“Cosa è successo là sotto non lo so. Magari qualcuno è andato in difficoltà. Magari le bombole o un malore. Non accuso nessuno sia chiaro”. Non si dà pace Carlo Sommacal che nella tragedia dei cinque sub italiani morti alle Maldive ha perso la moglie, Monica Montefalcone, e la figlia Giorgia. In una intervista per Il Corriere della Sera, l’uomo si dice distrutto: “Non mangio e non dormo da quel maledetto giovedì. Ho perso due pilastri della mia vita in un colpo solo”.
Non solo lo strazio di aver perso moglie e figlia, ma ora Carlo sta facendo i conti anche con le tante voci che circolano secondo cui Monica potrebbe aver messo in pericolo la sua vita o quella dei collaboratori: “Era una sub molto esperta, meticolosissima, con tutti i brevetti. Non avrebbe mai messo a rischio la sua vita, men che meno quella di nostra figlia. Perché si mette in dubbio che possa aver commesso un’imprudenza?”
Al Corriere della Sera Carlo definisce la moglie “una delle migliori subacquee sulla faccia della terra”, in particolare: “Aveva iniziato a 16 anni e da allora avrà fatto oltre 5mila immersioni. Non diceva: vieni, tanto ci sono io. Chi era giù con lei doveva essere preparato. A me aveva ordinato di non fare alcune immersioni con lei perché non ero all’altezza. Ecco perché mi sento ferito datante, troppe congetture. Anche i miei suoceri mi hanno consigliato di non ascoltare più niente”.
Luca Signorelli, uno dei testimoni che poi ha contribuito a bloccare l’automobilista che con l’auto ha investito i pedoni nel centro di Modena, racconta ai cronisti quanto accaduto. “Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate, lui scappa. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano”
Un’auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di passanti, a Modena, all’interno della Ztl del centro storico. Otto i feriti, di cui quattro gravi: a due sono state amputate le gambe. È successo su via Emilia, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi che ha terminato la sua corsa contro la vetrina di un negozio. Il conducente, fermato, si chiama Salim El Koudri.
È della Bulgaria, nello specifico di Dara con il suo tormentone Bangaranga, il titolo dell’Eurovision Song Contest 2026. A sorpresa e contro i pronostici della vigilia è riuscita a mettere d’accordo le giurie di qualità e il televoto. Alla Wiener Stadthalle di Vienna, la cantante 27enne ha incantato il pubblico cantando di un una notte di divertimento e di perdizione. Si tratta del primo storico successo in questa manifestazione per la Bulgaria, che ha debuttato all’Eurovision nel 2005 e, prima di quest’anno, il suo miglior piazzamento era stato un secondo posto ottenuto nel 2017 da Kristian Kostov con “Beautiful Mess”. Esattamente come l’anno scorso con Lucio Corsi, l’Italia è fuori dal podio: Sal Da Vinci e la sua Per Sempre Sì chiudono al quinto posto. Davanti al vincitore di Sanremo l’Australia, quarta, la Romania, terza, e inaspettatamente la medaglia d’argento va a Israele secondo tra le proteste. A spingere in alto l’artista Noam Bettan, che è si è ritrovato anche momentaneamente al primo posto, è stato il televoto, ma dalla platea si sono alzati fischi di dissenso. Male la favorita Finlandia, solamente settima.
Un'auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di persone a piedi, a Modena, all'interno della Ztl del centro storico. Ci sono sette feriti: almeno due sarebbero in gravi condizioni. È successo su via Emilia, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi che ha terminato la sua corsa contro la vetrina di un negozio. Il conducente, fermato, si chiama Salim el Koudri: ha 31 anni, è nato a Seriate (Bergamo) e risiede in provincia di Modena. Ha agito "per rancore perché si sentiva bullizzato". Esclusa la pista del terrorismo. Dopo l'investimento, si è allontanato a piedi e durante la fuga ha estratto un coltello, colpendo un passante che tentava di bloccarlo. Il giovane è stato fermato dalle forze dell'ordine con l'aiuto di alcuni cittadini all'incrocio tra rua Pioppa e corso Adriano.
Un'auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di persone a piedi, a Modena, all'interno della Ztl del centro storico. Ci sono sette feriti: almeno due sarebbero in gravi condizioni, come riferisce il sindaco Massimo Mezzetti. È successo su via Emilia, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi che ha finito la corsa contro la vetrina di un negozio. Il conducente - un "nordafricano di circa 30 anni", spiega il primo cittadino - è rimasto a sua volta ferito nell'impatto: si è allontanato a piedi dopo l'incidente, e durante la fuga avrebbe accoltellato un passante che tentava di bloccarlo. Il giovane è stato infine fermato dalle forze dell'ordine all'incrocio tra rua Pioppa e corso Adriano. Testimoni: "L'auto andava a 100 all'ora, abbiamo visto le persone volare".
