Eccomi di nuovo! Come si diceva una volta introducendo le Star del cabaret: “A grande richiesta, dopo i trionfi di “Donne in vista” la grande mostra di Torino e l’uscita del suo prezioso catalogo, ecco a voi Toni Thorimbert di ritorno sulle scene di Ricordi Stampati solo per tre indimenticabili giornate di scatti! Affrettatevi gente perché ( effettivamente) gli appuntamenti rimasti liberi sono pochi e andranno a ruba molto presto! 😊😊😊 A parte gli scherzi è vero: ritorno a Ricordi stravolentieri il 15/16/17 maggio per ritrovare il piacere della fotografia dí ritratto, quella scattata con il cuore e stampata lì per lì e pure preziosamente incorniciata. Trovate il link in bio per prenotare il vostro spazio-tempo nella bottega top di via Sacchi a Milano. Un occasione - direi - da non perdere!
Ci vediamo lì!
Con grande affetto TT
@ricordistampati
E’ bello il catalogo di “Donne in vista” la mia mostra nata da un’idea di Luca Beatrice, curata da Walter Guadagnini ed esposta a “Camera” il centro italiano della fotografia di Torino, nell’ambito di “Exposed” il Torino Photo Festival che quest’anno sta messo benissimo sia come mostre di autori veramente top sia con iniziative che percorrono in lungo e in largo la città.
Il catalogo è finalmente disponibile sia online, attraverso il sito dell’editore o via Amazon, sia, ovviamente, al bookshop di Camera, dove l’8 maggio alle 18,30 insieme al mio curatore, racconteremo la genesi e il perché di questa selezione di “Donne in vista” dal sapore decisamente analogico.
L’ingresso è libero e se volete una copia firmata volentieri lo farò.
Nelle foto del post una selezione dei 68 ritratti che compongono mostra e libro e qui sotto un piccolo estratto “spoiler” dal mio testo che correda il catalogo:
“Tutto ruota intorno a mia madre. Aveva tanti pregi, ma un difetto certo l’aveva: era tirata con i soldi. Quando ero adolescente – erano gli anni settanta - vivevamo al confine tra Cernusco e Pioltello, estrema periferia di Milano. Il 19 di marzo a San Giuseppe, arrivavano le giostre: il “calcio-in-culo”, gli autoscontri, ma lei – niente - non mi allungava nemmeno il classico “mille lire” per farci un giro. Senza, non potevo che guardare gli altri divertirsi, amarsi, lasciarsi. Nel tempo, ho sviluppato questa teoria: è stato lì, ai bordi del Luna Park e grazie a mia madre che sono diventato fotografo ben prima di aver mai impugnato una macchina fotografica. Quando, in seguito, ho incontrato la fotografia, l’ho subito riconosciuta, perché già sapevo cos’era: trarre piacere dal guardare gli altri vivere”
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Thanks Dario Cimorelli, Elena Caldara e Daniela Meda e tutto lo staff dell’editore per aver curato con dedizione ed entusiasmo questa pubblicazione.
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@dario.cimorelli.editore@torino.photo.festival@lucabeatrice61@brh.studio@scuolathorimbert@cameratorino
“Chi più della madre ti mette a nudo nel suo sguardo?”
Se c’è un perno attorno a cui ruota la mostra “Donne in vista” è proprio il ritratto che @tonithorimbert fa a sua mamma a metà degli anni ‘80, uno scatto in cui “io credevo di guardare lei e invece poi mi sono reso conto di quanto lei guardasse verso di me”.
Ed è questo l’invito per chi visita questa mostra, nata da un’idea di Luca Beatrice e curata da Walter Guadagnini.
Nella Project Room di @cameratorino fino al 2 giugno questa reciprocità di sguardi e lo spazio di relazione e rivelazione che la fotografia sa creare vi guideranno in mezzo alla ricca selezione di ritratti di donne, siano comuni o famose.
Ce la racconta il fotografo Toni Thorimbert!
Venerdì 8 maggio alle ore 18.30 a CAMERA, non perdetevi il talk con Toni Thorimbert e Walter Guadagnini!
🎟️ L'ingresso alla mostra e al talk è gratuito con il Pass EXPOSED. Link in bio!
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"Who, more than a mother, lays you bare with her gaze?"
If there is a central theme around which the exhibition “Women in view” revolves, it is precisely the portrait Thorimbert took of his mother in the mid-1980s, a photograph in which “I thought I was looking at her, but then I realized how much she was looking at me.”
And this is the invitation for those visiting this exhibition, conceived by Luca Beatrice and curated by Walter Guadagnini.
In CAMERA’s Project Room through June 2, this reciprocity of gazes and the space for connection and revelation that photography creates will guide you through a rich selection of portraits of women, both ordinary and famous.
