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THE CALL IS OPEN We are now accepting applications until april 30th Submission form available on our website Link in bio
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1 month ago
THE CALL IS OPEN We are now accepting applications until april 30th Submission form available on our website Link in bio
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1 month ago
THE CALL IS OPEN We are now accepting applications until april 30th Submission form available on our website Link in bio
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1 month ago
OPEN CALL | residency 2026 Stromboli July 18th - August 3rd From April 1st at the link in bio
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1 month ago
OPEN CALL | residency 2026 Stromboli Visual Art | Music | Performance From April 1st at the link in bio
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1 month ago
OPEN CALL | residency 2026 Stromboli From April 1st at the link in bio
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1 month ago
Recap dei primi dieci giorni di residenza, aspettando di accogliervi tutti all’open house, domenica 3 agosto dalle 20.30 alle 23. Ci vediamo presto🌋 @mareluceremedios @apri_goat @valentina_furian @jamesoscarjr @giovanna_repetto @davide.sgambaro @virago_compagnia
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9 months ago
Davide Sgambaro ‘I believe in my stuff only at night’ 2016-2025 led installation, 43 leds environmental dimensions Open House 2025 L’opera è un’installazione luminosa composta da 43 piccoli Led che compongono una sorta di costellazione. La posizione dei Led è data dall’analisi grafica della frase “I believe in my stuff only at night” dove ogni intersezione di ogni linea che compone una lettera crea un punto che diviene quindi luce. La frase scelta dall’artista viene quindi scomposta, perduta, dimenticata e ne rimane la sua costellazione. Con questa operazione Sgambaro rievoca l’immaginario notturno del sogno, del desiderio, dello sguardo al cielo, di quei momenti di privacy dove l’immaginazione trova spazio e ci sorprende per poi ricadere nella disillusione la mattina seguente. Durante il giorno il cielo stellato scompare come scompare il rapporto tra l’opera, l’ambiente notturno e il cielo stesso lasciando un ricordo sbiadito. Le tematiche qui raccontate descrivono un complesso rapporto con se stessi sospeso tra l’autostima e il desiderio di effimera apparizione (e di precoce scomparsa); sensazioni ambivalenti che inevitabilmente ricordano la doppia natura dell’isola nella quale un luogo paradisiaco incarna la sua nemesi distruttiva. @davide.sgambaro
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8 months ago
James Oscar ‘Éclosions: Racconti & Poetiche’ Live Sound Installation Open House 2025 Una serie di storie lette e interpretate dal poeta in un unico loop di lettura. Il poema in prosa, il racconto e i racconti brevi intrecciati in questo progetto—come quelli, ad esempio, di Can Xue e Leonora Carrington—funzionano come compagni letterari, voci che risuonano con le trame percettive dell’isola. È una scrittura delle soglie: spazi che diventano perturbanti, momenti in cui il quotidiano si dissolve nel surreale, dove il confine tra umano e non-umano si sfuma. Le storie non fanno che articolare ciò che è già presente. James Oscar si è approcciato all’isola come un archivio vivente: all’interno di questa ricerca sono emerse delle storie, delle poetiche che sono state raccolte per costruire una nuova e personale narrazione. In una sorta di manuale che racconta l’approccio alla conoscenza del luogo, James Oscar traccia un metodo di esplorazione che supera gli schemi fissi, lasciando che l’esperienza sul territorio prenda il sopravvento. @jamesoscarjr 🎥 @nicco.donatini 📸 @dimitridippolito
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8 months ago
