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Viola Folador

@vi_fol

💡Film Director & Writer 🐰 Based in Milan 🛸 Rep by @paolanasiniagency 🎥 #blissett side of @lutherblissett_director 📖 books addicted @booksyvi
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È arrivata la primavera 🌸🌷🌼 Che porta il mio compleanno, colori a pastello, spritz con gli amici, matrimoni sparsi, squarci di sole mischiati a pioggia e giornate più lunghe. Inizio or ora anche quella che spero sia la mia ultima lunghissima sessione di studio, che ovviamente si mischia con il periodo più intenso di lavoro e mi accompagnerà fino a settembre. Prima di essere fagocitata dalle cose da fare pubblico quindi un po' di foto belle, di fiori, profumi, cibi e colori, oltre che di persone meravigliose: i miei amici. Come al solito ringrazio l'arte, i libri e la vita. Aggiungo anche grazie Chandler e le macchinette a pellicola finta. Infine grazie a me perché ho realizzato la mia parete di quadri che sognavo fin da bambina e l'ho fatta tutta da sola. Yuppi.
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2 days ago
Oggi è la giornata mondiale per la consapevolezza sull'AUTISMO. Ho pensato fosse il giorno giusto per pubblicare alcuni degli screeen del mio ultimo corto, girato 1 anno e mezzo fa, che dell'autismo parla in modo delicato: METAMORFOSI. Quando si parla di autismo si pensa a Sheldon Cooper, a Rain man. A persone, quasi sempre uomini, con capacità fuori dal comune, mente svelta, voce robotica. Alla parola 'autismo' si associa spesso la frase "Sono più intelligenti a volte delle persone normali", "Hanno altre spiccate capacità". Nulla di più sbagliato. L'autismo spesso non è né ecclatante, né evidente, né sempre uguale. è uno spettro, una neurodivergenza su cui ancora c'è molta strada da fare. Basti pensare che solo recentemente si è capito che nelle bambine si presenta in modo molto differente dai bambini e che quindi, forse, non è vero che c'è maggiore incidenza nei maschi, ma semplicemente le bambine non ricevevano la diagnosi (molte donne stanno ricevendo diagnosi tardiva negli ultimi anni). Si potrebbe parlare per ore sul tema: di stimming, di overstimolazione, di interesse specifico, dell'ironia, ma io non sono un'educatrice. Per fare questo corto ho parlato con educatori, ho ascoltato voci che del tema parlano da anni e ho letto molto, ho portato una buona porzione di cuore. Nella giornata di oggi prendetevi un attimo per leggere anche solo un articolo sul tema, e cambiare prospettiva a riguardo. Andate a mangiare una pizza da @pizzaut_official è un corto che per ora non ha ancora visto la luce, ma nell'ultima slide c'è un piccolo trailer. Prodotto da @giffonihub x Aias. Scritto insieme alla meravigliosa @nenetartaglia Realizzato grazie a @basementheadquarter A una troupe piena di cuore, dei bravissimi giovani attori ( e non solo) a Gabriel, mio protetto, che ha saputo portare con dignità e delicatezza il personaggio di Tommi sullo schermo. Un grazie speciale a @ciu_guevara e poi un grazie specifico a @tommasoterigi con cui siamo riusciti a fare l'anamorfico in 4:3, al mio fedele @denis_micheli e a @tommaso.simonetta per la sua musica per @sophiemanuzzato che per qualche motivo si fida di me.
