È da Domenica che ho in testa le parole di quella canzone, Luci a San Siro..
E subito dopo mi torna in mente il giorno in cui ho iniziato a suonare.
A volte ci sono momenti in cui il presente ti travolge, ma allo stesso tempo ti riporta con forza a tutto quello che c’è stato prima: alla strada, alla fatica, ai sogni costruiti in silenzio, a quella parte di te che continua a crederci anche quando nessuno sa dove potrai arrivare.
Quanto sono state belle le luci a San Siro…
Quanto è stato immenso vivere tutto questo…
Suonare davanti a 80.000 persone è qualcosa che, il giorno in cui ho iniziato, non avrei mai pensato potesse accadere davvero.
E invece è successo.
E in quel momento, dentro di me, non c’era solo uno stadio pieno.
C’erano anche le strade, le piazze, le persone che si fermavano ad ascoltare, anche solo per pochi minuti.
C’era quella parte di me che ha imparato a essere felice anche così, anche davanti a poca gente, anche semplicemente per l’amore che provo per la musica, per quanto la musica mi ha fatto bene, mi ha salvato la vita, e per quella verità profonda che riesce a farmi sentire ogni volta.
Oggi mi sento profondamente grato proprio a quella parte di me.
Perché forse è stata quella felicità sincera, vera, essenziale, a insegnarmi come vivere anche un momento così grande senza perderne il senso più profondo.
Portare lì un mio brano, nato dal cuore e figlio della storia che ho vissuto e che vivo, è stato per me il naturale proseguimento di questa meravigliosa rivoluzione che sto compiendo.
E forse, in fondo, di quella meravigliosa rivoluzione che tutti compiamo nel corso della nostra vita.
Per questo oggi sento soprattutto una cosa: gratitudine.
Grazie San Siro.
Spero di rivederti presto.
Un ringraziamento speciale anche a
@bper_banca a
@mastercarditalia a
@competitivemindsrl e a tutta la società dell’
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