Sandokan is Coming🐅
1 dicembre Raiuno
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«Io un maschio alfa? Sono l’opposto, sono un maschio sigma. Non ho bisogno di dimostrare nulla, non vivo di competizione né di aggressività. Mi interessa di più la gentilezza. Il mio Sandokan? Un uomo con le sue fragilità».
Can Yaman non crede alle sliding doors come colpi di fortuna: crede al lavoro, alla disciplina, al coraggio di cambiare strada. «La libertà arriva così, non dal caso», racconta mentre si prepara a un nuovo inizio. Nato a Istanbul, diventato un fenomeno globale, oggi è a un altro giro di boa: dopo cinque anni di attese e allenamenti è pronto a diventare Sandokan, il ruolo che può riscrivere tutto, di nuovo.
Il suo è un viaggio fatto di scelte e di rinunce, di porte chiuse e di altre spalancate, di fragilità portate con naturalezza in un mondo che lo ha voluto a lungo «maschio alfa». Lui, invece, è altro: uno che non compete, che non ostenta, che sceglie la calma prima della forza. Uno che ha imparato a proteggere la sua solitudine, a non fidarsi troppo della bellezza.
In questa intervista di copertina, Yaman si racconta come mai prima: l’infanzia a Istanbul, gli studi, la carriera legale lasciata alle spalle, gli inizi in Turchia, l’Italia diventata casa, il peso dell’esposizione, la voglia di semplicità, l’idea d’amore e persino il pensiero - nuovo, ma insistente - della paternità. Il ritratto intimo dell’uomo dietro il fenomeno.
@canyaman è il protagonista della cover di Vanity Fair di questa settimana.
Grazie al caro direttore
@marchettisimone ,all'adorata
@stefisalta , alla nostra
@chiara_oltolini
Foto
@davidslijper
Camicia con sciarpa e pantaloni
@dolcegabbana
Ha collaborato
@marcopilonepoli
Grooming
@concettaargondizzo_mua @simonebelliagency Sarta: Palmira Di Cesare
Producer on set
@forproduction
@vanityfairitalia