Photographer Toni Thorimbert tells us all about it!
Don’t miss the talk with Toni Thorimbert and Walter Guadagnini on Friday, May 8, at 6:30 p.m. at CAMERA!
🎟️ Admission to the exhibition and talk is free with the EXPOSED Pass. Link in bio!
Toni Thorimbert
Donne in vista
📍Project Room CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
📹: @pepe_fotografia
In principio fu Luca. Il grande Luca Beatrice.
Lui ed io molto legati. Non ovvio il perché: il calcio a me non piace e la Juve, che per lui era una specie di religione, non significa niente per me. Le moto: io in pista, lui le Harley. Più diverso di così non si può. La politica, non ne parliamo: lui che si professa di destra e io ex di Lotta Continua, anche se, dopo le “sparate” che ogni tanto faceva a cena gli dicevo “te Luca mi sa che sei di destra come me”
Evidentemente ho un debole per i burberi. L’Oliviero, Luca. Forse so come prenderli, dato che, a quanto pare, i burberi ricambiano.
L’arte, in effetti, si. Quando allestiva una mostra di fotografia sempre mi chiedeva qualche opera. Siamo andati avanti così per un bel po’. A Pietrasanta, suo feudo, l’ultima volta che sono andato a trovarlo mi ha portato a vedere una mostra da lui curata in una galleria lì nel corso. Yves Klein, Castellani, Manzoni. Un piccolo capolavoro: perfetta, misurata, preziosa. Non c’era una virgola fuori posto, e lì mi disse: “vorrei curare una tua mostra e vorrei farla a Torino, a Camera.” Gli mandai qualche proposta ( “artisti dell’arte povera, per carità, sei matto?”) Decidemmo per “Donne in vista” una mostra sul femminile tirata fuori dal mio archivio: 1980 > 2000. Gli anni d’oro dell’editoria, dai miei 23 anni ai miei 43, la maturazione dello sguardo di un autore.
Luca che ne parla con Walter Guadagnini, il semaforo che diventa verde.
Poi è successo.
Non dimenticherò mai quel giorno sui gradini di quella chiesa.
Il gelo, dentro.
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Poi, evviva! anche la mostra è successa. Dedicata a lui. Pensata pensando a lui. Curata da Walter, allestita da Marco Rainò come, speriamo, sarebbe piaciuta anche a lui. L’abbiamo fatta nostra, naturalmente, ma è una sua invenzione che ha preso forma grazie al lavoro e alla passione e all’affetto nostro e di tante persone che l’hanno resa possibile.
Grazie Luca. Questo è stato davvero un grande regalo.
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(Didascalie e crediti nel primo commento)
Inaugura oggi e dura fino al 2 giugno presso “CAMERA Centro Italiano per La Fotografia” a Torino la mostra di Toni Thorimbert, all’interno del festival EXPOSED. Sarò di parte, ma è veramente straordinaria. Da vedere!
(e se non fosse abbastanza c’è anche la mostra di Edward Weston)
E fanno quarant’anni anche da “cosa succede in città” il disco più “sofferto” di Vasco uscito nel 1985 e di cui feci la copertina e tutte le foto Interne e di cui esiste oggi un cofanetto celebrativo in edizione di 1400 esemplari, che contiene il vinile remasterizzato il CD e un libro con molte foto dell’epoca - anche non mie - e una mia intervista di Gianni Poglio su come andarono le cose quando si trattò di scattare le fotografie. Vasco era appena uscito dal tunnel del suo arresto ed era piuttosto dark e sicuramente le foto, specie i primi piani, riflettono questo suo mood. Tutto scattato rigorosamente in Banco Ottico 10X12 come io sempre facevo all’epoca. La cover fatta in strada all’angolo del mio palazzo con decine di prolunghe che pendevano dalla finestra dello studio per il flash Bowens ( non c’erano flash a batteria a quel tempo)
Insomma una chicca per i fans in vendita sul merch di Vasco o su EBay per un centello circa. A proposito di Banco Ottico sono ancora aperte le iscrizioni al mio corso “Filosofia del Banco Ottico”: 8 giornate, 4 studenti, 2 Banchi Ottici, 40 chassis, pellicole HP5 bianco e nero. Un’occasione unica per approfondire la macchina più tosta ma anche - se sai come trattarla - più generosa e versatile che c’è. Una “lezione di vita”fondamentale anche per chi usa macchine digitali.
Per tutte le info c’è il link dedicato in bio!
