Su consiglio dei nostri legali, abbiamo scelto di censurare i volti e gli elementi identificativi, poiché persino chi commette un reato ha diritto alla tutela della propria privacy.
Giunto al termine di questo importante capitolo della mia vita, sento il bisogno profondo di esprimere gratitudine a chi ha reso possibile questo traguardo.
In primis, il mio grazie va ai miei genitori, che hanno affrontato il coraggio di un cambiamento radicale, migrando in un altro Paese con un semplice borsone in mano, attraversando anni difficili, dalle roulotte alle case con la muffa sul soffitto, per garantirmi un futuro migliore. Questo traguardo è anche e soprattutto il frutto dei loro sacrifici silenziosi, delle loro rinunce e del loro amore incondizionato.
Ringrazio la professoressa Sonia Cantatore per avermi fornito gli strumenti teorici e pratici fondamentali per affrontare il mio percorso universitario. Un grazie speciale anche alla mia tutor, la dottoressa Micol Brunelli, per avermi indirizzato verso un metodo terapeutico.
L’ultimo anno è stato particolarmente difficile, più volte ho pensato di mollare. In quei momenti, la presenza dei miei amici è stata fondamentale. Grazie a Marcello Gambuzzi, Filippo Grassilli, Mattia Giacomelli, Matteo Rinaldi e Andrea Mantovani, grazie per gli stimoli, per il sostegno emotivo, per avermi aiutato a credere in me stesso anche quando io non ci riuscivo.
Grazie al mio fratellino Omi, che con le sue parole semplici e vere ha saputo darmi forza. Mi hai insegnato a sorridere anche quando la vita ci mette davanti sfide dure, e a cercare sempre il lato positivo, anche nel dolore.
Voglio ringraziare anche chi non c’è stato, chi ha scelto di andarsene, è anche grazie a loro se oggi ho chiara la direzione che voglio prendere e, soprattutto, chi non voglio diventare.
Dedico questa tesi a mio zio Salvatore, che non è più con noi, ma continua a vivere nei nostri cuori e nei nostri racconti.
Questo traguardo non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio.
Pitar
@alan.fabbri Non è polemica. È controllo democratico.
Quando le istituzioni parlano di privacy, accertamenti e organi competenti, il cittadino ha ancora più diritto di fare domande.
Perché la trasparenza non si chiede in ginocchio si pretende in piedi.
Dietro la parola ‘Clandestino’ pt.1
Abbiamo intervistato un clandestino.
Dietro un’etichetta ci sono sempre una storia, una scelta, una ferita o una necessità.
Guardare non significa giustificare, ma capire più a fondo la realtà che abbiamo davanti.
Buona visione.
Dissonanza
Servizio speciale. ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Abbiamo voluto introdurre un progetto innovativo come NOVA 2, un percorso che punta a riportare al centro i cittadini e l’ascolto attivo nella politica.
La prossima settimana uscirà il nostro servizio giornalistico programmato per oggi, con un tema molto più scottante.
Restate connessi.
Perché capire è il primo passo per non subire.
Dissonanza