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1 month ago
È stato un inizio anno frenetico. I primi 3 mesi sono volati tra set, poco sonno e km macinati. Sono stata spesso risucchiata dal ritmo dettato dal lavoro, ma questo è un post in cui raccolgo piccole cose che hanno aiutato a romanticizzare la mia vita, anche in un periodo intenso. Il mio gatto, ovviamente, acciuga di pelo esigente e onnipresente. Affettuoso ed estremamente #aesthetic. Vedere amici e i loro figli, visitare mostre, passare del tempo di qualità con persone. Tatuaggi, disegni, idee che prendono forma, tempo speso a prendermi cura di me. La settimana di Sanremo, gli amici, i meme, i gin tonic casalinghi, le toniche aromatizzate della Lidl. La casa mia e di @fabio_landi che prende forma, colore e carattere, diventando più simile a noi. Pezzi di porcellana, fiori, foglie che hanno catturato il mio sguardo, giochi di luce, profumi. Amici che hanno successo, che riescono a fare qualcosa che amano, colori e sorrisi. Cene in compagnia, sottofondo di chiacchiere e calici di vino, affetto e abbracci. Conoscere il mio nuovo quartiere, nuove routine, perché sì: mi hanno aggredito e strappato collanine ho fatto a botte con i maranza manco avessi 12 anni e difeso la mia borsa, ma ci sono anche angoli belli, scorci poetici, panettieri buonissimi, persone gentili e posti alla mano. E la LIDL. La montagna, la natura, le piante, gli amici, la polenta, i funghi e il gorgonzola. Anche i set. Le persone interessanti, le chiacchiere politiche, i confronti, le risate, le macchinette a finta pellicola. I libri, montagne di libri, nuove disposizioni, pagine lette, libri nuovi, recensioni e consigli. I tatuaggi l'ho già detto? E l'ironia. La notte degli Oscar, i film, la narrativa, i successi, Fabio che dorme sul divano accanto a me per non lasciarmi sola a fare notte bianca. Poter lavorare con persone belle, complesse, gentili e interessanti. Quadri, acquisti, disegni, cornici, stampe e composizioni. Nuove pareti belle. Famiglia, profumo di caffè, abbracci quando più se ne ha bisogno. Chandler sulle spalle. Piccoli oggetti inutili, ma belli, anche un po' utili dai, ma soprattutto belli. I boschi, i faggi e le betulle, le foglie croccanti. Stressata, ma fortunata🤎
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1 month ago
In questo periodo, se fossi ancora a scuola, avrei scritto sulle verifiche 2025 al posto che 2026. È un periodo di passaggio gennaio. Confuso. Motivo per cui questo post è un mix di cose accadute a dicembre e scatti dei primi giorni di Gennaio. C'è un po' di Dublino, di libri, di Chandler. Pietro che fa 30 anni, la neve, mio fratello Stefano. Scogliere, amici sempre pronti a dare una mano, buon vino e chiacchiere con Elordi e Del Toro (unidirezionali, da me a loro). È stato un periodo di famiglia e abbracci, nonni e persone importanti. Di ritorni a casa e di creazioni di nuove case. Di furgoni, scatoloni di libri e viaggi in macchina. È finito Stranger things, ho mangiato spesso fuori, è iniziata la sessione. Il lavoro è poco cool da mettere in un carosello quando non è artistico, ma è stato parte delle mie giornate tanto quanto le foto a Chandler e il buon cibo da condividere. È stato un anno pieno di cambiamenti. Amici che hanno avuto figlioletti, o come me, che si sono trasferiti. In cui molti si reinventano, cambiano lavoro, città, direzione. Inizio il 2026, che in realtà è già inoltrato, stanca, ma piena di buone speranze. Quindi buon 2026 a tutti. Non ho sbagliato questa volta. Sono solo un po' in ritardo.
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3 months ago
Astesani 56, Affori: Casa. Casino. Avevo 24 anni, un lavoro estremamente precario e 4 sacchi di libri che mi portavo dietro fin da bambina. Sapevo a malapena 2 frasi in inglese, avevo visto un'Arri Alexa meno di 8 volte nella vita, avevo probabilmente sul conto ciò che bastava per la cauzione e una dieta a base di pasta, ma il signor Volpon, per qualche strano motivo, ha creduto in me e mi ha permesso di entrare in quel piccolo monolocale che per me sarebbe diventato rifugio x oltre 8 anni. Il mio Casino di Affori è stato costruito a mia immagine e somiglianza, con più tazze e bicchieri all'interno di quante persone potesse contenere, la luce del sole che arrivava