abbiamo portato Petter nella città in cui siamo nati. è in definitiva questo il senso dell'andare. è come se in tutti i giri che Petter ci ha fatto fare, dalla Norvegia a tutta Italia, ci fosse sempre stata per noi - sottile e tesa - la possibilità di portare Petter nel teatro che ci ha visto da bambini. è come se a un certo punto si decidesse di riportare tutto a casa: tutto quello che è successo prima, per ripartire subito dopo. gran parte di ciò che compone Petter è qui che ha trovato la sua prima forma: il pianoforte, la parola, il corpo su un palcoscenico, l'attesa e i silenzi, la solitudine - prima ancora che sapessimo che alla fine il teatro lo avremmo fatto sul serio. non è possibile ridurre ciò che si fa e che si è a una misura, non è possibile valutare ciò che accade come una operazione aritmetica. non è dato sapere tutto dal principio. certo, dieci diviso tre fra sempre tre tre tre tre tre tre tre fino a che una luce, una fortuna o una casualità permettono che si cambi e che appaia qualcosa di più - di nuovo - che non sapevamo. grazie a tutte le persone che sono venute e che sono state con noi e grazie alla rassegna "generAzioni" di @compagnia_meridiano_zero che ci ha permesso di essere qui. a casa stiamo bene
PETTER: PRIGIONIERO POLITICO
@ship_centrodiproduzione@compagnia_meridiano_zero
da un'idea e con il sostegno di @istitutoparribologna
con il patrocinio del Dipartimento delle Arti - @unibo e @parco_asinara
regia e drammaturgia di @simoneazzu
musiche e suoni di @martinocorrias
con Azzu + Corrias
montaggio video di @licante__
sound engineering di @ste.dag
contributi video di @_claudiavirdis_ , @namelessbabayaga , @stefaniaporcheddu , @licante__ , @luigipirisi , @indie.91 , @simoneazzu
progetto grafico di @rom.laico
grazie a @bobore72 per la foto splendida