Ad un occhio inesperto, la distesa di ghiaccio sembra un luogo inospitale, proibitivo per ogni forma di vita. Ma guardando con più attenzione, un intero ecosistema si rivela, un luogo abitato da organismi che hanno trovato in quelle condizioni estreme il loro habitat ideale.
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Lo scorso novembre ho avuto occasione di accompagnare il team di ricercatori in un’ eccezionale attività di ricerca per il campionamento dei micro organismi in ambiente endo e sub glaciale. Ne trovate un racconto più dettagliato, e le relative foto, nel link in bio :)
GHIACCIO VIVO
Un documentario di Federica Nova e Michele Oggioni | 2025 | ITA | 14’
‘Ghiaccio Vivo’ segue un team di glacio-speleologi impegnati in attività di ricerca sul Ghiacciaio dei Forni. Attraverso l’esplorazione di camini e grotte glaciali, i ricercatori si addentrano nel ghiaccio per estrarre carote e analizzare i microrganismi intrappolati al loro interno. Il documentario mette in luce la straordinarietà di questo tipo di indagine scientifica e richiama l’attenzione su una conseguenza spesso trascurata della fusione dei ghiacciai: la perdita della biodiversità che li popola.
Il progetto è stato realizzato con il patrocinio del @parcostelviolombardia , @servizio.glaciologico.lombardo e @unimib
Regia di:
@feddix@micheleeoggio
Con:
@verti_da@claudia_canedoli@treestylist@microdisat
🌿Perchè è importante mantenere i prati? Qual è il loro valore dal punto di vista della biodiversità e del paesaggio?
A queste domande abbiamo risposto durante l’iniziativa ‘Ul dì del Rastrel’, una giornata organizzata da @asfo_valcorta grazie al Bando Smart 2.0 di Regione Lombardia.
Insieme abbiamo recuperato il fieno, riportato alla luce l’antica tecnica di taglio con la falce e svolto diversi workshop per comprende l’importanza di questo lavoro.
Una giornata che ci ha permesso di mettere a fattor comune il sapere di diverse generazioni e vivere una giornata in compagnia nella bellissima Val Corta ⛰️
La mia testimonianza della vita d’alpeggio, che ho avuto modo di assaporare brevemente questa estate in Val Clavalité, prende forma in un cortometraggio.
La voce di Francesco mi ha accompagnata per tutta la settimana, nei suoi racconti su cosa voglia dire fare questo mestiere: trascorrere cinque mesi all’anno sopra i 1500 metri, con pochi contatti con il resto della civiltà; faticare ogni giorno ma poter mangiare i frutti del proprio lavoro, la fontina; vegliare e prendersi cura con costanza del proprio territorio.
Un grazie speciale al @progettopasturs per l’immenso lavoro di messa in rete tra alpeggiatori e ragazzi che vogliono conoscere più da vicino questo stile di vita.
Per vedere il video, link in bio 🤭