riflessa solo se quelli di fronte aprivano le finestre, la musica costante di sottofondo da Echo. Ho bevuto innumerevoli caffè tra quelle pareti, scoperto come cucinare, affrontato una pandemia in solitudine, accolto animali (Queen, Moony, Chandler e non solo). Il casino ha anche testimoniato la morte di moltissime piante, custodito chiacchiere e confidenze notturne, protetto il mio umore altalenante. È qui che ho fatto binge watching di FRIENDS, pianto su libri, dormito senza più forze dopo ore di set. Qui ho ordinato i miei udon da sotto casa invariabilmente pronti in 15 min e mangiato le mie pizze di pizzarella. Qui ho lavorato, studiato e costruito la me stessa adulta. Il mio casino occupava poco spazio nel mondo, era piccolo, come me, ma aveva un posto speciale nel mio cuore. Mi ha insegnato tanto: è stato il 1° posto, dopo la casa dove sono cresciuta, in cui mi sono sentita completamente al sicuro, dove tornare e tirare un sospiro di sollievo dopo un viaggio, o una trasferta, buttarmi sul divano scomodo, ma che aveva preso la mia forma, arrampicarmi sul letto, mettere su un the con i gigiotta, respirare sul balconcino. Era piccolo, ma come dicevo sempre con orgoglio: "Ho sia il tavolo che la scrivania. Sia il divano che il letto. E posto a sufficienza per 400 libri". Grazie casino di Affori per avermi accolto. Grazie per i pasticcini con il lampone, le tue gemme nascoste, le camminate al sapore di autunno, i bicchieri di vino condivisi, la metro sotto casa. Mancherai, ma starò bene, vedrai ♡
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4 months ago
Non fatevi ingannare dai social 🍂 È un periodo di lavoro e studio che quasi non si respira. Però questo post è un insieme di posti belli, di persone speciali, di respiri fatti. Un gruppo di foto preziose, di momenti che per caso fortuito sono stati immortalati, ma che andrebbero mischiati con altre persone speciali con cui ho avuto l'onore di passare del tempo, luoghi visti, cibo mangiato. Sono stati mesi di poche letture e poche ore di sonno, ma tante camminate, foliage autunnale, maglioni tirati fuori dall'armadio. Mi sono improvvisata agente immobiliare per il mio casino, ho cominciato a organizzare i cambiamenti che mi aspettano, mangiato troppi formaggi, scoperto le visite dal dermatologo. Ho comprato zucche e funghi, mi sono fatta monopolizzare dal mio gatto, ho buttato giù caffè. Ho chiacchierato giostrandomi tra cene e aperitivi con persone care, ho messo in standby la play, sono affogata in Frankenstein di Del Toro. Ho ascoltato playlist a caso, pentendomi, perché tra poco c'è il wrap up di Spotify. Ho comprato una scrivania, iniziato la stagione dei filmetti al cinema, ho pianto guardando the Pitt, scelto il tema della tesi, iniziato nuove collaborazioni. Ho cercato di metabolizzare un lutto, accolto nuove vite intorno a me, ho goduto del sole invernale, dipinto pareti di verde scuro e attaccato mensole. Ho sistemato i peluches della mia infanzia, ho parlato con anziani con storie incredibili, viaggiato con Chandler, donato vestiti, mangiata tanta polenta. È autunno. Non si suda più stando immobili all'ombra. Si beve camomilla la sera, quando non è un calice di vino rosso. Si accendono le candele, si tirano fuori copertine, mi si appannano gli occhiali. A breve si sbucciano arance. È tutto ok 🤎
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6 months ago
Che mese che è stato settembre ♡ Un mix di letteratura, ingiustizia, rivalsa, Chandler affettuoso, bambini minuscoli, colazioni ricche, ritmo intenso, primi scatoloni, ma soprattutto un mese di cuore gonfio di speranza nel vedere le piazze piene, la gente insieme, i canti nei cortei. Ho cercato di condire l'amarezza che sento sempre più spesso in fondo alla gola, circondandomi di cose belle. Ho nutrito il senso di ingiustizia in argomentazione. Ho aperto libri, risolto lacune, canalizzato la mia rabbia in produttività. Ho ascoltato voci, mi sono messa in discussione, ho aperto il confronto. Tutte cose che cerco sempre di fare in realtà, ma che in questo mese sono state una marea e tempesta in mezzo al solito tran tran di set, scrittura, odg, call, caffè e tisane alternati, poco sonno e tanti mezzi di trasporto, pile di libri da leggere, esami, appunti, aperitivi e chiacchiere leggere.
