Quando ero all’università, lavoravo tra un corso e l’altro come modella in scuole d’arte per stranieri, stranieri ricchi, che potevano permettersi rette altissime e affitti in sontuosi palazzi del centro storico di Firenze. Parte dell’estate, invece, la passavo in una cucina, nel senese. Nel biennio di specializzazione a Berlino, ho lavorato come insegnante di yoga e in un call center, per una fiera di moda, dov’ero pagata in cash e capi d’abbigliamento (non richiesti, preferivo il cash) grazie ai quali potevo esibire un urban outfit niente male. Questo per dire: ho sempre lavorato, mi sono sempre arrangiata. E non ero certo la sola a mantenersi durante l’università.
Devo a una mia studentessa di yoga, appunto, l'aver sfiorato per la prima volta l’idea di sottoporre alcuni miei testi a un editore. A quel tempo, veniva a praticare da me Nadia Budde, autrice e illustratrice nata e cresciuta nella Berlino Est – che, sulla sua infanzia, ha scritto quel fumetto bellissimo che è Sangue dal naso e altre avventure (Topipittori). Mi invitò nel suo studio non lontano dalla Rosenthaler Platz e, davanti a una tazza di tè – Ingwertee, tè allo zenzero, per l’esattezza –, mi disse che assolutamente avrei dovuto provare a inviare il materiale che avevo. Avrei aspettato ancora qualche anno prima di autorizzarmi a farlo. Mi sentivo inadatta, insicura – due sentimenti o modi di essere che allora associavo al mio carattere e che oggi associo anche alla classe, all’estrazione sociale. Come scrive
@michelearena77 , parafrasando Amartya Sen, “la povertà lascia un ineliminabile sentimento d’inferiorità in chi la prova”. Oggi, primo maggio, penso a tutte le lavoratrici e i lavoratori precari, come lo sono stata io, fino a pochissimo tempo fa – e come potrei tornare a esserlo, domani. Penso a chi non ha lavoro, a chi di lavoro muore, come illustra la vignetta di
@_chiacchio_ . E ringrazio chi condivide spazi, possibilità, visioni – le Nadie Budde che ogni tanto, per magnanimità del destino, ci accolgono nel loro studio – insieme a chi scrive di lavoro, parla di lavoro, si mobilita per il lavoro.
Buon primo maggio!
in foto, un primo maggio berlinese
@topipittori