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Roberta Esposito

@_rybes

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“Ogni storia ha un inizio, ogni storia ha una fine. Stiamo nel mezzo, quando tutto accade, quando nulla accade.” L’incipit di “Quanto è profonda un’ombra?” di Claudia Losi ci invita subito a entrare in un mondo altro, in un tempo sospeso, un interstizio attraverso cui si possono osservare diversi ordini del sensibile. La performance, a cura di Sofia Baldi Pighi, è stata realizzata con la collaborazione delle studentesse e degli studenti del terzo anno di Arti Visive del MADE Program, che hanno contribuito alla costruzione di un archivio multilingue composto da voci e parole in diverse lingue – tra cui arabo, siciliano, kazako, francese, inglese e spagnolo – inteso non come documentazione, ma come attraversamento sensibile del Mediterraneo. Il progetto, sviluppato in dialogo con @sosmediterraneeitalia , nasce dall’esigenza di costruire un immaginario della solidarietà che si sottragga sia alla retorica umanitaria sia alla spettacolarizzazione del trauma. In questo contesto, la performance si configura come uno spazio intimo e simbolico, in cui il pubblico è invitato a salire a bordo della Ocean Viking, che diventa parte attiva del racconto. Attraverso il gesto artistico, la nave si trasforma in un luogo temporaneo di ascolto, relazione e immaginazione, capace di interrogare il reale attraverso linguaggi poetici e pratiche di ascolto condiviso. Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto, e al pubblico che si è lasciato attraversare e sorprendere. — Performance di @claudialosi a cura di @sofiabaldipighi in collaborazione con MADE Program e @sosmediterraneeitalia Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese @ottopermillevaldese Hanno partecipato le studentesse e gli studenti del terzo anno del corso di Arti Visive di MADE Program: Lea Boledovičová · Bridges Kong · Christopher John Lupos · Benedetta Mariapia Patanè · Ruslan Shegai · Ivo Velkov Foto di: Ruslan Shegai @atshegai Luca Natale @luggaschen n Grafiche di: Ekaterina Selezneva @k.felezner Tecnico audio: Riccardo Bellistrì @rixxynton Project coordinator: Roberta Esposito @_rybes
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20 days ago
Un incontro dedicato all’intelligenza somatica e a come possiamo favorirne l’espressione attraverso il movimento. Ci lasceremo ispirare dall’immagine dell’ecosistema, come a un principio organizzatore del movimento, in cui le parti si influenzano reciprocamente in una relazione di interdipendenza. In questa prospettiva, esploreremo il corpo come un territorio vivente, fatto di elementi comunicanti, concatenati e interconnessi: un sistema relazionale in continuo riadattamento. Un’opportunità per nutrire le capacità di coordinazione, prontezza, abilità, responsività e integrità, in intimo dialogo col valore e i vantaggi che la consequenzialità del movimento può offrirci. Danzeremo l’esplorazione somatica, anatomica, biomeccanica, poetica. Apriremo spazi per un’indagine sia soggettiva che condivisibile. Ci muoveremo in solo o dialogando il contatto tra corpi, alternando momenti di esperienza, analisi, ascolto profondo e dinamismo. La ricerca si articola in teoria, applicazione, riflessione e condivisione, al fine di accedere alla complessità del corpo in maniera titolata e assimilabile. ~Iscrizioni~ GEOGRAFIE SOMATICHE Il corpo come territorio vivente Gruppo di studio a axis syllabus che incontra la danza come una ricerca attraverso pratiche somatiche, instant composition, elementi di danza sensibile® e axis syllabus. ORARI Sabato 11/18 con pausa Domenica 11/15 Contributo flessibile in base alle disponibilità individuali 100/65€ Contatti 3481315768 messaggi whatsapp o SMS Dove MADE Program Accademia di belle arti Via Cairoli 20 - SIRACUSA #AxisSyllabus #danzasensibile #SomaticPractices #InstantComposition #danzaitalia
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1 month ago