Stasera a Milano da
@smallsmallspace tra le 17 e le 21 si presenta il nuovo numero di
@mulierismagazine e anche se io non riuscirò ad esserci fisicamente, è palpabile quanto certe forme di sorellanza riescano a essere transazionali, transurbane, transcorporee.
Personalmente sono emozionatissima perché questo numero verte su un tema che mi tocca particolarmente e contiene anche un mio articolo a cui tengo molto.
Un pezzo che attraverso l’incredibile lavoro di
@amar3______ ci parla di corpi che occupano spazio, di città che possono respingerti quanto diventare casa, e di quel confine sottilissimo tra confinamento e affermazione.
Ringrazio Amar3 per il modo in cui incollano corpi, desideri, rabbia, affetto e presenza dentro il tessuto urbano, rendendo la città qualcosa che non si attraversa soltanto, ma che si può reclamare, abitare, disturbare, amare. E grazie a
@chiaracognigni @gretafutura e
@loruponyo per aver creato e continuare a nutrire Mulieris: una realtà più che necessaria in questo momento storico caratterizzato da dissociamento, menefreghismo e forte aridità culturale.
E perché niente accade per caso, mentre scrivevo questo pezzo, a Capodanno, il mio oroscopo 2026 parlava proprio esattamente di quello che attraversa questo numero: la casa come movimento, ritorno, ricostruzione, memoria, trasformazione. Come qualcosa che a volte perdiamo, a volte scegliamo, a volte dobbiamo reinventare da zero. Forse casa non è dove torniamo ma è ciò che riusciamo a costruire insieme mentre attraversiamo la vita e ci facciamo spazio nel mondo. Un modo per ridefinire noi stesse in relazione con le altre.