rispondere in parallelo a una serie di commenti alla “not all…”. Che colonialismo e maschilismo siano fortemente intrecciati non è certo un segreto né una novità. Come scriveva Frantz Fanon già negli anni Cinquanta, il colonialismo non è solo un sistema politico ed economico, ma una forma di dominio che attraversa i corpi, la sessualità e i rapporti di genere (Black Skin, White Masks, 1952; A Dying Colonialism, 1959). La violenza coloniale è anche violenza maschilista, perché si fonda su rapporti virilisti e sessualizzati, imponendo un controllo sulle donne come terreno simbolico e materiale di conquista. Molte pensatrici femministe attuali hanno ripreso e radicalizzato questo legame (da Spivak a McClintock, da Abu-Lughod a Ahmed) mostrando in modi diversi come il colonialismo si fondi sul maschilismo e lo rafforzi, facendo delle donne colonizzate al tempo stesso simbolo, giustificazione e terreno di dominio. È la prima volta, però, che mi trovo in simultanea a dare risposte così affini alla cultura dello stupro e all’occupazione genocida della Palestina. Ho iniziato quindi a pensare ai legami tra la mascolinità fragile e quella che io chiamo israelitudine fragile.
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8 months ago
Chi non è nuovo su questi schermi sa che mi sono sempre battuta per la salute mentale, perché è alla base di un mondo più equo. E siccome il personale è politico, non ho mai nascosto le mie fragilità perché la vulnerabilità è bellezza, non debolezza, e se condivisa è un modo di resistere insieme. A giugno 2022 pubblicavo un reel su un attacco di panico avuto in Municipio. Erano stati a lungo parte del mio quotidiano, poi niente per un anno. Poi quell’episodio ma da quel momento in poi non sono più tornati. Fino a giugno di quest’anno che ne ho avuti almeno tre. Come tre anni fa, la prima sensazione è stata quella del fallimento: pensare che tutto il lavoro fatto fosse inutile e che stessi tornando indietro. In quei giorni, però, sul telefono mi è comparsa una frase: “ci vogliono 28 giorni per iniziare un nuovo percorso neurale”. L’app dell’oroscopo non sarà certo la mia psicologa ma non potevo prendere questa apparizione come un caso. Ho deciso fosse un invito a rimettere in discussione qualcosa in più e riprendere in mano il bandolo della matassa, magari da un altro punto di vista. Il 14 luglio ho deciso di marcare lo scoccare del 28esimo giorno sul calendario. Dalla presa della Bastille ad oggi quello è stato l’ultimo attacco di panico. In questi 28 giorni mi sono ripetuta che anche quando qualcosa ritorna, non significa che hai fatto passi indietro: se la matassa si ingarbuglia, il filo resta, la trama è la stessa. Ho capito che una o piú ricadute non cancellano la strada fatta, che non si ricomincia mai da zero: ciò che costruisci resta, anche quando si spezza o si annoda. Con questo non intendo dire che la cura sia un percorso a premi. Anzi è la cosa meno lineare dell’universo. Però ecco, forse potremmo essere tutte un po’ più gentili con noi stesse perché comunque riusciamo ad essere sempre molto cariiine, anche in meltdown. E poi non è da tuttə decidere di stare sulle montagne russe verso una versione migliore di sé. Evviva sempre memini e Co–Star: bff di noi principesse guerriere.
