Carmen Pupo

@solacolmic_

🗣️Sociologa ✒️Copywriter 📰 Giornalista pubblicista: 🔶@eppenbergamo ♻️@ecobergamo 🐸@_lerane 👥@sociologicamente Mi leggi qui ⬇️
Followers
5,916
Following
4,200
Account Insight
Score
32.52%
Index
Health Rate
%
Users Ratio
1:1
Weeks posts
Il titolo dell'articolo di oggi è una provocazione che parte da un dato concreto: l'annuncio della chiusura di Wired Italia, una testata che per anni ha raccontato la tecnologia e che finisce, in qualche modo, per essere inglobata proprio dalle logiche della tecnologia. Nel 2025 il traffico verso i siti di informazione è in calato, con flessioni che in alcuni casi superano il 20%. Sempre più spesso le persone si fermano alle risposte generate dall’AI, senza passare dalle fonti. Nel frattempo, giornali e siti si adeguano per essere citati dall’intelligenza artificiale: contenuti più semplici, più strutturati, più “leggibili” dalle macchine. Il paradosso è che l’AI intercetta il lavoro intellettuale (scrivere, sintetizzare, rielaborare) mentre le magliette si accumulano, implacabili sulla sedia, in attesa di essere piegate. Ironia a parte, ne parlo oggi su @eppenbergamo Link in bio #Intelligenzaartificiale #giornalismo #media #editoria #trasformazionedigitale
22 0
21 days ago
Ho sempre sognato di leggere un libro accademico che parlasse anche di Uomini e Donne, Blob, Lory Del Santo e Mark Caltagirone. Quel sogno, incredibilmente, si è avverato. Ho intervistato il professore @giuseppeprevitali autore del libro "Che cos'è il trash?" che prende sul serio tutto quello che di solito liquidiamo con un’alzata di spalle: reality improbabili, televisione eccessiva, meme virali, cine-panettoni. La domanda era semplice: perché il trash ci attira così tanto… e perché facciamo così fatica ad ammetterlo? Previtali usa una metafora perfetta: nei telefilm polizieschi il detective non guarda solo quello che una persona mostra in pubblico. Va a rovistare nella spazzatura. Perché è lì che si trovano le tracce più rivelatrici. Il trash funziona un po’ allo stesso modo. È tutto ciò che la cultura tende a scartare, a considerare “di cattivo gusto”, marginale, imbarazzante. Ma proprio per questo dice moltissimo su di noi: su cosa guardiamo, su cosa ci diverte, su cosa condividiamo di nascosto e su come funzionano i media che consumiamo ogni giorno. Ecco, il trash è quella spazzatura lì: la parte della cultura che facciamo finta di non guardare. Solo che, a quanto pare, ci piace guardarci dentro. Intervista completa al link in bio @caroccieditore #trashtv #culturavisuale #cinema #società #uominiedonneofficial
11 0
2 months ago
Prima di essere un luogo, internet è stata innanzitutto una possibilità. Per milioni di persone, soprattutto tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, la rete ha rappresentato il primo spazio in cui esplorare la propria sessualità senza doverla immediatamente incarnare, giustificare o difendere. Un laboratorio silenzioso, spesso notturno, fatto di nickname, stanze virtuali e conversazioni che non lasciavano traccia. O meglio: lasciavano tracce diverse, più leggere, meno definitive. In quella fase iniziale, la rete funzionava come una soglia. Non sostituiva il mondo offline, ma lo affiancava, offrendo una zona intermedia in cui sperimentare identità e desideri. Le chat IRC, i forum tematici, le prime community online non erano solo strumenti tecnologici: erano spazi sociali in cui prendevano forma nuove modalità di relazione. E dove l’anonimato era più di una semplice protezione, ovvero una condizione che permetteva di sospendere, almeno temporaneamente, le aspettative legate al corpo, al genere, al contesto sociale. Oggi, quello spazio non è scomparso, si è trasformato. Non esiste più una separazione netta tra «vita online» e «vita reale», e questo ha conseguenze profonde sul modo in cui il desiderio prende forma, si comunica, si negozia. La sessualità in rete è una delle modalità attraverso cui le persone costruiscono sé stesse e le proprie relazioni. E per comprenderla, serve abbandonare sia il tono allarmista sia quello ingenuamente celebrativo. Basta guardarla per quello che è: un linguaggio in evoluzione. Ne parlo oggi su Eppen. Link in bio #RelazioniDigitali #Intimità #CulturaDigitale #Sociologia #Sessualita
