[Alert IRONIA]
La montagna – quello che mi ha detto oggi 🏔️
Mi seguite un attimo? Quello che sto per scrivere non è un post di trekking. È di più. E nell’ultima riga ti condivido un SEGRETO.
18,7 km, 1.340 m D+, 6h12 di cammino vero. EE con tratti EEA.
Ma i numeri sono il MENO.
La montagna oggi mi ha PARLATO. Non con le parole, ovvio. Con il vento. Con il silenzio tra un passo e l’altro.
Tre cose che mi sono arrivate lassù:
– La salita non è il nemico. La salita è la maestra. Tutti vogliono la vetta, nessuno vuole il dislivello. Ma è nel dislivello che diventi.
– La montagna non ti ascolta. Ti SMASCHERA. Giù in città puoi raccontarti quello che vuoi. Quassù no.
– Il sentiero non finisce in vetta. Finisce quando capisci che il sentiero eri tu.
Adatta a chi cerca, non chi scappa. Chi ha già capito che il vero panorama è dentro.
NON adatta a chi sale per la story, chi parla forte, chi non saluta. La montagna se ne accorge.
Viviamo in un’epoca dove TUTTI hanno un’opinione e NESSUNO ha un pensiero. La montagna è l’ultima maestra rimasta che non ti dice niente e ti insegna tutto. Bisogna ANDARCI ragazzi. SOPRATTUTTO se fa fatica. Perché la fatica è una MADRE.
Domani niente social. Mi spengo, mi ascolto, lascio decantare.
Condividete con chi può capire. Taggate quella persona a cui state pensando proprio adesso.
Ah, una cosa l’ho capita oggi lassù, ve la lascio così, sospesa, per meditazione:
LA MONTAGNA non è altro che una PIANURA ma con la TERRA disposta in modo CASUALE.
#montagna #trekking #mindfulness #natura #cammino
C’è un posto dove un cartello piadina sta accanto a un bandierone di San Marco. Forse è Romagna, forse Veneto, forse Emilia, forse nessuno dei tre.
Le case hanno giardini smisurati, quasi tutte con il barbecue, il dondolo, qualche volta una piscina. Sembra che ognuno si sia costruito un piccolo agriturismo a uso personale. Mi chiedo chi abiterebbe qui, eppure ci abitano, in metri quadri che costano un trentesimo dei nostri.
Bandiere italiane dappertutto. È il 25 aprile, ma molte stanno lì da sempre. Se ce ne sono troppe servono a fermare il viaggiatore per vendergli piadine, o frutta.
Sull’orizzonte si vedono ancora gli acquedotti di cemento armato del dopoguerra. Sembrano gli spomenik jugoslavi, anche loro oggi sono inutili.
Le casette della bonifica sono ancora in piedi, tutte uguali, aspettano di crollare e nessuno le tira giù. Intorno si ara sempre più vicino ai muri, come al gioco del bastoncino in spiaggia, tirare via la sabbia senza far cadere il bastoncino in mezzo.
Si parla sempre di consumo del suolo, qui sembra il contrario. È il suolo che consuma quello che gli sta sopra. Le case, le attività commerciali.
Spesso ci diciamo che andiamo in posti sgangherati per tornare a casa contenti di quello che abbiamo. Qualche volta non funziona, e quando riparti non sei più così sicuro che dove vivi sia meglio.
Le rotatorie le hanno costruite anche dove c’è poco da regolare, perché agli stop gli automobilisti si schiantavano perpendicolari uno contro l’altro.
I cartelli vendesi sono vecchi come le case che dovrebbero vendere. Quando passava di qua Celati notava come le insegne leggibili fossero soloquelle commerciali, le altre in rovina. Oggi sono apparsi anche i cartelli del museo delle bonifiche, della cultura, della pesca. Non so cosa ne avrebbe pensato.
Tutto è al livello del mare, o sotto. Gli aborigeni australiani raccontavano che la fine del mondo sarebbe arrivata con un’ultima onda. Qui probabilmente non arriverà, sarà solo un andarsene lento.
#emiliaisillinois
La routine quotidiana nell’era delle app. Tra efficienza, algoritmi e il desiderio di una vita sempre più misurabile. “Una giornata ipermoderna. Ritratti di un’esistenza ottimizzata” è la nuova serie di cartoline a cura di Gianluca Diegoli @gluca accompagnata dagli art di Giacomo Gambineri @gambineri .
00.17. Ottimizzazione della vita de-ottimizzata. Esiste una via d’uscita dall’ottimizzazione permanente? Sì. Ma solo a costo di scegliere un rimedio personalizzato alle proprie fatiche. E il ciclo ricomincia daccapo.
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21.00 – Streaming ottimizzato. Risolto il problema della scarsità, ne resta uno più impegnativo: scegliere tra cataloghi saturi di proposte. Tra filtri, liste e abbonamenti, il tempo libero richiede ormai una discreta organizzazione.
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16.43 - Mente ottimizzata. Prendersi cura di sé non è mai stato così semplice. Serve solo l’abbonamento giusto e uno spazio libero in un calendario fitto di riunioni, call e scadenze.
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13.00 - Cibo ottimizzato. Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. Tra sensori e integratori, oggi gli unici ingredienti indispensabili di un pasto completo sono i dati.
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Dal numero ventiquattro:
Dall’escapismo al neo-escapismo: dalla fuga dalla realtà alla fuga nella realtà.
Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, un estratto da “Seguimi! – Il marketing come culto, il culto come marketing” (Utet @utetlibri , 2025), di Gianluca Diegoli @gluca .
L’articolo completo al link in bio e nelle story!
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10.30 – Portafoglio ottimizzato. La vita è un pendolo che oscilla tra l’ennesima spesa e l’ennesimo abbonamento a un’app che promette di farci spendere meno. L’equilibrio richiede autodisciplina, e 15 euro al mese.
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09.00 - Calendario ottimizzato. Il calendario come interfaccia della giornata. Il tempo è un mosaico di blocchi da organizzare al millimetro. Pena: perdere lo slancio.
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