Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto.
Le tazzine dei caffè dei giorni precedenti mi guardano. Alcune conservano ancora un fondo di caffè freddo, come se il tempo si fosse dimenticato lì dentro.
In questa stanza c’è disordine: pile di libri che mi prometto di finire, mentre l’urgenza di iniziarne altri mi tradisce ogni volta.
Mi alzo. Cammino con un solo calzino, l’altro l’avrà preso Theo, e vado in cucina. Altro caffè.
Eppure non mi sveglio mai davvero. In nessun senso.
È un sabato lentissimo. Franco126 mi dà il permesso di esserlo. Mi sento capita, perdonata, come ieri sera al concerto di Raye. Lei mi ha ricordato che si può ancora fare tutto: mescolare il jazz al rap, l’orchestra alla cassa dritta. Che meraviglia, la possibilità di poter fare tutto. La possibilità di innamorarsi ancora. Di litigare con un’amica e continuare a sentirne la mancanza. Di non chiamarla per orgoglio e di non riuscire a odiarla per i bei ricordi.
Amo le contraddizioni. Io sono una contraddizione.
Ma in fondo lo siamo tutti, solo con più o meno coraggio.
È stata una settimana difficile. Eppure ho imparato che spesso, quando fa più male, significa che qualcosa sta funzionando esattamente come deve.
It’s gonna be alright, cantava una voce che ieri rimbombava a Bologna. Sì, Bologna. Con la mia mamma. Che ancora, a quasi ventiquattro anni, mi accompagna per vedermi felice.
Che belle le persone che ti rendono felice.
Io a volte non lo faccio. Forse per pigrizia.
La pigrizia che mi ricorda che devo richiamare un’amica, Carol.
Pubblico questo post inutile. Poi ti chiamo.
Metti su il caffè pure tu nel frattempo.
In macchina ascolto C’è tempo di Ivano Fossati:
dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare. Io penso che ci sia stato un tempo sognato in cui dovevamo solo sognare.
Loredana Bertè mi ricorda che sono bellissima.
E allora sì, che vale la pena vivere e murí.
Andiamo avanti
Io ho bisogno di un’altra moka,
di farmi una piega, di mettermi i tacchi e tornare a finire le mie canzoni.
I’ll cry the entire night and take the day later to rebrand. Life goes on. Stasera chiamo i miei amici e vado a bere un gintonic. E allora si.
Buon weekend.