FFFRRR (Giovanna Repetto e Valentina Furian) BOOM fanzine + video installazione Open House 2025 Le pratiche delle due artiste si uniscono nel progetto FFFRRR, una collaborazione nata durante il periodo di ricerca a Stromboli. La ricerca condivisa mediante fonti testuali, visive, videografiche avviene in una comunicazione continua e intermittente tra le due artiste che vivono in luoghi lontani. Nell’isola prende forma BOOM: progetto editoriale che si espande qui in immagine in movimento. Nata da immersioni alla ricerca di polpi, BOOM riflette sull’ambiguità tra attrazione e pericolo: lo specchio, usato per catturare l’attenzione, diventa simbolo di questa tensione. Filmato nella Grotta di Eolo, il video mostra uno specchio eliografico, strumento di comunicazione ottica utilizzato in ambito militare, riflettere la luce su uno sfondo geologico. Il dialogo e l’intenzione tra due corpi trasforma l’oggetto di sicurezza in un lampo di luce solare nella notte. Proiettato su una parete di una casa stromboliana, si fonde con il paesaggio, si staglia dal mare incastrandosi tra gli altri segnali del territorio. La proiezione è visibile dalle pendici del vulcano a occhio nudo e attraverso l’utilizzo di uno strumento ottico, la forma filmica nelle sue dimensioni ambientali scomparirà con la partenza delle artiste dall’isola. BOOM è una metamorfosi, un abbaglio, un messaggio lontano da avvicinare. @valentina_furian @giovanna_repetto 🎥 @nicco.donatini
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8 months ago
Giuli Dal Lago ‘Sole, Cuore, Hangover’ Open House 2025 Libera interpretazione umanoide e floromorfa dello spirito della natura, nato dalla terra, e ad essa appassionatamente legato. La sua particolarità è che il cielo non lo guarda mai, arrabattandosi nel proprio stesso incedere, rumoroso e grottesco, gioca con quello che trova sulla sua strada: forse anche con voi. “Lasciami dormire...che succede!? Non mi ricordo di ieri...ti ho fatto arrabbiare? ma chi sono sti qua non vedo bene... dai giochiamo. Non ho tanta voglia, vieni tu da me. Se vuoi...ma sará bello ti giuro. Dipende dal mio mood comunque... Mi sveglio quando posso, quando serve... Quando ho bisogno. Ascolto Reagisco Rilascio Al buio Sono la piccola brat che sguscia veloce eccitata birichina curiosa cauta passetti leggeri, non lo svegliamo, anche se lo sa che sono qui con voi” @apri_goat 🎥 @nicco.donatini 📸 @dimitridippolito
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8 months ago
Maria Luce Cacciaguerra ‘ODN - Ripeness is all’ Open House 2025 L’intervento si articola come un rito di parola e presenza, un attraversamento poetico che attinge a una raccolta di testi nati dal mare e da un profondo senso di appartenenza. Il corpo della performance evoca la memoria di una casa che non esiste più fisicamente, ma che continua a riaffiorare in forme diverse, reinventandosi attraverso luoghi, linguaggi e risonanze. ‘ODN- Ripeness is all’ lega il gesto performativo ad un lavoro site-specific che l’artista ha lasciato sull’isola di Stromboli, installato lungo la Via Vittorio Emanuele II, appena prima dell’ingresso alla salita che conduce alla Casa Curioni, Dalla cucina lei vedeva solo mare che segna un passaggio simbolico e reale. Attraverso la parola poetica e l’azione situata, l’artista propone un’esperienza immersiva che intreccia luoghi, memoria e trasformazione, aprendo una soglia tra ciò che è stato e ciò che può ancora divenire. OFF TAGLI Operazioni parallele, in giro per l’isola. ‘Dalla cucina lei vedeva solo mare’ Casa di Stefano Geko Sulligi Intervento site-specific. Il segno che l’artista lascia sull’isola è (era) parte di una decorazione che si trovava all’interno della casa al mare appartenuta a sua nonna Maria Monterosso, dal 1972 al 2025. Il disegno è stato realizzato per il salotto della casa nel 1972 da Francesco de Francesco. L’architetto aveva inserito un intervento “poetico“ in cucina, progettando una finestra dalla quale Maria potesse vedere il mare mentre cucinava. Dalla cucina lei vedeva solo mare è ciò che resta di una casa che non c’è più. Si può trovare adesso in molti luoghi, non più nel luogo in cui è stato concepito per Maria. Ringraziamo Stefano Geko Sulligi per aver accolto la proposta e accettato di conservarlo a casa propria. @mareluceremedios 🎥 @nicco.donatini
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8 months ago