in una domenica di novembre pieno un bambino con un impermeabile colorato lanciava i sassi nel fiume per capire come ci si sentisse a stare sommersi per il resto dell’eternità. Il fiume, per sua natura (da non confondersi con un’esplicita intenzione), si portò via tutto. Niente era più come prima.
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Please, believe me
the river told me
very softly
want you to hold me
un attimo di pazienza, sto elaborando una mappatura di tutte le cose profonde del mondo, ci risentiamo più tardi
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fotografie alla grotta illuminata da luce ultravioletta a 365nm
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oh fuck you’re so deep
some of the beautiful people and artists I had the pleasure of meeting and photographing at this year’s edition of @briup_fest
un ringraziamento specialissimo a @zzam.agency
ma il cielo era indaco
a riprova del fatto che nulla era più come prima
ancora una volta, soltanto per sempre
artista, sorprendimi
ancora una volta, soltanto per sempre
non è la luna che è storta, è il tuo leggero strabismo
con lo sguardo torvo di chi mi ha appena scoperto a preferire le capriole alle botte dialettiche
e imparare a fare la ruota, le mani sulle caviglie, polpastrelli e spina dorsale
continuando a stupirsi di come quei quattro legni, senza esattezza teorica o una bussola morale, abbiano retto il peso del tempo, del mare che si ribalta, del vento che leviga
facciamo silenzio che per certe cose non c’è ancora spazio e là dietro non ci voglio guardare, non ci vuoi più guardare, meglio farsi rotolare via
ma è inevitabile, inevitabile
Oh, hi again, hi again, alright, I will say it again: I am so jealous of you. You get to walk away.
I don’t learn, I just see a new time and me,
same me, same sun, same song, same words, same words, same words, same words.
I am so jealous of you.
È come quando si è malati a trentasette e otto. Non s’ha memoria del trentasei perfetto.
E in punto di morte, dimmi, giuramelo, che solo di morte si ha pensiero in quel punto. Non si ricorda la luce dei bagni, la sua pelle, quelle chiappette perfette.
Non si ricordano, vero?
Solo la morte si vede in punto di morte, vero?
Dammi risposte complesse
Come si sfugge alla violenza quotidiana che segna i corpi socializzati come femminili, in una società che moralizza e sorveglia ogni espressione corporea?
Come Me.
di Sofia Carotti
con Sara Giolo e Giada Rossi
diretto da Jacopo Greppi
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progetto realizzato con il sostegno di ArteMente, Centro di Alta Formazione per la Danza (@centroartemente )
all’interno della serata ArteMente Giovani a BASE Milano
tutoring Giovanni Careccia (@giovanni.careccia )
riprese di Jacopo Greppi (@can.opia ) e Elisa Mapelli (@delawaree )
danzano Sara Giolo (@_giolosara_ ) e Giada Rossi (@giada._rossii_ )
musica realizzata da Davide Scaccabarozzi (@mr.gaibrash )
costume realizzato da Daisy Gianoli (@daisaysorbae )