Sta per tornare lo Starting Finance Investment Meeting, il più grande evento in Italia per i giovani interessati all’economia e alla finanza. E questa volta fa tappa per la prima volta a Napoli!
Lo SFIM è il momento in cui tutto quello che vedi online diventa reale. Durante la giornata potrai ascoltare e conoscere dal vivo i protagonisti della finanza italiana: chi muove davvero i mercati ogni giorno.
Lo Starting Finance Investment Meeting ha ridefinito il linguaggio della finanza in Italia.
In soli due anni è diventato il punto di riferimento per chi vuole capire, raccontare e vivere l’economia da protagonista.
Vieni a conoscere i protagonisti della finanza il 12 giugno alla Mostra d’Oltremare, nel cuore di Napoli.
Vai al link in bio per prendere il tuo biglietto gratuito!
Il prezzo di pranzare fuori
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Preparare il pranzo a casa, prima di andare a lavoro, fa risparmiare mediamente €3.200 all’anno, somma che equivale a circa due stipendi. Stiamo parlando di un risparmio mensile di €260, una cifra di tutto rispetto. È quanto emerge da un’analisi della fintech Bravo.
Chiaramente il risparmio varia da città a città. Un pranzo composto da primo, acqua e caffè costa in media €16 al Nord e €13 al Sud, contro i circa €2 di spesa per farlo a casa. Tra le città in cui il risparmio assoluto sarebbe maggiore troviamo Milano, dove il risparmio annuale della “schiscetta” sarebbe di circa €3.600. Seguono Parma, Modena e Bologna.
Tuttavia, la situazione cambia se prendiamo il risparmio in rapporto al reddito. Milano risulta ultima nella classifica percentuale, con solo il 10,8% di risparmio rispetto allo stipendio, a causa dei salari più elevati che riducono l’impatto di questa scelta. Al primo posto si piazza Vibo Valentia, con un risparmio mensile pari al 22,3% dello stipendio.
In generale, la differenza tra il costo di un pasto preparato in casa e uno consumato fuori casa dipende molto dalla città in cui si vive e dal livello di reddito. Sebbene il risparmio possa variare, la scelta di portarsi il pranzo da casa resta una delle soluzioni più semplici ed efficaci per migliorare la gestione del proprio bilancio, contribuendo a risparmiare cifre significative.
Tu porti il pranzo da casa?
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Una nuova collab
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Swatch ci riprova. E stavolta tocca uno dei nomi più sacri dell’alta orologeria: Audemars Piguet.
Dopo il fenomeno globale del MoonSwatch x Omega, il brand svizzero punta ancora sulla formula che ha rivoluzionato il settore: trasformare il lusso in cultura pop.
Ma c’è una differenza enorme: Omega fa parte dello Swatch Group. Audemars Piguet invece è indipendente, familiare e ultra esclusivo.
Ed è proprio questo che rende la collaborazione così discussa. Da una parte c’è chi parla di operazione geniale capace di avvicinare nuove generazioni all’orologeria meccanica. Dall’altra i puristi accusano AP di “distruggere l’esclusività” del Royal Oak.
Il lusso deve restare elitario o diventare pop per sopravvivere?
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La BCE teme la stagflazione?
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Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il nuovo rialzo dei prezzi energetici stanno riportando al centro uno degli scenari più complessi per l’economia globale: la stagflazione.
La BCE ha iniziato a segnalare i rischi di uno shock che potrebbe combinare inflazione elevata e crescita economica debole, con effetti potenzialmente rilevanti anche per l’Italia.
Secondo alcune simulazioni, nello scenario più severo l’inflazione potrebbe salire fino al 5,9%, mentre il PIL italiano rischierebbe una contrazione dello 0,7%. In un contesto simile, la BCE potrebbe essere costretta a mantenere una politica monetaria più aggressiva, con tassi anche fino a 2 punti percentuali più alti rispetto alle attese attuali.
In fasi di questo tipo diventa molto più complesso interpretare dati macroeconomici, valutare aziende e costruire portafogli resilienti. Per questo figure come analisti finanziari e portfolio manager assumono un ruolo sempre più centrale.
Nasce anche da queste esigenze il Master in Financial Analysis & Portfolio Management sviluppato da Starting Finance Business School insieme ad AIAF: un percorso avanzato di 6 mesi pensato per formare professionisti dell’analisi finanziaria e del portfolio management.
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oggi insieme ad @alicestorella_ , @panettinicolas e @sofiaa.mirra abbiamo investigato tra gli studenti del Politecnico di Torino per vedere quante ne sapessero sul mondo della previdenza complementare e del risparmio integrativo💰
Se anche tu vuoi imparare a gestire al meglio i tuoi risparmi una volta entrato nel mondo del lavoro non perderti il nostro prossimo evento!
Ti aspettiamo Giovedì 21/05 nell’aula 4P del Politecnico di Torino per un confronto con alcuni esperti del settore 🧑🏻💻
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Ti aspettiamo!
