Come si sfugge alla violenza quotidiana che segna i corpi socializzati come femminili, in una società che moralizza e sorveglia ogni espressione corporea?
Come Me.
di Sofia Carotti
con Sara Giolo e Giada Rossi
diretto da Jacopo Greppi
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progetto realizzato con il sostegno di ArteMente, Centro di Alta Formazione per la Danza (@centroartemente )
all’interno della serata ArteMente Giovani a BASE Milano
tutoring Giovanni Careccia (@giovanni.careccia )
riprese di Jacopo Greppi (@can.opia ) e Elisa Mapelli (@delawaree )
danzano Sara Giolo (@_giolosara_ ) e Giada Rossi (@giada._rossii_ )
musica realizzata da Davide Scaccabarozzi (@mr.gaibrash )
costume realizzato da Daisy Gianoli (@daisaysorbae )
🌀 𝗦𝗢𝗙𝗜𝗔 𝗖𝗔𝗥𝗢𝗧𝗧𝗜
📚 “Di ArteMente mi mancherà la sfida quotidiana e la condivisione continua.”
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📸 @pamelarovaris
#ArteMente #danza #annuario
🔥 Continua l'esperienza lavorativa internazionale a Costanza di Sofia Carotti, allieva del III Anno, alla quale di aggiunge il nostro ex allievo Angelo Attila, diplomato la scorsa estate.
✨️ I due sono stati in scena con la produzione teatrale DER TAG, AN DEM MEINE MUTTER VERRÜCKT WURDE di Judith Geibel e Georg Kistner.
🚀 Il lavoro tornerà nuovamente in scena in Germania e non solo nei prossimi mesi.
💜 Complimenti Sofia e Angelo!
#ArteMente #workexperienxe #danza
Come Me.
Attraverso la condivisione di esperienze corporee ed emotive, abbiamo delineato due figure: una nel bisogno di essere vista, reclama spazio; una nel tentativo di cancellarsi, si ritira.
Due archetipi, non per semplificarne il vissuto, ma per rendere visibile la molteplicità delle reazioni alla pressione quotidiana della sorveglianza sociale.
La realtà è più fragile e incerta di questa dicotomia. Le polarità si contaminano, sfumano i loro ruoli, convivono in tensione.
Io ho abitato entrambe. Sono stata sia Giada che Sara. Ho odiato il mio riflesso, ho cercato rifugio nel controllo, ho anche lottato per riappropriarmi del mio corpo: del suo piacere, della sua rabbia, della sua libertà.
Come me è un frammento di questo percorso: un dialogo che attraversa la vulnerabilità, per trovare uno spazio in cui potersi riconoscere.
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progetto realizzato con il sostegno di ArteMente, Centro di Alta Formazione per la Danza (@centroartemente )
all’interno della serata ArteMente Giovani a BASE Milano
tutoring Giovanni Careccia (@giovanni.careccia )
foto di Jacopo Greppi (@can.opia )