"Show Me How" - Men I Trust (bass cover).
Such a beautiful bass lines by Jessy Caron.
Audio from phone (…sorry for the amp noise 🙄 )
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#showmehow #menitrust #basscover #indiepop #mutedbass
DIIVing the bass of "Somber the drums" of DIIV @lovealienzzz . Playing a J-bass with a pick straight into the DAW, SVT plugin and a bit of compression. Tone and bridge pickup rolled off.
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#bassguitar #diiv #shoegaze #jazzbass #dreampop
#diving #waves #basscover
🎞 L'Altro specchio. Storie di mascolinità non stereotipata attraverso lo sguardo femminile. Da Mercoledì 8 Aprile @sottoscala9 alle ore 21.
Come viene rappresentata la mascolinità nel cinema e nella cultura mainstream? È uno specchio fedele di cosa vuol dire e cosa implica essere maschi in una società patriarcale e capitalista? Quanto invece non si riesce ancora a raccontare, ad accettare e a cambiare?
Sfumature, fragilità e criticità dell’identità maschile filtrate dallo sguardo, (a volte intimo, poetico, a volte crudo o satirico) di quattro autrici e registe contemporanee straordinarie (Lynne Ramsay, Kelly Reichardt, Claire Denis e Athina Rachel Tsangari) che offrono suggestioni alternative, originali e stimolanti per riflessioni e confronti.
Attraverso opere dai toni, generi e contesti socio-politico-culturali diversi, la rassegna esplora temi come la salute mentale e il trauma, la violenza, le élite di potere e il dominio predatorio (You Were Never Really Here); l’amicizia maschile, la paternità e la fragilità dei rapporti umani (Old Joy); il corpo e il desiderio tra disciplina e colonialismo (Beau Travail); la competitività sociale e la mascolinità tossica nelle dinamiche di gruppo (Chevalier).
Il programma:
08/04 - You Were Never Really Here
(Lynne Ramsay, 2017, UK 89’)
15/04 - Old Joy
(Kelly Reichardt, 2006, USA 74’)
22/04 - Beau Travail
(Claire Denis, 1999, Francia 93’)
29/04 - Chevalier
(Athina Rachel Tsangari, 2015, Grecia 105’)
🗓️ Mercoledì 8 - 15 - 22 - 29 Aprile. Ore 21:00
🎞️ Proiezione in versione originale con sottotitoli in italiano e dibattito in sala a seguire.
🎟️ Sottoscrizione libera con tessera ARCI
📍Sottoscala9 - Via Isonzo 194, Latina
#femalegaze
#rassegnamascolinita
#cineforums9
Cosa succede quando una delle artiste più importanti del ventesimo secolo, che ha scardinato le convenzionali interpretazioni del ritratto fotografico e dell'arte, mettendo in discussione tutto, dall'identità al femminismo, fa un film?
Nel 1997 la fotografa americana Cindy Sherman dirige "Office Hour", gemma criminalmente ignorata dal mondo della critica e dal pubblico e che ad oggi rimane il suo unico lavoro cinematografico.
Comedy-horror eccentrico, visivamente strepitoso, attualissimo, che parla di corpi, morte, tecnologia e comunicazione. Uno spaccato di vita americana alla fine degli anni 90 e delle difficoltà a vivere i cambiamenti privati e sociali che la società moderna (leggi home computing) impone in maniera impietosa.
Recentemente ridistribuito in 4k
Da vedere se sei in smart working 💻🔪
#officekiller
#cindysherman
#smartworking
#horror
#90smovies
Echi di Memoria: il Cinema Privato e Oltre
“When you are in the middle of a story it isn't a story at all, but only a confusion; a dark roaring, a blindness, a wreckage of shattered glass and splintered wood; like a house in a whirlwind, or else a boat crushed by the icebergs or swept over the rapids, and all aboard powerless to stop it. It's only afterwards that it becomes anything like a story at all. When you are telling it, to yourself or to someone else.”
― Margaret Atwood (Alias Grace)
Cinque opere che esplorano il potere evocativo, narrativo, creativo e trasformativo del materiale d’archivio privato.
- Un'ora sola ti vorrei (Italia 2002, dur. 56’) – Alina Marazzi
- La nott’e’l giorno (Italia 1976, dur. 45’) – Gianni Castagnoli
- Tarnation (USA 2004, dur. 92’) – Jonathan Caouette
- Stories We Tell (Canada 2012, dur. 109’) – Sarah Polley
- The Arbor (UK 2010, dur. 91’) – Clio Barnard
Opere che, pur diverse per stile e approccio, condividono una profonda riflessione sul tempo, la società, la memoria e l’identità, mostrando come il patrimonio audiovisivo possa e debba essere non solo conservato, ma anche attivamente rigenerato e reinterpretato.
Home movies, super 8, vhs, mini DV, fotografie e registrazioni audio, ci restituiscono frammenti di vita personale e collettiva, offrendo nuove chiavi di lettura della società e mettendo in luce dimensioni spesso invisibili di esperienze umane e storie che diventano tali proprio nell’essere raccontate.
L’originalità di queste opere si manifesta nelle scelte stilistiche e tecniche: dall’intima ed intensa autobiografia frammentata di "Tarnation", alla poetica sperimentazione visiva di "La nott’e’l giorno", fino alla fusione ibrida di documentario e teatro in "The Arbor". In "Stories We Tell" il materiale d’archivio viene utilizzato per mettere in discussione la natura stessa della verità e della narrazione familiare, mentre in "Un’ora sola ti vorrei" il footage privato non è solo testimonianza, ma soprattutto strumento per esplorare la memoria, il dolore e il rapporto madre-figlia, in un dialogo intimo tra passato e presente.
#whattowatch
#archivio
#documentary
#super8
#rassegna