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Davanti alla Grecia [Reading time: 45 secondi] L’Italia sta per diventare il Paese dell’Unione europea con il rapporto debito pubblico/PIL più alto. Secondo l’ultimo Documento di Finanza Pubblica, nel 2026 il debito italiano arriverà al 138,6% del PIL, in aumento rispetto al 137,1% del 2025. Nello stesso periodo, la Grecia dovrebbe continuare a ridurre il proprio debito: secondo le previsioni del FMI, Atene passerà dal 146,1% del PIL nel 2025 al 136,9% nel 2026. Stiamo per diventare il primo Paese UE per rapporto debito/PIL. Il sorpasso racconta due storie diverse. Da un lato, la Grecia ha vissuto anni durissimi di austerità, riforme e controllo dei conti, ma oggi cresce più dell’Italia e sta riducendo rapidamente il peso del debito. Dall’altro, l’Italia continua a fare fatica: bassa crescita, spesa pubblica inefficiente e gli effetti ancora pesanti dei bonus edilizi hanno contribuito a far salire il debito. In valore assoluto, il debito pubblico italiano ha raggiunto circa €3.180 miliardi. Per dare un ordine di grandezza, significa quasi €53 mila per ogni italiano, inclusi neonati e ultracentenari. Abbiamo parlato di Italia, Grecia e debito pubblico nell’ultima puntata di Finance Breakfast. Si ascolta ascolti al link in bio! #italia #grecia #debito
Nvidia batte tutti
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Nvidia ha superato i $5.500 miliardi di capitalizzazione di mercato, diventando la prima azienda di sempre a raggiungere questo traguardo.
Per dare un ordine di grandezza: oggi il suo valore di mercato è superiore al PIL di ogni Paese al mondo, tranne Stati Uniti e Cina. Il paragone non è tecnicamente perfetto, perché market cap e PIL misurano due cose diverse, ma aiuta a capire le dimensioni raggiunte dall’azienda di Jensen Huang. La crescita del titolo è stata impressionante. A gennaio 2020 Nvidia valeva circa $6 per azione, oggi è arrivata intorno a $226.
Una corsa guidata dall’esplosione dell’intelligenza artificiale e dalla centralità dei chip Nvidia nell’infrastruttura tecnologica globale. Ma questa crescita solleva anche una domanda: il mercato sta diventando troppo concentrato? Le 10 maggiori società dell’S&P 500 rappresentano ormai circa il 40% dell’indice, più del picco raggiunto durante la bolla delle dot-com.
E tra marzo e inizio maggio, solo 10 titoli hanno trainato il 69% dei guadagni dell’indice. Capire dove andrà il mercato è fondamentale. Questo ruolo all’interno delle aziende è svolto dall’analista finanziario, che interpreta i dati economico-finanziari per prendere decisioni strategiche. Abbiamo lanciato il Master in Financial Analysis & Portfolio Management, in collaborazione con AIAF.
L’unico in Italia per diventare Analista Finanziario Certificato AIAF®, CEFA by EFFAS e CIIA®.
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Jefferies sta aiutando UniCredit nella scalata a Commerzbank?
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La partita tra UniCredit e Commerzbank è iniziata nel 2024, quando il governo tedesco ha venduto sul mercato una quota del 4,5% della banca, scoprendo solo dopo il collocamento che l’acquirente era proprio UniCredit.
Da allora il gruppo guidato da Andrea Orcel ha progressivamente aumentato la propria esposizione fino ad arrivare oggi ad oltre il 30% del capitale tra azioni e derivati.
Il 5 maggio UniCredit ha poi avviato ufficialmente l’OPS (Offerta Pubblica di Scambio) su Commerzbank, un’operazione in cui una società offre proprie azioni in cambio dei titoli degli azionisti dell’altra azienda.
L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la presenza del gruppo in Germania e costruire una banca sempre più europea.
Nel frattempo, però, il mercato ha iniziato a osservare con attenzione anche le mosse di Jefferies, una delle principali investment bank americane.
Secondo diverse ricostruzioni, la banca sarebbe stata tra gli intermediari che avevano aiutato UniCredit a costruire inizialmente la propria posizione in Commerzbank. Nelle ultime settimane Jefferies ha inoltre aumentato tramite derivati la propria esposizione potenziale nel gruppo tedesco fino all’11% del capitale.
Per questo motivo il mercato si sta ora chiedendo quanto questa nuova posizione possa essere collegata alla strategia di UniCredit.
Nel frattempo la Germania continua a opporsi all’operazione.
Secondo Reuters, alcuni esponenti del governo tedesco starebbero infatti valutando una possibile contromossa tramite KfW, banca pubblica controllata dallo Stato, per rafforzare la quota già detenuta da Berlino e ostacolare l’avanzata di UniCredit.
Secondo te UniCredit riuscirà davvero a conquistare Commerzbank?
Faccelo sapere nei commenti!
Autore: SFSimoneAmetrano
Grafica: SFEmanuelaAccetta
#unicredit #commerzbank #jefferies
La ricchezza italiana è sempre più anziana
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In Italia la ricchezza nazionale è concentrata soprattutto nelle mani delle generazioni più anziane. Secondo un’elaborazione di Tortuga su dati Banca d’Italia, gli over 65 possiedono circa il 40% della ricchezza nazionale, mentre gli under 40 si fermano al 9%.
In parte è normale: con il passare degli anni si accumulano risparmi, case, investimenti e patrimonio. Il problema è che in Italia il divario generazionale si è allargato molto. Oggi gli over 64 hanno una ricchezza netta mediana di circa €163 mila, contro i €48 mila di chi ha meno di 34 anni. Quasi quattro volte tanto. Nel 1991, invece, la distanza era poco meno del doppio.
Ma dentro questo squilibrio c’è anche una grande partita economica per il futuro: nei prossimi 20 anni oltre €6.000 miliardi passeranno di mano da una generazione all’altra. La vera sfida sarà fare in modo che questo trasferimento non aumenti ancora le disuguaglianze, ma diventi un’occasione per creare nuove opportunità.
Di giovani, futuro ed economia si parlerà anche al prossimo Festival dell’Economia di Trento, dal 20 al 24 maggio. E come sempre ci saremo anche noi di Starting Finance.
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