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9 months ago
Dopo mesi di silenzio stampa è giunto il momento romperlo. Qualche mese fa ho deciso di dimettermi dal mio incarico di consigliera in Municipio 1. Non è stata una scelta facile, ma è una scelta necessaria. Questi tre anni sono stati intesi, emozionanti e complessi. Ho portato avanti battaglie su temi che mi stanno a cuore con impegno, studio, ostinazione e anche molte frustrazioni. Perché fare politica significa confrontarsi ogni giorno con ostacoli strutturali, resistenze culturali, tempi infiniti, giochi di potere più grandi di noi e parecchie porte chiuse. Ma fare politica significa anche ascoltare, coltivare il dissenso e prendersi cura. Ed è proprio per un senso profondo di coerenza nei confronti di quello che per me è il punto di partenza per una buona politica che ho lasciato il mio incarico. Continuerò a lavorare per spostare anche solo di poco l’asse del possibile ma con altri strumenti e in altri spazi che non ti obbligano ad un compromesso sulla pelle degli altri. Certamente, la mia vita personale ha giocato la sua parte rendendosi più bisognosa di me in quest’ultimo periodo ma sono toro ascendente scorpione quindi la mia giornata ha 48 ore e non lascio pezzi per strada delle cose a cui tengo. Però se per “relazione politica” stringi la mano, scrivi il discorso o fai la foto con una persona che non sanzionerebbe mai Israele, non c’è reel Free Palestine che tenga: hai le mani sporche di sangue anche tu. Ringrazio chi ha condiviso con me questo pezzo di strada, chi ha creduto in me ed in una politica diversa. E chi continuerà a farlo. *** si non ho usato gli asterischi perché le cose vanno dette come stanno. Shadowbannatemi la vita, Palestina Libera
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9 months ago
Stasera a Milano da @smallsmallspace tra le 17 e le 21 si presenta il nuovo numero di @mulierismagazine e anche se io non riuscirò ad esserci fisicamente, è palpabile quanto certe forme di sorellanza riescano a essere transazionali, transurbane, transcorporee. Personalmente sono emozionatissima perché questo numero verte su un tema che mi tocca particolarmente e contiene anche un mio articolo a cui tengo molto. Un pezzo che attraverso l’incredibile lavoro di @amar3______ ci parla di corpi che occupano spazio, di città che possono respingerti quanto diventare casa, e di quel confine sottilissimo tra confinamento e affermazione. Ringrazio Amar3 per il modo in cui incollano corpi, desideri, rabbia, affetto e presenza dentro il tessuto urbano, rendendo la città qualcosa che non si attraversa soltanto, ma che si può reclamare, abitare, disturbare, amare. E grazie a @chiaracognigni @gretafutura e @loruponyo per aver creato e continuare a nutrire Mulieris: una realtà più che necessaria in questo momento storico caratterizzato da dissociamento, menefreghismo e forte aridità culturale. E perché niente accade per caso, mentre scrivevo questo pezzo, a Capodanno, il mio oroscopo 2026 parlava proprio esattamente di quello che attraversa questo numero: la casa come movimento, ritorno, ricostruzione, memoria, trasformazione. Come qualcosa che a volte perdiamo, a volte scegliamo, a volte dobbiamo reinventare da zero. Forse casa non è dove torniamo ma è ciò che riusciamo a costruire insieme mentre attraversiamo la vita e ci facciamo spazio nel mondo. Un modo per ridefinire noi stesse in relazione con le altre.
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2 days ago
Menopausa: non una fine, ma uno spazio da riscrivere. Tra medicina e sociologia, @dott.ssa_raffaeladipace e @nclmtm aprono un confronto su corpo, stigma e trasformazione. Per passare dal silenzio alla parola, dalla gestione alla possibilità. PARLIAMO DI MENOPAUSA (più o meno precoce) mercoledì 13 maggio ore 19 in collaborazione con @stiamofresche *speciale @ilfestivaldelciclomestruale 📍@latod_desiderio #latod #librerialatod
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10 days ago
Madri a tutti costi: qual è il prezzo dell’autodeterminazione del corpi? #talk Per indagare l’autodeterminazione dei corpi tra desideri, diritti e leggi di mercato. A partire dall’accesso alla crioconservazione e dal quadro normativo sulla PMA, si entra nel lato meno visibile. Esperienze concrete, ostacoli reali, limiti legislativi e disuguaglianze: dalla mancata applicazione delle leggi, alla disinformazione come strumento di controllo, alle discriminazioni di classe. Quanto è davvero libera l’autodeterminazione? Quale prezzo si paga quando i corpi vengono strumentalizzati politicamente? A quale “costo” si diventa madri? Con: • Marta Nicolazzi, Sociologa e co-fondatrice di @stiamofresche ; • Costanza Nardocci, Professoressa associata in Diritto Costituzionale – Università Statale di Milano; • Maria Elena Viola, Direttrice di @donnamoderna ; • Tullia Penna, Ricercatrice in filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino. Modera Sara Consorti aka @saraconsorti , avvocata 📆 Quando? 23 maggio, dalle 17 alle 18.30 📍Dove? Come sempre al Rob de Matt 👉 Maggiori info e prenotazioni al link in bio! #fdcm26
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18 days ago
A wise old man, with a beard and dressed all in red, once said: A Lapland with Northern Lights and no snow, is better than a Lapland with snow and no Northern Lights 🎅❄️🌌 #lapland #northernlights #santaclause #finland
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25 days ago
Vivere un anno in dieci giorni: Quanta luce in questo cammino. Quanto amore per questa strada. Quante persone sbrillucichine. Che fortunata che sono anche non so se amo più dire NO o fare i selfie in ascensore. Nel dubbio, hasta “basta maschi che maschiano nei nostri luoghi” siempre. Just be queer, do crimes. E si ho consegnato il dottorato e @stiamofresche è finito su due cartacei in una settimana. No non è pesce d’aprile.
