MARK LYON
AORTA
16 Maggio - 12 Giugno
Opening 16 Maggio Ore 18
📍Centro Internazionale di Fotografia
via Paolo Gili, 4, Palermo
@cantieri_culturali_alla_zisa
Ingresso gratuito
Visitabile tutti i giorni, dalle 09.00 alle 18.00.
Nato in California e basato in Francia da venticinque anni, Mark Lyon lavora da oltre quarant’anni in modo trasversale nel campo della fotografia, spaziando dai ritratti all’architettura, dai paesaggi alle arti visive, fino ad ambiti legati alla musica e alla letteratura. La sua ricerca ha dato origine a una trentina di serie, oltre che a numerose pubblicazioni ed edizioni e le sue opere figurano nelle collezioni permanenti di istituzioni quali il FRAC Nouvelle-Aquitaine, il Centre National des Arts Plastiques, il Musée d’Art Moderne de Paris, nonché in collezioni private internazionali. Aorta è la prima personale del fotografo in Italia, dopo averne appassionatamente esplorato e fotografato il territorio.
In mostra, oltre cinquanta immagini compongono un percorso tra luoghi, epoche e storie. Al centro di questo dialogo si distingue una serie più recente del fotografo: i ritratti realizzati alla Casa della fanciulla di Santa Ninfa (TP), tra il 2013 e il 2025. Presentate in dittici di medio formato, queste immagini raccontano la metamorfosi tra due età della vita.
In dialogo con questa serie, la mostra riunisce immagini realizzate tra Francia, Stati Uniti e Italia. Dalla New York degli anni ’90, dove ritrae i grandi protagonisti della fotografia e del cinema come Bob Richardson, Richard Prince Winston & William Eggleston, il produttore Franco Rossellini; alle coppie di coppie di gemelli fotografati in varie epoche al Twins Days festival di Twinsburg. Si tratta principalmente di ritratti, spesso presentati in grande formato, nei quali il colore restituisce l’intensità di un mondo che sorprende lo sguardo del fotografo. Tra stampe digitali e analogiche emerge la grande intimità del lavoro di Mark Lyon, che racconta l’identità come una storia semplice.
La mostra è a cura di Mark Lyon e Ugo Casubolo Ferro ed è accompagnata da un testo di Carla Floccari.
@mark_e_lyon @ugoferro