📅 23–31 maggio | Cremona | Cascina Lago Scuro
“Reperto N.12”
Tutti in fila. Tutti in attesa. Tutti convinti che sotto quella cloche ci sia qualcosa che vale davvero.
“Reperto N.12” è un monumento cinico alla competizione sociale contemporanea.
Ai lati, due specchi convessi osservano freddi come i social, come lo sguardo pubblico: tutto viene sorvegliato, giudicato, distorto.
La corsa al vertice è disumana. E noi continuiamo a correre.
📍@cascinalagoscuro ,
@cremona_contemporanea
🗓️ 23–31 maggio
“Reperto N.21”
serie: Fossil
Anno: Mid 2026
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L30 x W30 x H120 cm
Un oggetto che porta con sé una magia consumata.
Un sogno ripetuto troppe volte fino a svanire.
La sua superficie scura sembra aver assorbito ogni luce, come se i desideri evocati nel tempo l’avessero lentamente svuotata, fino a lasciarla senza voce.
In questa quiete sospesa, affiora una malinconia sottile:
forse non è la lampada ad aver smesso di funzionare, ma il nostro modo di desiderare ad essersi perduto.
“Reperto N.20”
serie: Fossil
Anno: Mid 2026
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L80 x W80 x H170 cm
La scultura racconta una trasformazione semplice e diretta.
È una piccola storia verticale del nostro tempo, dove tutto viene assorbito, rielaborato e restituito come qualcosa di nuovo ma sempre più distante dalla sua origine.
Ne nasce una creatura ibrida.
La lettura piramidale guida lo sguardo dal basso verso l’alto, dall’animale al consumo, fino alla macchina.
“Reperto N.16”
serie: Fossil
Anno: Mid 2026
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L180 x W60 x H150 cm
L’opera si impone come un accumulo che soffoca.
Una struttura domestica ordinaria viene travolta da una colata ininterrotta di scontrini, tracce anonime di un consumo compulsivo che si fa materia e sudario.
Ciò che dovrebbe essere leggero diventa peso, ciò che è quotidiano diventa condanna.
Dall’interno affiorano frammenti di un immaginario standardizzato e di un’identità ridotta a oggetto.
Sogno, corpo e natura appaiono come elementi intercambiabili, pronti a essere trasportati, comprati, sostituiti.
Con un’ironia cupa e tagliente, l’opera mette a nudo la fragilità dell’individuo nella società dell’accumulo.
Non c’è dramma, solo normalità.
Ed è proprio questa normalità a ferire.
“Reperto N.6”
serie: Fossil
Anno: late 2025
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L300 x W50 x H330 cm
Un filo teso, una lama immobile, una X che invita a fermarsi.
L’opera è una macchina psicologica: tensione, rischio, autocontrollo.
Qui il fossile è l’attimo sospeso, la paura trattenuta, la decisione che non arriva.
Come in un videogame, la X dice “tu sei qui”: lo spettatore diventa il giocatore che immagina il prossimo passo, consapevole che basta un gesto per far crollare tutto.
Viviamo sotto una lama invisibile: il presente è la nostra attesa.
“Reperto N.18”
serie: Fossil
Anno: Mid 2026
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L90 x W90 x H220 cm
L’opera è il monumento al paradosso contemporaneo.
È la rappresentazione di come la società ci presenti obiettivi semplici e vicini come se fossero vette inaccessibili.
In questa selva di appigli colorati si consuma il dramma dell’Icaro moderno: non vola verso il sole, ma viene indotto a credere che ogni centimetro richieda uno sforzo sovrumano.
L’esuberanza delle prese è l’inganno tecnico che ci viene venduto: ci forniscono strumenti infiniti per convincerci che stiamo compiendo un’ascesa epica, quando in realtà stiamo solo complicando l’ovvio.
È l’ironia cupa di una vita che maschera la semplicità sotto il peso della performance, vendendoci l’attrezzatura per scalare una montagna che, a guardarla bene, è poco più di un gradino.
“Reperto N.17”
serie: Fossil
Anno: Mid 2026
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L70 x W30 x H250 cm
Tutto è visibile e proprio in questa chiarezza si insinua il disagio.
Il filo teso attraversa lo spazio creando una tensione visiva continua: non accade nulla, ma tutto sembra sul punto di accadere.
È un meccanismo in attesa, sospeso tra possibilità e minaccia.
Il soggetto partecipa volontariamente alla propria esposizione.
Guardare senza intervenire diventa parte del meccanismo stesso e nel momento in cui la osserviamo, ne completiamo il funzionamento.
La tensione non è solo nel filo, è nello spazio tra responsabilità e distanza, tra estetica e pericolo, tra gioco e conseguenza.
“Reperto N.19”
serie: Fossil
Anno: Mid 2026
Tecnica: Mixed media
Dimensioni: ≈ L50 x W50 x H80 cm
La struttura è onesta nella sua materia ma la superficie la trasforma:
il colore appetibile, la glassa che cola come promessa, la ciliegina che sigilla il patto.
L’opera parla del meccanismo psicologico alla base di ogni truffa riuscita: non è il prodotto a sedurre, ma l’apparenza.
In un’epoca in cui il packaging vale più del contenuto e l’estetica è strumento di inganno sistematico, “Reperto N.19” mette in scena la grammatica visiva dello SCAM contemporaneo:
il fake venduto come premium, il vuoto confezionato come valore.
La truffa portata a buon fine con la complicità inconsapevole di chi compra.
La ciliegina non è decorazione
È la firma.