7 1
1 month ago
Siamo sempre stati abituati all’idea che i prodotti seriali siano per definizione delle rappresentazioni che servono innanzitutto a intrattenerci e a evadere dalla realtà. Ma oggi accade il contrario: spesso sono uno dei pochi mezzi capaci di raccontarla senza filtri diplomatici. Certo, cambiano i linguaggi. Alcune serie scelgono il grottesco, altre la nostalgia, altre ancora l’eccesso visivo o la commedia. Ma il nucleo resta lo stesso: individui fragili che cercano di orientarsi dentro sistemi sempre più instabili, politici, economici, affettivi. E forse è proprio per questo che ci sembrano così vicine: perché parlano di mondi apparentemente estremi che però assomigliano sempre di più al nostro. La mia selezione per il mese di maggio oggi su @eppenbergamo e al link in bio #serietv #scrubs #theboys #laleggedilidiapoët
3 0
1 day ago
Lago life. 🏡🌲 #lake #calabria
79 1
9 days ago
@rancore_official , con "Tarek da colorare", continua a muoversi in quella zona liminare in cui identità e rappresentazione si sovrappongono fino a confondersi. Tarek è un ambasciatore che, per dire qualcosa di autentico, ha accettato di perdersi, di esporsi, di portare il peso di una lucidità che non offre palliativi. E forse è proprio questo il punto: non offrire una verità chiusa, ma aprire uno spazio in cui chi ascolta sia costretto a scegliere i propri colori – e, nel farlo, a fare i conti con il proprio buio. @solacolmic_ ha intervistato il rapper per l'uscita del suo ultimo disco su lerane.net Rancore partirà per il tour questo venerdì 8 maggio dal @fabrique_milano . Sul nostro sito trovi tutte le date del tour. #rancore #tarekdacolorare @helpmediapr @djangomusic_it
0 3
13 days ago
C’è un errore di prospettiva che continuiamo a commettere quando ci appassioniamo alle storie, ed è lo stesso errore che facciamo vivendo: credere che gli eventi importanti siano quelli che si vedono, che segnano un prima e un dopo riconoscibile. Mentre, invece, la maggior parte delle trasformazioni reali avviene a un livello più basso, quasi invisibile. Un substrato fatto di micro-scelte, rinvii, dipendenze mascherate da abitudini. «Ripple» prende proprio questa zona grigia e la mette sul piatto. Perché quello che racconta non è semplicemente l’intreccio tra quattro sconosciuti, ma il modo in cui ognuno di loro abita una crepa che si è aperta nella propria esistenza, una frattura inizialmente impercettibile che progressivamente altera la direzione delle cose. La serie si apre con un evento minimo e definitivo allo stesso tempo: una morte silenziosa, domestica, quasi priva di teatralità, che non interrompe il mondo ma lo svuota, lasciando Walter (Frankie Faison) dentro uno spazio che riconosce ancora gli oggetti ma non più il senso che li teneva insieme. Da lì, come in una lenta propagazione, il racconto si allarga e intercetta altre traiettorie: Kris (Julia Chan), discografica che ha perso il proprio posto in un’industria che non riconosce più. Aria (Sydney Agudong), aspirante musicista sospesa tra talento e fragilità; Nate (Ian Harding), proprietario di un bar che diventa crocevia di tutte queste vite mentre la sua si incrina e le accompagna senza forzarle, lasciando che si sfiorino, si attraversino, si modifichino senza mai coincidere del tutto. Ne parlo su Eppen al link in bio #serietv #eppen #Netflix #ripple #increspature
12 0
29 days ago