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1 month ago
Domani è l’8 marzo. Per chi ancora non ci ha capito una mazza è la festa della donna; per tante altre è un giorno di lotta. Per me, ormai da tre anni, è l’anniversario della morte di una delle mie persone preferite al mondo. L’uomo che più mi ha amata e fatta ridere nell’universo. Il più grande viveur e viaggiatore che io abbia mai conosciuto. Oggi sono in Liechtenstein con una delle altre mie persone preferite al mondo, a celebrare il mio cinquantesimo Paese visitato. Questa giornata sta avendo un po’ il sapore di San Valentino ed il suo regalo per il nostro anniversario, che cade il 25 dicembre. Ci sono tante cose di Gian che rivedo in lui. Non so se siano proiezioni mie, ma poco mi importa. Di fatto la realtà è fatta delle storie che ci raccontiamo e come le interpretiamo. La leggerezza, la spensieratezza, le orecchie di santa Lucia, la battuta sempre pronta, le spiegazioni assurde e totalmente inventate a cui casco sempre. Tutte cose che stanno re-wiring il mio sistema nervoso e curando ferite che non sapevo di avere. L’intelligenza artificiale dice che, con i miei standard, le probabilità di incontrare la mia persona erano praticamente nulle. Ma per fortuna non credo nelle statistiche e noi ci siamo trovati anche sulle patatine salt and vinegar. Un po’ meno sull’aria condizionata e sulla classificazione dei colori, ma tutto dalla vita non si può avere e bisogna pur sempre avere scuse per litigare. In questi due anni abbiamo visitato 14 Paesi insieme. Alcuni per la prima volta, altri per l’ennesima, ma insieme, con i nostri cani e le nostre playlist improbabili, avevano tutt’altra dimensione. Se quei maski la smettono di giocare a chi ce l’ha più grosso e la terza guerra mondiale ce lo permette, in questo terzo anno dovremmo visitarne altri sette o otto. Che dire: ci auguro di continuare a esplorare luoghi della terra, riscrivere le feste comandate e ridisegnare la famiglia tradizionale insieme. Lotto marzo tutti i giorni 💌
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2 months ago
End of hibernation drop 🩵 Un inverno all’insegna delle checchie pelose, com’è giusto che sia
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2 months ago
❤️‍🔥Entriamo nel vivo della seconda edizione del Festival Nazionale della Menopausa Precoce! 🎙️Ospiti della prima sessione dedicata alla ginecologia, alla sessualità e ai diritti sono: • il Dr. @giovannidellicarpini : Dirigente Medico, Clinica di Ostetricia e Ginecologia Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche di Ancona • la Dr.ssa @dott.ssa_annapaola_cavalieri_ :Medica Chirurga specialista in Ginecologia, Dottore di ricerca in psiconeuroendocrinologia della riproduzione • la Dr.ssa @dott.ssa_raffaeladipace : Ginecologa e sessuologa - PhD in Fisiopatologia della Menopausa • la Dott.ssa @nclmtm : Sociologa, ricercatrice e co-fondatrice del collettivo @stiamofresche 🔗Iscrizioni gratuite aperte, link in bio! 🫶🏻Ti aspettiamo il 21 Marzo al Teatro delle Muse di Ancona • Menopausa Precoce | Festival | Ginecologia | Salute
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2 months ago
God bless astrology. Today more than ever. Che sia un 2026 pieno di consapevolezze, come quella che l’astrologia è più reliable della geopolitica.
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4 months ago