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Foto 1: il disco originale - foto 2-3: il cofanetto che celebra il disco. Anche le foto sono state “rimasterizzate” rifacendo le scansioni dalle diapositive originali - foto 4: il libro allegato- foto 5: scatto in bianco e nero tratto da una diapositiva a colori - foto 6-7 pagine con intervista- foto 8: Vasco Rossi, Modena, 1984 per il mensile Max - foto 9: altre pagine dal libro- foto 10: Vasco nella sua Maserati, Bologna ( o Rimini chissà? ) sempre per Max, 1984 - foto 11: Vasco davanti alla finestra di casa mia per il disco, Milano, 1985 - foto 12: dettaglio scattato a casa Vasco - foto 13: la diapositiva originale dello scatto di copertina, in orizzontale per essere sicuri che avrebbe retto il taglio quadrato del vinile.
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“Cosa succede in città”
Progetto di Arturo Bertusi e Tania Sachs
A me lo still-life piace. Ne ho fatti a quintali quando ero assistente perchè il mio capo Fabio Simion quello faceva. Usavamo il banco 10X12 e il 13X18, formato tra l’altro bellissimo, più simile al 24X36 delle reflex. Poi, all’inizio della mia carriera, quando per tirare a fine mese si faceva di tutto, ne ho fatti tanti anche allora. Mi ricordo tre lattine con le goccioline per una pubblicità, credo fosse CocaCola, impazzivo perché per quanto usassi un lungo tele (me lo presto’ Gabriele Basilico) la curva di sinistra di ogni lattina non era mai uguale a quella di destra ( spoiler: è impossibile) Ci persi le notti per poi fotografarle mettendo ognuna al centro ottico della composizione. Vabbè, tutto questo per dire che poi ho preferito scattare le persone. Non avevo quel tipo di pazienza. Lo still life e’ rimasto piuttosto un perimetro creativo di ricerca pura, una specie di spazio di riflessione che ogni tanto frequento per il puro gusto di farlo, e il banco è veramente la macchina perfetta per questo tipo di meditazione. Affronteremo tutto questo nel mio prossimo workshop “filosofia del Banco Ottico” un’occasione unica per approfondire la propria relazione con gli oggetti e la composizione utilizzando la fotocamera che grazie a decentramenti e basculaggi rende lo still life una pratica meravigliosamente creativa.
Le foto di questo post:
- Fiori gialli nel mio appartamento a Parigi, Ricerca personale, 1989
- Un negativo di una natura morta prodotta durante il workshop “filosofia del Banco Ottico” del 2024 da Greta Gandini.
Tutte le info del workshop di quest’anno al link in bio!
LENTEZZA, ESATTEZZA, INTENZIONE.
WORKSHOP
“FILOSOFIA DEL BANCO OTTICO”
Io amo il banco ottico. Ci ho lavorato per anni, esclusivamente. Macchina esigente, permalosa, rigida. Vuole il cavalletto, se no nemmeno inizia. Per mettere a fuoco devi infilare la testa sotto un panno nero, appoggiare un lentino sul vetro smerigliato e quel poco che vedrai è alla rovescia. Se prima dello scatto il soggetto cambia - anche di poco - la sua posizione bisogna ricominciare tutto daccapo: riaprire otturatore e diaframma, ri-controllare composizione e fuoco, richiudere, ricaricare, infilare lo chassis, sollevare il volet e – finalmente - scattare. Bisogna farci la mano. Se non spendi ore a lavorarci annaspi da sotto al telo e non trovi le manopole, e se non le trovi diventi matto. Quando sei in esterni e c’è vento, il telo ti va da tutte le parti, e, nel mio caso, ti spettina. Se però impari, puoi fare tutto con lei. Quello che spendi in energia, tempo e fatica te lo restituisce con gli interessi: ogni scatto fatto col Banco si carica di intenzione, di pathos, diventa catarsi. Provare per credere.
+ info nel primo commento!
✨Toni Thorimbert & Greta Gandini✨
@tonithorimbert@gandini.greta
Convention ANFM 2026
La Convention si apre con una domanda fondamentale:
che cosa significa davvero fotografare qualcuno?
Nel talk “La cura della relazione con l’altro in fotografia”, Toni e Greta pongono al centro la relazione come elemento fondante della fotografia di matrimonio.
Attraverso l’esperienza di Libro Cuore, rifletteranno su fiducia, presenza, spazio umano e responsabilità emotiva.
Perché prima dell’immagine c’è l’incontro.
E prima dello stile, c’è la relazione.
🎟️ Iscrizioni aperte
Link in bio
👉 https://anfm.it/prodotto/anfm-convention-2026-ferrara/
#conventionanfm2026
Foto di @gandini.greta
Ciao Oliviero, a un anno oggi, posto una foto che ho fatto questa estate quando con Rocco e la Greta siamo passati a trovarti a cavallo. Ma vabbè, tanto tu lo sai perché c’eri.
Ci sei sempre.
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#olivierotoscani #unanno #casalemarittimo