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Alessio

@aleriso_

•Lecce - Torino •Fotografo per @colibrivision •Scienze Internazionali UniTo •automobili e foto: @autophoto.riso
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.Cyber.Laser.Jam @sintetica_torino #clubbingphotography #lasers #clubbers
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13 days ago
People #newyorker #times #streetphotography
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1 month ago
A quiet place. #newyorksnow #manhattan #snowstorm
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2 months ago
Ivrea 2026. Lancio delle arance
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2 months ago
Cronache della Georgia Con la mia fidata guida @nicolo_pica (prova nell’ultima foto che a volte si sbaglia) #georgia #travelgeorgia
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4 months ago
Ecco qui uno dei posti più meravigliosi dove sia mai stato: il monastero di Geghard. Il senso di mistero e sacralità di questo luogo parte già dal nome: in armeno significa “lancia”, perchè secondo la tradizione in questo luogo venne conservata per secoli la lancia di Longino, la lama con la quale venne ferito il costato di Gesù. Fondato nel VII secolo da Gregorio l’Illuminatore, l’aspetto attuale prende forma nel 1215, quando venne costruita la cappella principale, mentre quelle secondarie sono scavate direttamente nella roccia. Il monastero è un continuo passaggio tra buio e luce: le pietre sono annerite da secoli di fuliggine e l’unica illuminazione è costituita dalle candele che bruciano continuamente. Il sole entra dalle cupole a stalattiti, illuminando con fasci diretti di luce le decorazioni dei muri, a motivi floreali, con decorazioni pagane e con croci armene. In tutta la valle che conduce al monastero vi sono decine di cappelle scavate direttamente nella roccia, dove per secoli hanno risieduto i monaci che predicavano l’ascetismo e l’eremitismo. Quella nelle foto, vicina al monastero ma di difficile accesso, è quella dove tradizionalmente ha abitato Gregorio l’Illuminatore, fondatore e patrono della Chiesa armena. #armenia #visitarmenia #travelphotography #geghardmonastery
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6 months ago
Il Memoriale del Genocidio Armeno a Yerevan. Il genocidio del popolo armeno è una pagina poco raccontata in Europa, ma è un fatto storico che ha influenza profondamente la vita degli armeni anche oggi. Compiuto tra il 1915 ed 1923 dai turchi dell’Impero Ottomano, provocò la morte di almeno 1.5 milioni di armeni, oltre che la deportazione e la fuga di centinaia di migliaia di persone e la distruzione del patrimonio storico e culturale armeno. Le ragioni che lo scatenarono furono varie. I Giovani Turchi, che comandavano in Turchia dal 1908, erano estremamente nazionalisti e mal sopportavano la presenza di un popolo così culturalmente forte come gli armeni, peraltro cristiani in un impero a maggioranza musulmana. Allo stesso tempo i turchi avevano il timore che gli armeni potessero allearsi con i russi durante la prima guerra mondiale, ed ottenere così autonomia politica o l’indipendenza. Allo scoppio della prima guerra mondiale, le tensioni si esacerbarono, e il sospetto di tradimento portarono all’inizio delle uccisioni di massa sistematiche. Il Memoriale, eretto nel 1967, ha un’architettura austera, a ricordo delle sofferenze del popolo armeno, mentre la stele che si erge per 44 metri rappresenta la voglia e la forza di rinascita degli armeni. Al centro arde la fiamma eterna, a ricordo delle vittime. Ogni 24 aprile, giorno del ricordo del genocidio, migliaia di persone vanno in pellegrinaggio al memoriale, per deporre un fiore e omaggiare i morti. La Turchia ancora oggi si rifiuta di riconoscere il genocidio. #armenia #erevan #armeniangenocide #architecturephotography #armeniatravel
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8 months ago
Varie ed eventuali di un paese che rimane nel cuore: l’Armenia. Durante il mio soggiorno ho capito due cose che raccontano questa nazione: la prima è che gli abitanti sono estremamente legati alla loro identità, alla loro storia e cultura. La seconda è che sono un popolo estremamente fragile, nel senso che la loro storia degli ultimi secoli li ha visti continuamente sotto attacco da parte di vicini molto più forti di loro, come la Turchia e l’Azerbaijian. Foto 1-3: il monte Ararat, a cui gli armeni sono estremamente legati, si scaglia con i suoi 5100 metri sugli altopiani del Caucaso. Secondo la tradizione è qui che Noè si incagliò con la sua arca dopo il diluvio universale. Appartiene alla Turchia, che per ragioni politiche ne impedisce l’accesso. Foto 2; 4-10:La capitale Erevan si sta modernizzando rapidamente, mentre le campagne rimangono ancora legate alla tradizione. Foto 11: il Memoriale del genocidio delle vittime armene a Erevan. Un fatto storico poco conosciuto, a cui dedicherò un post apposito. Foto 12-15: il paese mostra ancora i segni del suo passato sovietico nell’architettura della città, ma le relazioni con la Russia sono ancora molto fori. Foto 16: un operaio indiano si protegge dalla polvere di una strada in costruzione sulle montagne armene. Da alcuni anni gli investimenti nelle infrastrutture hanno portato molti immigrati da paesi asiatici per essere impiegati come manodopera a basso costo. Foto 17-18: da alcuni anni il paese cerca di attrarre il turismo puntando sul paesaggio naturale ed il patrimonio artistico, come il tempio di Garni, costruito nel I sec. D.C. Foto 19-20: gli armeni professano un tipo particolare di cristianesimo, diverso dal cattolicesimo e dall’ortodossia. La religione è molto importante nel paese, ed i monasteri sono una delle poche testimonianze rimaste dell’antica cultura armena. Seguirà post a riguardo perché questo monastero è uno dei più belli che abbia mai visto. #armenia #travelphotos #erevan
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8 months ago
Eccomi qua con i 35 gradi di giugno a pubblicare le foto di marzo. Mi ero dimenticato. Succede quando si fanno foto per piacere e non per i social. Carnevale di Ivrea #carnevaledivrea #ivrea #nikonphotography
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11 months ago
Storia di un viaggio a Roma per vivere l’evento storico del nuovo Papa. Qui però lui non si trova: ho voluto raccontare il resto. Ci sono persone, luoghi, mani, dettagli, la piazza che viene nascosta e celebrata per i tg. #vaticancity #jubileum #popeleoxiv #vaticano
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1 year ago
Un po’ di Torino varia. Tranquilli non troverete solo coppiette, anche se l’amore scorre molto in questa città. #turin #street_photography #bnwphotography #torino_city
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1 year ago
Una delle migliori scoperte del 2024. Il @comalafc ,una realtà di sport, grida, feste,urli,rispetto,amicizia, amore. Alcune delle foto che mi sono piaciute di più in tutto l’anno le ho scattate su quelle gradinate, con il solo scopo di trasmettere la gioia di quei momenti. #ultras #bnw_captures #footballfans #comalafc
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1 year ago