-Negli appositi spazi- pensa ai confini come linea di chiusura ma anche di contatto, come parole in lotta, come lontani margini di apertura radicale e luoghi di confronto. Un cortocircuito di concetti in cui non si definisce il confine secondo quello che convenzionalmente è, ma secondo quello che siamo e possiamo essere.
In mostra presso il Cortile del Vescovado di Pinerolo (TO) in occasione del festival dell'Artigianato "Confini Invisibili"
“Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio […] di parole, di desideri, di ricordi.” Italo Calvino, Le città invisibili, 1972.
Dal 6 al 10 settembre saremo presenti al festival dell'artigianato di Pinerolo "Confini Invisibili" con un'istallazione diffusa realizzata grazie anche al supporto ed alla partecipazione di @loftpinerolo@cittadipinerolo@amopinerolo@yeppitalia