Come spiega la polizia locale, nel pomeriggio, in via Emilia centro, a Modena, un'auto lanciata ad alta velocità ha investito alcuni pedoni all'altezza di largo Porta Bologna. Sul posto sono giunti carabinieri, polizia, guardia di finanza e ambulanze. Sono intervenuti anche gli elicotteri del 118 partiti da Bologna e Pavullo. Come spiegato dal sindaco, il guidatore "ha puntato il marciapiede, colpendo anche una bici" e "poi si è schiantato colpendo in pieno una donna che è la più grave, con le gambe schiacciate. Lo hanno visto con un'arma in mano ma non è riuscito ad accoltellare nessuno. Pare che abbia tentato di colpire qualcuno". La zona, affollata di sabato pomeriggio, è stata transennata con nastro bianco e rosso.
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Tragedia nella serata di venerdì 15 maggio a San Marzano di san Giuseppe, in provincia di Taranto. Una bambina di due anni di origini marocchine ha perso la vita dopo essere stata investita da un'auto durante una manovra in retromarcia nei pressi della propria abitazione. Secondo le prime ricostruzioni, pare che alla guida del mezzo ci fosse un parente che non si sarebbe accorto della bambina che sarebbe stata colpita e poi avrebbe battuto la testa cadendo. L'uomo si sarebbe fermato per prestare i primi soccorsi e chiamato il 118.
La bambina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dove però è arrivata già priva di vita. Sull'episodio sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della stazione locale, impegnati a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a verificare eventuali responsabilità. La salma è stata posta a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha aperto un fascicolo e disporrà gli approfondimenti necessari.
“Per immergersi oltre i 40 metri, che sono il limite della subacquea ricreativa, sono necessari brevetti specifici che addestrano a queste profondità, alle problematiche e alla gestione dell’immersione. E soprattutto le immersioni in grotta hanno uno specifico addestramento, altamente specializzato”.
Così Aldo Ferrucci, istruttore di immersione tecnica con oltre 30 anni d’esperienza, soprattutto in ambienti cosiddetti ostruiti come relitti e grotte. È stato anche in quella nelle Maldive in cui si ritiene abbiano perso la vita i cinque sub italiani.
“Non erano né dei novellini né erano soprattutto dei pazzi che avrebbero fatto cose che non sarebbero stati capace di gestire”.
Un subacqueo è morto sbranato da uno squalo al largo di un'isola turistica australiana. Ne ha dato notizia la polizia. L'uomo di 38 anni stava praticando la pesca subacquea con un amico quando è stato attaccato su una barriera corallina al largo di Rottnest Island, vicino alla costa sud-occidentale dell'Australia, ha detto il sergente della polizia dell'Australia Occidentale Michael Wear. La vittima si trovava nei pressi di un'imbarcazione da immersione quando è stata morsa alle gambe, ha riferito Wear. È stata poi trasportata da quell'imbarcazione per un chilometro fino all'isola, dove i paramedici non sono riusciti a rianimarla. I bagnini hanno riferito che, prima dell'attacco, era stato avvistato nelle vicinanze uno squalo bianco di cinque metri.
L'attacco è stato il primo caso di morte causata da uno squalo in Australia da gennaio, quando un ragazzo di 12 anni è deceduto in ospedale pochi giorni dopo essere stato sbranato da uno squalo toro nel porto di Sydney. L'ultimo attacco mortale di uno squalo a Rottnest Island risale al 2011, quando perse la vita un subacqueo di 32 anni. Negli ultimi decenni, in Australia si sono verificati in media più di tre attacchi mortali di squali all'anno.
E’ morto un soldato impegnato nell’operazione di ricerca e salvataggio dei corpi dei sub italiani deceduti nel corso di una immersione alle Maldive, condotta dalle Forze di Difesa Nazionali delle Maldive (Mndf). Lo riferiscono i media maldiviani. Il sub era stato trasferito all’ospedale Adk in condizioni critiche.
Il sergente maggiore è probabilmente deceduto a causa della malattia da decompressione causata dalla formazione di bolle di gas (solitamente azoto) nel sangue e nei tessuti. Il militare è stato trasportato d'urgenza all'ospedale dopo essere emerso ed essersi sentito male.
L'Mdd si verifica in genere quando c'è un rapido calo della pressione circostante, più comunemente quando un subacqueo risale troppo velocemente dall'immersione.
A condividere il video sui social è Wadie Abunassar, coordinatore del Forum dei Cristiani di Terra Santa: “Un altro episodio offensivo contro un simbolo cristiano da parte di un ebreo radicale, un partecipante alla ‘Processione delle Bandiere’ sputa sulla statua della Vergine Maria presso la Porta Nuova nella Città Vecchia di Gerusalemme. È urgente chiedere conto delle sue azioni e avviare un percorso di rieducazione”, scrive su X.