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7 months ago
"Definisci bambino". Un anno e mezzo fa @il_crep mi chiama. Dobbiamo realizzare con @istituto_antonioni e i suoi studenti un cortometraggio per bookciak, nell'ambito della rassegna di Venezia. Un micro film liberamente tratto da "L'Urlo" di Tahar Ben Jelloun che è una piccola riflessione scritta dall'autore in reazione all'attacco di Hamas del 7 ottobre, per mettere in guardia Isra*le: non contrattaccate, finisce in sangue. Sangue vero.  Siamo a inizio 2024 ormai e, nel momento in cui Marco e @vanessa_magni mi contattano, molti dei timori espressi in questo piccolo libricino, si stanno già avverando. Ho paura di banalizzare il tema e temiamo di non trovare la giusta chiave. Facciamo diversi confronti con anche @massimiliano.scuriatti lo sceneggiatore: infinite call, chiacchierate, discussioni e alla fine decidiamo di parlare della guerra in senso lato e di farlo da un punto di vista diverso. Decidiamo di non rappresentare la fame, le macerie, la sofferenza, che il mondo occidentale associa alla parola guerra, decidiamo di rappresentare quello che la guerra cancella, consuma, distrugge. La vita di persone normali, di civili, ma soprattutto di bambini. Bambini che potrebbero diventare un giorno medici, registi, cantanti, postini e artisti e che invece la guerra cancella, come se non fossero mai esistiti. Per farlo lavoriamo con 32 bambini alla loro prima esperienza sul set, tra i 7 e gli 11 anni, e con i loro genitori Un bambino chiede alla maestra "perché esiste la guerra?" e la maestra prova a rispondere, alla maniera di noi adulti, addolcendo e mettendo una punta di fiducia. Perché cerchiamo di proteggerli i bambini, anche se in realtà loro capiscono più di noi. Sono giornate intense, difficili, bellissime, dove abbiamo ragionato, discusso e parlato con loro. Mentre @isottasantus la scenografa, disegnava fette di anguria da attaccare alle pareti e io e @tommasoterigi il dop, decidevamo come rendere l'idea di qualcosa che svanisce. Sono state soprattutto giornate piene di domande di 32 bambini. Una in particolare che ancora mi attanaglia il cervello quando uno di loro ha alzato la mano e mi ha detto: 'Ma quindi siamo scomparsi perché siamo tutti morti?' ⬇️
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7 months ago
Questa estate niente viaggi con lo zaino in spalla. Niente avventure da raccontarvi e consigliarvi. Niente mare e spiagge bianche, relax e libri sotto l'ombrellone. È stata un'estate montanara di carta vetrata, stucco, vernice e acquaragia, che mi ha ricordato un po' la mia infanzia. Libri da leggere ammonticchiati tra viti e pennelli. Pomodori dentro ciotole di plastica, passate di mano in mano. Menta selvatica che nasce dalla pietra in modo disordinato. Bruchi placidi, formaggi locali, silenzi interrotti dai miagolii di Chandler che vuole a tutti i costi mettere la pettorina e uscire (chissà dove poi. Si spiaggiava solo nella terra dell'aiuola fronte a casa). E poi cene casalinghe all'imbrunire, sotto le lucine, film visti con il proiettore, musica di sottofondo, bianchini e due chiacchiere con i vicini. È stata l'estate del rewatch di twilight, delle passeggiate, del viavai continuo, rumoroso e piacevole di amici e parenti, tanti amici e parenti. È stato un periodo di tempo sospeso, lento eppure ronzante di pensieri. Vorrei durasse ancora un po'.
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8 months ago
This is probably the most nerdy thing I ever done, but I wanted to combine being a film director with my passion for video games. @naughty_dog_inc in their wonderful game @thelastofus gives the possibility during the game, to take shots with a vast choice of exposure, optics, color correction and type of shot at very high level. I decided to experiment while I was playing , to give my perspective and sensitivity to the characters I loved. Direction is contamination between different forms of communication after all, and y'all are lucky that Instagram gives a limit of 20 photos or you would also have been overwhelmed with shots with Abby. It was fun, with the vague feeling of having directed something much loved. Who knows, Maybe one day I will experiment even more with these two types of narrative 🌿🧟 Thx to @gianlucatania who lent me the game Questa è probabilmente la cosa più nerd che io abbia mai fatto, ma volevo combinare il mio essere una regista con la mia passione per i videogame. Naughty Dog nel loro bellissimo gioco Last of us da la possibilità, durante il gioco, di prendere degli scatti, con un'ampia gamma di scelta di esposizione, ottiche, color e tipo di inquadratura a un livello molto alto. Ho deciso di sperimentare mentre giocavo, dando la mia prospettiva e sensibilità ai personaggi che ho amato. La regia è in fondo la contaminazione tra diverse forme di comunicazione e siete fortunati che Instagram abbia il limite a 20 foto o vi avrei invaso anche con scatti di Abby. È stato divertente, con la vaga sensazione di aver diretto qualcosa di molto amato. Chissà che un giorno non sperimenti ancora di più con questi due tipi di narrativa. 🌿🧟 Grazie a Gianluca che mi ha prestato il gioco.