Il punto non è avere trent’anni. Il punto è accorgersi, quasi senza rendersene conto, che la promessa implicita di quegli anni non si è compiuta nel modo in cui avevamo immaginato. Così ti ritrovi lì, in mezzo. In quella zona sospesa tra ciò che eri e ciò che avresti dovuto diventare. Con la sensazione ostinata di essere sempre leggermente fuori tempo. "Gimcana", il nuovo disco di @nuvolarinuvolari , nasce esattamente dentro questo spazio scomodo. Intervista di @solacolmic_ su lerane.net #gimcana @bombadischi
0 3
1 month ago
"Stare al mondo" è il secondo disco di @matteoalieno . Si tratta di un lavoro che produce una specie di vertigine lieve: la sensazione che molte delle coordinate con cui interpretiamo il mondo – successo, direzione, centralità – non siano così solide come pensiamo. Da questa piccola instabilità introdotta dentro il linguaggio ordinario, nasce la conversazione che @solacolmic_ ha avuto con il cantautore a proposito del suo disco. La puoi leggere su lerane.net Concerti in programma: 29 Aprile - ROMA - @monkroma 07 Maggio - MILANO - @arci_bellezza #matteoalieno @gdgpressufficiostampa
0 3
1 month ago
Mancanze, lacune e tentativi maldestri di colmarle. ...e certe volte mi sembra una sfortuna, ma che avventura..." Grazie a @matteoalieno per essere la colonna sonora di questi giorni sbilenchi.
33 4
1 month ago
Ho intervistato @dalilakayros performer e ricercatrice vocale tra le figure più radicali della scena sperimentale contemporanea e vincitrice del Premio Live di @musicadabere L’11 aprile sarà a Bergamo, all’ @inkclub_bergamo , per presentare dal vivo “Khtonie”, il nuovo album sviluppato insieme al compositore @danilomdcriot . Il titolo deriva dal greco chthón e rimanda alla dimensione ctonia della terra, quella più profonda e sotterranea, legata a un’energia primordiale ancora in trasformazione. È proprio da questa idea che prende forma il disco: un lavoro che attraversa elettronica, lingua sarda e ricerca vocale, dove la voce smette di essere solo canto per diventare materia sonora, spazio di esplorazione tra corpo, suono e immaginario. Nell’intervista parliamo anche dell’aspetto performativo dei live, dove il volto dipinto richiama il riso sardonico, una maschera simbolica della tradizione che serviva a scacciare i demoni prima della morte. Un gesto che, nelle intenzioni dell’artista, diventa il segno di una trasformazione possibile: se qualcosa finisce, può anche rinascere. Ad aprire la serata sarà @luca_barachetti con una performance alla carriola preparata tratta dal suo EP Rilascio. 🔗 intervista completa al link in BIO #DalilaKayros #Khtonie #MusicadaBere #musicasperimentale #Bergamo InkClub intervista
19 0
1 month ago
"Rilascio" è il nuovo lavoro di @luca_barachetti uscito il 31 marzo per @abitare__radura Nasce da un percorso lungo, fatto di pratica, ascolto e tempo passato a lavorare su un oggetto semplice e radicale: una carriola preparata, trasformata in dispositivo sonoro. Le tracce del disco arrivano da improvvisazioni registrate in autonomia, senza costruzioni in studio: quello che si sente è esattamente ciò che è accaduto. Gesto, contatto, materia e niente altro. Nel lavoro di Barachetti c’è una ricerca che non forza il risultato, ma lo lascia emergere. Anche per questo Rilascio è un disco che si muove fuori dalle forme tradizionali, ma senza mai diventare freddo o distante. Al contrario, è profondamente umano. Dentro ci sono il corpo, il tempo, il limite. Anche la malattia entra nel suono, lo attraversa, lo modifica. E la performance stessa diventa un atto di esposizione, un modo diretto e onesto di stare nel mondo, davanti agli altri. Rilascio è disponibile in 100 copie fisiche e su Bandcamp. 👉 Nell’intervista, Luca racconta questo percorso con lucidità e semplicità, lasciando spazio a tutte le domande che il suo lavoro apre. Link in bio per leggerla. #LucaBarachetti #Rilascio #RaduraDischi #musicasperimentale #soundart
5 0
1 month ago