Colla

@collacult

Non è solo un legame, è una reazione culturale. Musica, arte, eventi, turismo e cultura.
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DOCUMENTARIO SETTE PONTI. Capitolo 1. Perdersi nel tempo e ritrovarsi nella musica. #hipsteriaproject #vibes #musica #cultura #music #art #tuscany #collacult #rtravels @iskandermoon @marinovizza @joskemme_ @villabelvederetuscany @rtravelstuscany @comuneterranuovabracciolini @igerstoscana @tenutaromignano @dam_academy
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6 months ago
About “Rito acustico non ortodosso per evocazioni interiori” Secret Show Toscana, giugno 2025 Parte 2 di 2 Live perfomarce: @lamante.giorgia @violabaciatutti_ @senzaqueso #cultura #musica #arte
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9 months ago
About “Rito acustico non ortodosso per evocazioni interiori” Secret Show Toscana, giugno 2025 Parte 1 di 2 Video: @giorgiomerz_ Live performance: @lamante.giorgia @marinovizza @collacult #cultura #musica #arte
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9 months ago
Transatlanticism è un disco che annega. Le sue canzoni sono correnti sotterranee ed ogni traccia è il respiro trattenuto prima del riemergere. La produzione è fatta di vuoti, riverberi come nebbie, strumenti che sembrano suonare da stanze adiacenti. Non è un album sull’amore ma su quello che succede alla fine e dopo. Passenger Seat è una sequenza congelata. Nessuna dichiarazione, nessuna esplosione. Solo due persone in macchina, lui guarda lei guidare e lei guarda la strada, ma quello che succede è in quel che non si dice. Lì c’è tutto: il riflesso della luce sul parabrezza, la tensione nelle mani, gli occhi che si cercano e si scartano. Ogni secondo trattiene, pesa. La tensione emotiva è trattenuta in una registrazione minimale, quasi documentaristica. È l’immobilità dell’amore quando ci si accorge che è già finito, ma non si ha ancora il coraggio di lasciarlo andare. Transatlanticism è l’epicentro. Una canzone che cresce come la marea, inarrestabile e inevitabile. Ogni elemento entra con una lentezza rituale: prima il piano, poi la drum machine come un battito che non è umano, e poi le chitarre, che non esplodono, ma sprofondano Un brano di otto minuti e mezzo in cui ogni suono si porta dietro il peso di ciò che non è stato detto. Al centro, due frasi che diventano un disturbo ossessivo-compulsivo: “I need you so much closer” e “So come on, come on, come on”. Non cambiano mai, ma ogni ripetizione è un passo più in fondo. Non sono suppliche, non sono promesse: sono tentativi disperati di attraversare uno spazio che non ha più ponti. È la distanza tra due isole che si sono amate, ma ora proteggono i propri confini. E lì, sul fondo, a muovere le correnti, Forco il dio minore del mare, oscuro e dimenticato , che non guida né salva, ma osserva. Simbolo di tutte quelle divinità interiori che non chiedono fede, ma sopravvivenza. Questo disco è fatto di quello che rimane. Degli spazi vuoti a tavola, dei silenzi al telefono, dei sogni interrotti a metà. Per chi ha amato, ma adesso ricorda. Per chi ha perso, ma continua a sentire. Come certe distanze che non si misurano in chilometri, ma in quello che non si ha più il coraggio di dire. #review #music #colla
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10 months ago
Rito acustico non ortodosso per evocazioni interiori Secret Show, 14 giugno Grazie a ognuno di voi. Per esserci stati col corpo, per il vostro atto di fede. Grazie per aver preso parte, calati in uno stato di devozione, tutti raccolti in unico gesto d’amore. @lamante.giorgia @violabaciatutti_ @senzaqueso Gin supplied by @sabatinigin #colla #musica #arte #acoustic #cultura #associazione
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10 months ago
Throwback at pre-Colla 2024 Notae de Miraculis, opera inedita sui fenomeni straordinari e magico-superstiziosi Secret Show, with @iskandermoon doing his magic. Forever grateful to have had his warm soul with us, making that night so memorable 🦚 #musica #iskandermoon #cultura #associazione #acoustic #voice #art
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11 months ago
Carol Rama nasce a Torino il 17 aprile 1918. L’artista, rifiutando il numero 17 lo converte nelle sue biografie in 16 o 18. La sua arte è inquieta, tormentata, caratterizzata da un’esplicita connotazione sessuale. I suoi soggetti trasgressivi, anacronistici per l’epoca, portarono alla chiusura per oscenità della sua prima personale, alla galleria Faber di Torino, nel 1945. #arte #carolrama #cultura #associazione #musica
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11 months ago
Aoife O’Donovan @aoifemaria Plays Nebraska è un disco sussurrato più che inciso. Un filo di voce che si muove sul bordo dell’America di Bruce Springsteen @springsteen come una figura onirica lungo una strada secondaria, tra motel sbiaditi e cieli larghi. Non c’è imitazione né distanza, ma ascolto, rispetto, un altro modo di abitare le canzoni. Registrato in presa diretta durante il lockdown, con microfoni ambientali e una strumentazione ridotta all’essenziale, l’album conserva una qualità quasi documentaria. Chitarra acustica, pochi accenti di banjo e mandolino, voce sempre in primo piano: tutto suona sospeso, fragile, verissimo. Atlantic City è la chiave di questo universo. Privata della sua tensione elettrica, si fa elegia intima. Aoife la canta come si canta qualcosa che non si vuole dimenticare, trasformando la disperazione in dolcezza resistente. Johnny 99 e State Trooper conservano il ritmo interno dell’originale ma ne alleggeriscono l’impatto, sfumando la durezza in malinconia. In Highway Patrolman, ogni parola sembra misurata col respiro, ogni pausa è memoria. Il fraseggio è essenziale, senza orpelli, ma con un controllo espressivo che lascia spazio al silenzio. Chiude Reason to Believe, dolcissima e vaga come un’eco. Qui la speranza è un gesto appena accennato, un moto dell’anima che rimane a mezz’aria, tra il detto e il non detto. Nebraska, nella lettura di O’Donovan, diventa un luogo mentale, un altare minimo per raccontare ciò che resiste sotto la superficie delle storie. Un folk da camera, intimo, crepuscolare. Una lunga dissolvenza nell’azzurro. Un disco da tenere stretto, come certe lettere che si leggono solo di notte. #review #nebraska #arte #cultura #musica #turismo
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11 months ago
TB at Pre-Colla 2024 secret show with incredible @iskandermoon #tuscany #music #acoustic #voice #art
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11 months ago
Omar Rodriguez Lopez & John Frusciante è un album del 2010 di Omar Rodríguez-López e John Frusciante 4:17 AM 0=2 LOE ZIM VTA 0 5:45 AM
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11 months ago
The Colour of Pomegranates Նռան գույնը, Nřan guynə è un film Armeno Sovietico del 1969 diretto e scritto da Sergej Iosifovič Paradžanov. La vita del trovatore armeno settecentesco Sayat-Nova. Infanzia, Giovinezza, La corte del principe, Il monastero, Il sogno, Anzianità, L’angelo della morte, Morte.
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11 months ago
@collacult presenta “Rito acustico non ortodosso per evocazioni interiori” Secret Show LIVE PERFORMANCE: LAMANTE @lamante.giorgia 14 giugno 2025 ore 22:00 By invitation only #colla #arte #cultura #musica #turismo #associazione
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1 year ago