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10 months ago
L'ultimo mese più o meno, da quando ho fatto 32 anni. Escludendo il lavoro, i pianti, le ore di studio, il sonno e la politica, perché sono il mio pane quotidiano e voglio farne a meno in questo post. . Sono stata su una ruota panoramica con un trucco pieno di brillantini. . Chandler ha sofferto il caldo. Prima odiava il ventilatore, ora non c'è modo di toglierlo da davanti. In ogni caso deve stare a 20 cm massimo da me. . Sono stata in una libreria bellissima in centro ad Aosta. . Ho sentito Lucio Corsi suonare in cima a una montagna con @fabio_landi e nostri amici. . Ho mangiato gli gnocchi alla bava. Vorrei rimangiarli anche in questo momento. . @stone_23 è venuta a trovarmi e mi ha accompagnato a votare. . Ho provato i miei nuovi scarponcini in montagna. . Ho festeggiato @gianlucatania (39+1) . Sono stata al Miami Fest come ogni anno. . Ho abbracciato due delle persone più belle del mondo. . Mi sono svegliata con il mini che mi fissava quasi tutte le mattine. . Ho visto 2 fratelli su 5. . Ho letto libri a tavolini eleganti bevendo caffè amaro. Come nei film. . Io e Fabio siamo andati in una fattoria e una capra è entrata in travaglio subito dopo una mia carezza. . Ho ricevuto questo patch fichissimo su un set. . Sono tornata spesso tardi da lavoro, ma ho trovato sempre Chandler ad accogliermi. . Sono andata a cena nella casina nuova di Tommi e Sasha anche se non c era il tavolo. . Ho rivisto villa della porta bozzolo. Uno dei luoghi del cuore della mia infanzia. . Ho fatto 1200 foto al mio gatto e ai miei quadri in simpatiche composizioni. . Ho visto per la prima volta le cirque du soleil e mi sono emozionata In tutto questo: odio il caldo. Mi sembrava giusto dirlo. ❤️‍🔥
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10 months ago
Mi sono resa conto che è 10 anni che faccio la regista. 10 anni sono tanti. Sono la fetta di tempo che è passata dal mio primo cortometraggio, "Matrioska", girato con 300 euro e con amici registi, dop e compositori (al tempo esordienti) che si misero persino davanti alla macchina da presa (se lo scovate online vincete un penny). Sono stati 10 anni di notte insonni, di amici sinceri, di scrittura scoraggiata e poi subito dopo piena di speranza. 10 anni di videoclip musicali messi insieme con sputo e passione, di lavoro altalenante, di paura e felicità mischiate insieme. 10 anni di cortometraggi, giovani attori, scenografie create dal mio arredo ( e quello di Isotta Santus) e dalle cantine di persone gentili. 10 anni però anche di call, trattamenti, caffè, chiacchierate, ppm, riunioni, set come aiuto regista. 10 anni di film, letture, scrittura di personaggi, di pitch, di moodboard di tanta stanchezza. 10 anni di budget messi su con duro lavoro, collaborazioni oneste e momenti di sconforto. 10 anni di persone meravigliose e persone che vorrei cancellare. Sono 10 anni che mi metto in gioco, che non smetto di imparare, che oscillo tra i lavori, che declino il mio punto di vista in corti, videoclip, spot, video web, interviste. Per alcuni versi sono ancora esordiente, per altri mi sento antica. Spulciando tra gli Hard Disk mi sono resa conto di quante cose diverse ho girato, mi sono ritrovata incredula davanti a lavori realizzati con niente, eppure pieni di cuore; queste immagini non sono nemmeno la metà della varietà (senza nemmeno contare tutto ciò che ho girato come Blissett di Luther Blissett). Mi auguro altri 10 anni da regista, per ora. Con nuovi stimoli, sfide, storie, ma anche trattamenti, ppm e caffè. Perché anche se a volte sono sfinita, anche se è un lavoro che prende molto, anche se talvolta è logorante trasformare la propria passione anche in sostentamento, alla fine il sentimento che prevale,se penso a questi 10 anni, è sicuramente quello della gratitudine verso le persone con cui amo lavorare. Specie quelle meravigliose persone come @fabio_landi @tommasoterigi @tommaso.simonetta @isottasantus @giadabossi @stone_23 con cui ho cominciato dal principio.
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11 months ago