a volte mi sento come una tegola.
una di quelle che non guardi mai, che stanno lì sopra a fare il loro lavoro in silenzio. che se si rompono ti accorgi della pioggia, ma finché reggono restano invisibili.
forse la musica mi fa sentire così: piccolo pezzo di un tetto già piccolo, a proteggere una casa che non so nemmeno se è la mia.
tegole non è una canzone d’amore, anche se ci somiglia. è più il racconto del mio rapporto con la musica, che certe volte è come una festa a cui non mi hanno invitato. e io resto sotto la finestra chiusa a cantare lo stesso.
non è un piangersi addosso, è il modo che ho trovato per fare pace con questa sensazione di essere fuori posto. come ridere in faccia alle cose che ti spaccano a metà.
a mezzanotte esce “Cartacce”, la mia nuova canzone.
l’ho scritta ispirandomi a un amico. la sua relazione sembrava esistere solo per litigare.
lei e lui si insultavano nei vocali. e io me lo immaginavo lì con le sue cuffie, mentre andava al lavoro, che invece della musica si ascoltava lei che lo distruggeva. tipo un podcast.
le cartacce sono cose che butti via, anche se un tempo contavano. magari sopra c’era scritta la password della banca.
e certe storie finiscono così, non per un grande motivo, ma perché è più facile buttarle che sistemarle.
e non basta un salvagente per tenerle a galla.
(comunque SECONDO ME, meglio che si siano lasciati)
“Cartacce” fuori a mezzanotte
prodotta da @polezsky e @kangbrulee
mix e master di @da.ribo
fotografia di @jacopociampanelli .