Dopo quel piccolo shock che ci prende alla gola quando ci rivediamo in foto. Dopo lo spaesamento per quella noi in cui non ci riconosciamo, per quelle rughe, quelle bracciotte, quei brufoli che non pensavamo di avere. Dopo tutto questo, saranno l’ironia, l’umorismo, la leggerezza a salvarci. Ce l’ha insegnato una favolosa comica, Katia Follesa, a Sanremo, ve lo ricordate? E adesso anche Maria Elena Viola ci regala un mantra da tenerci strette: la bellezza è anche essere buffi, sbagliati, persino indecorosi e disdicevoli in certi frangenti. La bellezza è fregarsene e piacersi in quella foto in cui siamo venuti malissimo.
Auguri a tutte ma proprio tutte le madri, anche a quelle (e sono la maggioranza silenziosa) che hanno patito “la fatica di esserlo, il fastidio di perdere ciò che si era, la paura di non trovarsi più”.
Non si nasce madri insieme ai figli, non sempre. Lo racconta benissimo @nina_giga nel suo nuovo, meraviglioso saggio Supernova. E lo ribadisce Maria Elena Viola in questa festa della mamma che se festa deve essere lo sia senza la falsità di quell’istinto materno di cui sempre si favoleggia e che “inchioda le donne in un ruolo e una funzione che a volte non sentono”.
Ogni madre ha la sua storia e nessuna deve sentirsi sbagliata. L’amore può essere immediato o costruirsi, la competenza nella cura non nasce per magia ma è frutto della relazione, del tempo.
“Pretendiamo cura e pazienza”, scrive Maria Elena Viola, “in questo viaggio a percorrenza variabile che si chiama matrescenza. Può essere una passeggiata o una discesa senza parapetto”.
Non vergogniamoci di chiedere aiuto
Buona festa della mamma.
#donnamoderna
#donnamodernamagazine
#supernova
#festadellamamma
Chi decide come viviamo, curiamo e raccontiamo il corpo delle donne?
Ne parleremo al #WeWorldFestival in un talk in collaborazione con Donna Moderna
📅 Sabato 16 maggio | 15:00–16:00
📍 Ground Hall, BASE Milano
Evento libero e gratuito. Prenota il tuo posto al link nelle stories
Per secoli il corpo delle donne è stato osservato, normato e raccontato da sguardi esterni. Dalla medicina alla cultura, dal design ai media: troppo spesso il femminile è stato definito più da chi lo osserva che da chi lo vive.
Ma il corpo non è solo biologia: è uno spazio politico, attraversato da aspettative, stereotipi e rapporti di potere.
Parleremo di salute, maternità e matrescenza, sessualità, immagine, oggetti e linguaggi progettati su modelli spesso maschili. E proveremo a rispondere a una domanda centrale: chi decide ancora oggi come deve essere, funzionare e apparire il corpo delle donne?
Con:
@nina_giga - giornalista e integrative health coach, autrice di Supernova,
@chiaragregoriginecologa - ginecologa e tra le autrici di "In Rivolta. Manifesto dei Corpi liberi",
@chiaraelecose - curatrice e saggista femminista, autrice de La sedia del sadico,
@Chiarabecchimanzi - Attrice e autrice.
Modera: @me__viola - Direttrice @donnamoderna
Un confronto per ripensare il corpo femminile come luogo di libertà, autodeterminazione e cura — individuale e collettiva.
Ti aspettiamo!
Sono passati 20 anni esatti da quel primo Diavolo che indossava Prada, dai suoi personaggi cult, dalla spietata Miranda Priestly, dall’eroica stagista obbligata a sopportare ogni angheria e ogni capriccio. Vent’anni dopo torniamo al cinema incuriosite dal sequel, attesissimo, e da una domanda: ma abbiamo ancora bisogno di capi come Miranda Priestly e dei mondi che li sacralizzano o il tempo non è trascorso invano e quel modello è ormai entrato in crisi? E noi donne siamo state finalmente capaci di immaginare un modo più gentile ma non per questo meno efficace di praticare la leadership in ufficio e nella vita?
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#donnamodernamagazine
Se sei così fortunata da avere ancora al tuo fianco lei, l’amica di sempre, quella conosciuta sui banchi del liceo, sul muretto della compagnia o all’ora della ricreazione, beh allora tienitela stretta. Ti invidiamo tutte un po’. Ma per noi, quelle che le amiche dell’adolescenza le hanno perse per strada - perché succede - non è certo tardi. Le opportunità per farcene di nuove ci sono. E ne vale assolutamente la pena perché le amiche mai come in questo periodo della vita sono la risata leggera che ti manca, l’ronia che in tante relazioni d’amore non c’è più, il sostegno che non pretende esclusive.
Le amiche da grandi, come scrive Maria Elena Viola, sono il nostro pungolo contro la pigrizia, il doping per l’umore e l’antidoto alla fisiologica depressione che, diciamocelo, dopo una separazione o quando i figli se ne vanno finisce per pesare addosso come un cappotto portato fuori stagione.
Ci vorrebbe un’amica, parafrasando una super canzone di Antonello Venditti. E tu l’hai già (ri)trovata?
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#donnamodernamagazine
«Quella sul palco è Arisa. Io nella vita resto sempre Rosalba».
Sta in questa frase l’essenza di @arisamusic , la nostra cover girl della settimana, che anche dopo tutti gli obiettivi raggiunti non si monta mai la testa.
Oggi, a 43 anni, si sente ancora una figlia, in cerca di amore e approvazione. Ma per la prima volta si vuole bene, si guarda con tenerezza, e la magia sta tutta lì. Le abbiamo chiesto qualche consiglio e qualche segreto, e generosamente ci ha dato - come fa sempre - tutto: scoprici in edicola 🤍