“Fiorire nel buio: custodire il glitch tra i silenzi di foreste digitali” di
@vvvikingaaa apre un varco nel cuore della contemporaneità iperconnessa e pervasa dall’ipervisibilità, indagando le pieghe più vulnerabili e radicali dell’ecosistema digitale.
Attraverso una genealogia affettiva che va dalle prime utopie del web agli spazi critici della Dark Forest, la rete emerge come terreno ambivalente, dove convivono sorveglianza e possibilità, consumo e glitch, algoritmi e resistenza. Laddove il codice detta il visibile, siamo invitatə ad ascoltare ciò che pulsa nel buio: l’ironia come sabotaggio, la vulnerabilità come forza, il linguaggio come prima linea del confitto. Un invito, potente e sommesso, a custodire l’errore — e “fiorire, anche (e soprattutto) nell’ombra”.
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Vittoria Martinotti (Torino, 1998) è una curatrice e scrittrice di base tra Milano e Torino. Con un Master in curatela presso la Goldsmiths University, il suo lavoro spazia tra mostre internazionali, programmi pubblici e scrittura critica. È partner e curatrice dell’associazione Rea Arte, giornalista per la rivista Linkiesta.etc e editor per la piattaforma online Daily Lazy. Negli anni ha collaborato con istituzioni come Flash Art, Pirelli HangarBicocca, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Goldsmiths CCA, e la galleria Des Bains, focalizzandosi sul supporto alle voci emergenti.
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