For our final episode of Creative City Guides this Summer, art director Daniele Desperati (@despe____ ) is taking us on a mini tour of Milan. From culture to cocktails, Daniele has the perfect recommendations for anyone looking to make a visit to the beautiful city. #itsnicethat
Have your own fave spots? Let us know in the comments 👇
#cityguide #citytour #travelinspo
#INTCreativeCityGuides
37 anni. 0 Ted Talks Speech all’attivo, mai toccato una racchetta da Padel. Tour degli Oasis e dei Radiohead, Nuovo basso color Marshmallow. Tecnicamente ho ancora 17 anni.
In questi giorni se passeggiate per @portaveneziadesigndistrict_ vedete i mezzi di @lime che con tredici student* abbiamo customizzato x la Design Week durante le 72h ore di workshop a @rafflesmilano 💚
Abbiamo scansionato muri, texture e superfici del quartiere e li abbiamo utilizzati per creare un paesaggio astratto, dove crescono i fiori sotto la luce del cielo di inizio aprile.
Thx to @eliriche@elena_sacco@jerika_doc@endriu.de and the Lime team: Hannah Landau @evanhenrycatlett
Marsiglia è una città clamorosa e non solo per il mare, lo spazio pubblico e i ristoranti tunisini. Mi ero sempre chiesto perché la curva dell’Olympique Marsiglia avesse scelto l’arancione come suo colore, quando quelli ufficiali del club sono invece il bianco e l’azzurro. Anni dopo l’ho scoperto grazie a un bell’articolo di @rivistaundici scritto da @davcoppo qualche tempo fa. “I South Winners sono da sempre fortemente antifascisti e antirazzisti, come vuole la storia multiculturale di Marsiglia [...] È la stagione 1989/90 e durante una trasferta a Parigi c’è uno scontro con gli odiati Boulogne Boys del Psg, di estrema destra: «Tutta la Kop Boulogne era piena di teste rasate come palle da biliardo», ricorda lui, «e con gli stessi nostri giubbotti». I giubbotti di cui parla Bigish sono i classici bomber, di moda in quel momento, neri fuori, arancioni dentro. La simbologia è importante, i vestiti sono un codice: e da quel giorno i South Winners “ribaltano” i loro bomber per distinguersi dai fascisti. Via il nero, allora, e fuori l’arancione, che diventa il simbolo del gruppo.”