Quando me l'hanno proposto mi è piaciuto il titolo, poi ho capito che era un'operazione sull'overtourism a Napoli e comunque ho accettato. In quest'opera non si parla di dominazioni, contaminazioni, canzoni, rivoluzioni, camorristiche associazioni e brutte partite 'e pallone, ma queste cose emergono, per dire che la mia città oggi sta in queste condizioni: NAPOLI A COSCE APERTE. Grazie @delgadoluca@roxyinthebox
Napoli a cosce aperte.
Tredici, quattordici anni fa ho guardato con entusiasmo il ritorno dei turisti in città, dopo il periodo della monnezza che aveva coperto Napoli e contribuito a costruirne un’immagine degradante nel mondo. Sembrava l’inizio di una nuova fase, una possibilità di apertura e di riscatto. Nello stesso periodo partecipavo però anche ad assemblee e confronti pubblici in cui si denunciavano con grande lucidità le dinamiche che avevano già trasformato città come Venezia, Firenze o quartieri come Trastevere, e che inevitabilmente si sarebbero riprodotte anche qui se non si fosse intervenuti per tempo.
Oggi quelle dinamiche sono evidenti. Il basso #napoletano, uno degli spazi più autentici e simbolici della città, si trasforma, scompare oppure diventa scenografia. La vita quotidiana si adatta sempre di più a uno sguardo esterno che cerca conferme, immagini riconoscibili, piccoli spettacoli permanenti.
Il film nasce dentro questa contraddizione e prova a portarla all’estremo per renderla visibile.
Non c’è alcuna volontà di prendere in giro il popolo napoletano, che anzi viene raccontato come parte esposta e vulnerabile di questo processo, spesso costretto a trasformarsi in immagine per sopravvivere economicamente e socialmente dentro una città che cambia rapidamente.
Allo stesso tempo il corto evita di celebrare una presunta capacità tutta napoletana di reinventarsi. Quella che spesso viene raccontata come resilienza o creatività è anche una forma di adattamento a una logica turistica globale che attraversa molte città del mondo e che finisce progressivamente per appiattire le differenze invece di proteggerle.
La limonata a cosce aperte, che nel film diventa un piccolo rito spettacolare, rappresenta esattamente questo meccanismo: qualcosa che funziona, diverte, si racconta facilmente e produce consenso immediato, ma che rischia di ridurre una cultura complessa a una sequenza di immagini semplici da consumare.
Il film prova a interrogarsi proprio su questo passaggio: il momento in cui una comunità smette lentamente di vivere la propria identità e comincia invece a rappresentarla.
La locandina del film è di Roxy in the Box.
#napoli #napoletani
Anche i femminielli napoletani, durante le Quattro Giornate di Napoli, quando la città si oppose e scacciò i nazifascisti, parteciparono alla lotta armata. 2023. @bigsur.it , @istituto_luce con @raidocumentari , @titanusproduction , @_madentertainment_ e il regista Massimo Ferrari mi proposero di dare la voce a Vincenzo, in un docufilm emozionante. Questo è l'estratto di cui sono fiero.
Tutto è partito da qui per quanto mi riguarda, da Basile, autore di molti dei cunti che da anni vaco cuntanno. Qui sarò tra i professori, tra gli studiosi e i ricercatori... e non si può mentire. Venite, nun se pava!
#followers
Ieri sera si sono completate con enorme successo le prime due date di questa nuova creatura: SENZA SALE, scritta su misura per i talenti Andrea di Maria e Giampiero Schiano. Dopo FACCÉRE, MAMMA MA' e LUCIA MIGLIACCIO... ancora un testo scritto su misura per attori che stimo. Me sento nu sarto!
È sempre un'emozione quando un libro va in ristampa per esaurimento copie. Questo è per i bambini, quindi significa che i miei lettori bambini hanno apprezzato.
Cinecì 2026, è uscito il bando ufficiale del concorso di quest'anno. Si confermano premi in denaro e borse di studio. /file/d/15Z8HERfY4DK31i7ZPWYpVKFPOLqL1xYb/view?usp=sharing
Un ringraziamento alla scrittrice @agnese.palumbo per aver menzionato la mia Medea del film Mater Natura in questo importante articolo sulla Medea pasoliniana.
#almamagazine